venerdì 9 ottobre 2009

Report dell'Incontro con Tom Regan - Milano - 7/10/09 - di Skrondo



Tom Reagan in splendida forma è giunto a Milano per la presentazione della seconda edizione di "Gabbie Vuote" in una serata organizzata da Oipa ed OltreLaSpecie. Dopo gli iniziali convenevoli di rito ha iniziato ad affrontare il futuro dei diritti animali partendo da alcune domande che gli erano state fatte a Genova due giorni fa in occasione di in premio ricevuto dalla Sonda Edizioni. Analizzando parte del testo di Gabbie Vuote ha iniziato (per arrivare al futuro) parlando dell'attuale situazione dei diritti animali. Dal punto di vista scientifico (per minare la credenza che gli attivisti siano antiscientifici) ha affermato che gli animali hanno una biografia e non solo una biologia, sono soggetti e non oggetti. Molti scienziati non trovano un accordo sul dove tracciare una linea di demarcazione tra animali senzienti e non...pensando agli invertebrati ad esempio... Tutti concordano però sull'appartenenza al gruppo "riconoscibile come affine" di mammiferi ed uccelli. In generale tutte le specie che normalmente gli animalisti difendono sono al di sopra di questa immaginaria lista di demarcazione. Questo però comporta una difficoltà di comprensione da parte dei non attivisti, come potremmo giustificare una disparità di trattamento nell'assegnazione di diritti fondamentali? In realtà non esistono standard differenti da utilizzare a seconda della specie, umani compresi.
Insistendo sui diritti ha spostato l'argomentazione sulla necessità di libertà di autodeterminazione, assegnazione e riconoscimento di diritti morali che come per gli umani non possono essere negati agli altri animali. Così come gli umani differiscono per razza, religione, stato sociale e ciò non autorizza nessuno a negare tali diritti...ciò va riconosciuto senza dubbi ai non umani.
Il peso dei diritti morali è molto più evidente di qualsiasi esigenza economica o di altra natura. I diritti morali paragonati nel bridge aono carte molto basse ma di segno vincente: annullano carte anche molto alte ma di segni meno importanti.
Portando il discorso sull'unità ha affermato che i nostri diritti e quelli degli altri animali hanno necessità di rispetto e solo l'unità di intenti può portare ad un'affermazione nel mondo esterno degli stessi. È quindi evidentemente sbagliato un protezionismo che lascia cmq aperte le porte ad uno sfruttamento "dolce" in ogni caso degli animali perchè non corrisponde alle loro attitudini naturali.
In futuro lui spera che molte altre persone abbraccino questo movimento...con progressi e stagnazioni, giorni felici e notti tristi ma alla fine il trionfo dei diritti animali, con il riconoscimento in un tempo futuro da parte degli umani dei diritti degli altri animali liberandosi dalla necessità di sfruttarli per vivere.
Dovrà cambiare la visione dominante che noi umani abbiamo, la liberazione dei non umani sarà parte di un cambiamento che coinvolgerà gli umani in molti altri aspetti...compassione, impegno, addio al consumismo sfrenato. La nuova domanda sarà "cosa posso fare per te?". Chiunque è nel bisogno, chiunque non può prendersi cura di sè dovrà essere aiutato, il senso condiviso di comunità sostituirà questa società di singoli immersi in se stessi.
Relationship è la parola chiave, il pronome io sarà un ricordo.. Al posto di "cogito ergo sum"..."ego vivo in comunitate ergo sum" sciogliendo così le catene dell'antropocentrismo.
Solo con un'immersione mentale nel naturale l'uomo tornerà a pensarsi parte di essa smettendo di credersi padrone, ma aumentando il proprio senso di responsabilità personale nel proteggere l'ambiente. La domanda "cosa posso fare per te?" sarà quindi estesa a tutto il mondo del quale saremo non più sfruttatori ma rispettosi protettori.
L'etica del dominio ora accetta le barbarie, l'etica del servizio scuoterà il mondo occidentale liberando tutti gli animali dal giogo della tirannia umana.
E liberare tutti gli animali libererà anche noi stessi permettendo lo sviluppo di un'umanità compassionevole.
Anche terra, acqua, aria devono essere liberate, l'uomo dovrà camminare gentilmente sul pianeta...
Tutto ciò probabilmente non vedrà la nascita di tribù che tornano ad epoche ancestrali...nessuno pensa che sia possibile ora tornare così indietro. Occorre trovare nuovi standard che prediligano i diritti ma che rendano possibile il mantenimento di una vita accettabile per gli umani in toto, le tecnologie rinnovabili, ad impatto zero..sono necessarie ancora di più se pensiamo alla liberazione di tutti noi. Occorre attendere il giorno nel quale noi tutti saremo abbastanza numerosi da cambiare le regole del gioco, ma arriverà il momento in cui le persone singolarmente (e non per ideologia di massa) accoglieranno le nostre istanze..valutando altri parametri per stabilire la loro ricchezza. Dobbiamo preparare la strada per le prossime generazioni, dar loro la possibilità di capire autonomamente cosa è giusto, far loro abbandonare l'ideologia del dominio che ci ha portato a questo.
Poche persone potranno cambiare il mondo, ma è già successo e ricapiterà!


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