mercoledì 12 novembre 2008

Como: Sostegno alla manifestazione nazionale contro le pellicce di Roma

Testardamente in occasione della manifestazione internazionale di roma contro l'aberrante uso di pelliccia ci siamo ritrovati in quel di como per portare il popolo locale a conoscenza della problematica. Una ventina di eroici baldanzosi ha sfidato il freddo e l'umidità armata di cartelloni, striscione, megafono, pc portatile e (perchè no) cassetta per le offerte. Quest'ultimo particolare deve aver indotto in errore alcuni passanti che ci hanno offerto di andare a lavorare, cosa che non abbiamo fatto in ossequio all'incipiente ritorno del regime fascista. Come molti sanno il sabato all'epoca del duce era dedicato alla ricreazione fisica e psichica dei fedeli... E noi abbiamo per l'appunto ricreato un puro presidio in piazza!
Davanti ai nostri occhi stupefatti hanno sfilato per ore intere collezioni bordate di pelo animale a dimostrazione non tanto della crudeltà ma della dabbenaggine che si propone come male del secolo, tanto quanto la peste nel 1600. L'unico essere sensibilizzato è sembrato essere un dipendente statale che dopo essersi presentato (ovviamente come rappresentante della digos) mi ha chiesto di fare altrettanto (damm'o' document ca sennò poi t'allamient). Mi ha poi estorto preziose informazioni in merito ad un oscuro sito internet conosciuto come www.vegan3000.info con la minaccia di visitarlo..
Tornando a noi protestanti, qualcuno dei passanti si è dichiarato favorevole ed ha anche deposto un obolo in cassa (gesto puramente simbolico) ma molti altri ci scorrevano davanti imitando inconsapevolmente il dondolio diniegatorio dei cagnolini finti posti usualmente sui pannelli posteriori delle auto negli anni 70...
Non paghi di cotanta tristezza alcuni di noi si sono alla fine recati alla ricerca del locale punto vendita max mara in previsione del presidio aip del prossimo 23 c.m. Devastante per il nostro animo osservare vetrine con più pelo sugli abiti di quanto se ne possa trovare nel letto di lucio dalla al mattino! Ma ci sentiranno...
Ringrazio personalmente tutti coloro che, presenziando, hanno assorbito quanto me il freddo di como portando in cambio calore e solidarietà nei confronti dei milioni di animali torturati e massacrati per la vanità di giovani e meno giovani lobotomizzati dalla moda imperante. Alla prox!

Skrondo

mercoledì 17 settembre 2008

Riarmati e contenti - di Eva Melodia

Quasi trenta anni fa ormai, con infiniti sforzi, con grande sudore di menti - per quanto assurdo fosse dover faticare tanto nel tentare di ottenere un simile banale vantaggio per l'intera umanità - una grande determinazione, quella di disarmare il mondo dal flagello delle armi nucleari era arrivato ad essere quasi una realtà. 
Dopo la "guerra fredda", - un fenomeno che gli esseri veramente senzienti osserverebbero come demenziale -, la paura di finire vaporizzati a fungo indipendentemente dalla barricata, era tanta, e la pressione pubblica quindi coerente, tanto che il processo di riduzione era giunto al suo sostanzioso inizio. 
Nel 1991 si era arrivati ad un trattato chiamato START, tra USA e Unione Sovietica, in cui veniva firmato il processo di riduzione degli armamenti nucleari con smantellamento degli impianti e ovvia conseguente dichiarazione di non proliferazione ulteriore, che doveva appunto rappresentare l'intenzione di tutta l'umanità di rinunciare alle atomiche per tornare a vivere senza l'incubo di quella terribile paura. 
Bene. Sorpresa. Come non si sa, ma sta di fatto che il 1991 è stato spazzato via, - lui e gli accordi bilaterali - come non fossero mai esistiti, e che la corsa agli armamenti è invece aumentata esponenzialmente negli ultimi anni, non solo in termini di quantità, ma anche di "qualità", laddove la qualità rappresenta solo quanto più alto sarà il prezzo da pagare per chi subisce le decisioni di una manica di potentissimi pazzoidi al potere. 
Le armi atomiche attualmente sul pianeta sono (i numeri non sono certi) tra le 30.000 e i 50.000 la cui testata è mediamente da un megatone (cioè mille volte il quantitativo della bomba "Little Boy", l'atomica che spazzò via Hiroshima, la quale ne conteneva una da un solo kilotone) e si sa, potrebbero polverizzare l'intero pianeta 50 volte. 
A differenza di allora poi, ora sono in mano a diverse nazioni, queste "entità Stato" che tanto ci stanno a cuore, le quali - volendo ogni tanto essere sinceri bisogna ricordarlo -, vivono una vita propria e decidono della vita di miliardi di persone (umane ma purtroppo non solo) quasi sempre facendone il danno e non l'interesse, ma sopratutto mai rispettandone la volontà. 
Tra queste nazioni, Usa, Cina, Russia, Corea, India, Pakistan, Francia...insomma un numero improbabile, da qualche anno si può registrare una partita a scacchi in corso. 
Pedine che si moltiplicano, mosse e contro mosse, dichiarazioni e minacce, nulla di comprensibile come quadro nella sua interezza ai comuni mortali come noi, uomini e donne che lavorano tutto il giorno, pagano tasse, si sforzano di avere comportamenti civili e che nella loro infinita ingenuità si aspetterebbero, anzi vogliono dare per scontato, che in cambio non gli si riconosca solo la promessa di una atomica a testa. 
Sì, forse l'errore commesso è stato questo: abbiamo dedicato e creduto talmente tanto nel limitarci a fare la nostra brava parte nel fare funzionare il sistema, abbiamo creduto talmente tanto in quel trattato firmato e talmente tanto gioito dell'incubo finito, che ci siamo dimenticati di controllare se qualcuno lo rispettasse davvero, con il risultato che attualmente siamo di nuovo ad un passo dall'olocausto, ma non ne parla nessuno. 
Nel 2007 il presidente Putin ha semplicemente annunciato (il che significa che non si può cantare la segretezza di questi eventi), un grandioso piano di riarmo per la sua nazione, e nessuno ha detto nulla. Non una protesta. Non un dubbio. Non un sospiro. 
Quando venti giorni fa navi da guerra americane si sono schierate nel Mar Baltico con la scusa degli aiuti umanitari, noi tutti non siamo neppure stati in grado di capire. 
Quando ci parlano di scudi spaziali e nuove basi, non siamo più in grado di associarli a fenomeni che ci coinvolgono direttamente, perché quasi non sappiamo più di cosa parlano e la verità è che gli anniversari delle esplosioni atomiche in Giappone passano senza che nessuno dedichi più loro un minuto di riflessione. Di disarmo non si parla più, di atomiche si parla solo per dare un po' più di verve a qualche servizio TG, con la volontà palese di farle recepire come spauracchi per bambini. 
Ed ancora...le petizioni contro le basi militari che aumentano, raccolgono pochissimi consensi fuori dai confini in cui andranno a sorgere perché all'esterno di questi, quasi nessuno è in grado di comprendere e quindi di voler contrastare ciò che sta accadendo. 
Stupirsi mi rendo conto, non ha alcun senso. 
Denunciare forse sì, forse andrebbe fatto più spesso, forse bisognerebbe urlare ai quattro venti tutte le sante mattine che quello che ci attende è una infinita guerra fredda, gelida di morte, quando non talmente calda da fare una bella nuvoletta di tutti noi. 
Tutti quelli che continuano a fare finta di nulla dopo avere recepito tale denuncia, sono da considerare complici. 
Il disarmo nucleare era una promessa ed un dovere di ogni essere umano passibile di intelligenza e volontà, ma attualmente solo pochissimi si stanno sforzando di mantenerle fede. 
Al momento invece, le armi atomiche ricoprono questo pianeta come tante luci pronte a brillare, nel silenzio attonito, direi assurdo di tutti. 
La loro pericolosità potenziale aumenta, perché migliora il controllo degli effetti radioattivi, così che ne risulti meno "impensabile" l'uso. Le nuove generazioni di bombe infatti, comportano una esplosione "pulita", bombe termobariche che con la loro onda d'urto creano una pressione che risucchia l'aria fuori dai polmoni di tutti i viventi uccidendoli all'istante. E non lascia scorie. 
Questa è la "ricerca" spesso apostrofata come scientifica ed in cui tutti poniamo più fede che in Dio. Questo è il mondo che abbiamo costruito. Questo è ciò che verrà. 
Non posso fare a meno allora di chiedermi, come possiamo essere così silenti e ciechi. 
Quale persona, sia essa cristiana, musulmana, buddista, o atea, sia cinese o sudafricana, sia comunista o anarchica, sia 
antispecista, ecologista, nonviolenta, pacifista, animalista, umanista, sia rossa o verde, sia in qualsiasi forma e di qualsiasi consistenza, non è in grado di capire o non ha le basi per comprendere che non c'è nulla al mondo in questo momento che vada immediatamente combattuto con tutte le proprie forze, come questo delirio che ci portiamo dietro proprio mentre il rischio di conflitti sale a causa della scarsità di risorse e della impreparazione umana ad affrontare le crisi in maniera collaborativa? 
A quando una qualsiasi reazione nel nome se non dell'etica, della morale, o di qualsiasi elevato potenziale umano, anche solo dell'istinto di sopravvivenza? 


Eva Melodia

domenica 14 settembre 2008

Presidio contro la Fiera Venatoria di Seveso

Da buon giramondo, dopo gli ultimi presidi a Roma mi son ritrovato in una mattinata uggiosa e particolarmente fredda a recarmi in quel di Seveso, cittadina resa famosa negli anni passati dall'Icmesa e dalla sua diossina per un presidio che credevo fosse uno dei tanti a cui ho partecipato in passato. Solo che stavolta l'ho fatto in veste di ADC insieme a Nemi che, nonostante gli impegni, ha ritagliato del tempo per unirsi al gruppo di manifestanti. Mi sarei aspettato a dire il vero una partecipazione più numerosa dai "milanesi" ma devo dire che i presenti erano agguerriti e dotati di una verve particolare...
Parcheggiato lo scooter mi son ritrovato a dover attraversare praticamente tutti gli stand degli espositori/venditori per giungere al luogo fissato per il raduno. Ed ho avuto subito un assaggio della cultura imperante in queste zone, dedite alla caccia forse più che in Toscana.
Ma quel che mi ha colpito è stata la forte presenza di famiglie con bimbi al seguito, ho davanti agli occhi l'immagine di una mamma che acquistava un panino per suo figlio noncurante delle 4 teste di cinghiali e cervi appese sopra di lei in bella mostra ad esemplificare il tipo di strage che forniva cibo per gli astanti. Il resto della camminata è stato un susseguirsi di tartarughe, uccelli da richiamo, cani di sessanta/settanta giorni, vitelli, pecore, equini, pollame di ogni sorta...tutti ammirati dai visitatori come si fosse allo zoo. E tutti a commentare la loro bellezza...
Angosciante a mio avviso lo stand dei "falconieri" in cui erano esposti due gheppi (incappucciati ed incatenati) ed un gufo (logicamente stralunato dal casino e dal fatto che lui di giorno dormirebbe volentieri invece di stare incatenato in uno stand). I "padroni" erano particolarmente fieri di detenere quegli animali come se quello fosse il loro destino. Nati per vivere incappucciati in attesa di cacciare per "riporto" e nulla più.
Ma più generalmente si trattava non solo della "fiera venatoria" bensì della "fiera della sottomissione degli altri animali". Non si spiegherebbe la presenza di alcune specie che con la caccia hanno ben poco a spartire.
Veniamo al presidio/protesta.
La presenza di Oltrelaspecie, della Lav e di altri piccoli gruppi nonchè di alcuni (splendidi) cani sciolti ha permesso di creare notevole disturbo alle cerimonie che si svolgevano sul palco allestito davanti al palazzo del Comune. Premiazioni che riguardavano le gare di canto per uccelli da richiamo, cani da caccia e da esposizione sono state disturbate a suon di megafoni, campanelle, coperchi in acciaio abilmente percossi ed urla di accusa contro il palco. Le Forze dell'Ordine hanno avuto qualche momento di sbandamento non riuscendo a capire se dovevano tentare di sedarci o proteggerci, dato che alcuni "facinorosi" cacciatori si sono avvicinati ripetutamente con fare minaccioso..cmq è rimasto (almeno fino alla mia partenza) tutto nell'ambito dell'insulto e nulla più.
Il Sindaco è stato seguito fino al bar dove si stava recando con tutta la schiera di lecc...lecc....lecchesi durante una pausa. In quel frangente, mentre mi rivolgevo al condottiero con varie amenità, un educatissimo e signorile assessore di cui non faccio il nome ma solo cognome e ruolo (Ass. Tallarita, consigliere per sport, commercio e politiche giovanili) mi ha pacatamente mandato a fare in c*** dimostrando l'elevato spessore culturale e tentando un approccio fisico che lo avrebbe visto sicuramente vincitore. Anzi, a dire il vero, a ripensarci mi spiace che non sia passato alle vie di fatto col sottoscritto...probabilmente avrei risolto parte delle problematiche economiche che mi attanagliano al momento! Ed invece mi son ritrovato ad essere difeso dai Carabinieri che si son frapposti...esilarante!
La pausa pranzo ha visto un "cessate il megafono" indi, dopo stretto consulto tra i partecipanti siamo ripartiti più forti e più tenaci che pria, fino al sopraggiungere dell'ora del mio rientro alla magione che mi ospita.
Se domani non leggerò nulla sui giornali locali pazienza, ma chi c'era ci ha visto eccome... Smile
Per le foto abbiate pazienza, vista la riluttanza della mia fotocamera dovrò aspettare l'acquisizione di documentazione visiva dagli altri.
Alla prossima!

giovedì 7 agosto 2008

Animali della Tosca all'Urla Padula Festival 2008

Dal 23 al 27 luglio 2008, si è tenuto a Carrara un festival musicale giunto alla sua quinta fortunata edizione, presso il quale il nostro gruppo è riuscito a tenere un banchetto altrettanto fortunato.
L'iniziativa, che di per sé é meritevole, a partire dallo sforzo organizzativo, finendo con la scelta tematica impegnata in ambiti quali i diritti umani e la sicurezza sul lavoro con ospiti e dibatti, è stata per noi un successo ed un vero divertimento.
Il team AdT, per l'occasione formato da Telin e Nice con il costante supporto di Randagia (e Massimo) e la partecipazione di Caitli accompagnata da pulciosissima canetta "figlia delle stelle", è riuscito ad usare questa lieta occasione per parlare di antispecismo con la gente, distribuire moltissimo materiale informativo, e fare conoscere la cucina vegana attraverso l'offerta di dolcetti vegan fatti in casa, rigorosamente variati di sera in sera.
I numeri, di cui possiamo dirci orgogliosi si attestano intorno ai 500 dolcetti e 600 volantini (vari), distribuiti, compresi circa 200 copie di Veganzetta.
I benefici evidenti si possono valutare sulla base del fatto che abbiamo rafforzato la nostra affidabile immagine in quel di Carrara (tutti sanno chi siamo ormai), diffondendo riflessioni su veganesimo e antispecismo tra conoscenti e non.
Partite col piede sbagliato a causa di una serie di complicazioni organizzative, siamo andate recuperando durante le giornate, tanto che ben 3 sere su 5 ci hanno viste esibire un fatidico TUTTO ESAURITO, nonostante si arrivasse per ultime e si andasse via per prime. Purtroppo, le forze fisiche ci abbandonavano presto e il numero di dolcetti di cui avevamo capacità di produzione era limitato.
Nonostante questo, il pubblico si è mostrato entusiasta dei dolcetti, interessato agli argomenti, raramente stizzito (anche se ci è capito di dover discutere), spesso semplicemente concorde, suo malgrado ;).
Ringraziamo tutti i nostri degustatori, e li rimandiamo ad altre ludiche iniziative.
Un particolare ringraziamento ai ragazzi di UP! Festival (Contatto Radio Popolare Network), che ci hanno accolto, e che ogni giorno fanno un ottimo lavoro.

Le Foto saranno presto ONLINE!

lunedì 28 luglio 2008

Presidio contro la Giostra dell'Orso di Pistoia 25 luglio 2008





Report della protesta contro la Giostra dell'Orso di Pistoia del 25 luglio 2008

Consci delle difficoltà e delle asperità poste da una cittadinanza pistoiese alquanto nevrotica e disinteressata, alcuni volenterosi attivisti si sono recati in prossimità dell'ingresso alla manifestazione per proporre valide alternative allo sfruttamento dei cavalli nel Palio in questione.
Ovviamente il numero dei partecipanti era ridotto a causa del periodo estivo ma la presenza di PVV e U.N.A. nonchè di alcuni singoli sensibili alla questione ha permesso un presidio ottimo.
La distribuzione dei circa 600 volantini preparati per l'occasione fatta all'ingresso è stata solo parte della protesta ed il tutto si è svolto senza raccogliere neanche un insulto! In seguito i baldi giovini si sono prodigati nel ruolo di astanti protestanti mostrando dei cartelli all'uscita in cui si segnalava l'ennesimo abuso di esseri senzienti per il piacere (in verità effimero) degli umani. Anche in questo caso accoglienza variegata, tra passanti che riflettevano ed altri che controbattevano con le solite amenità da quattro soldi (tipo: vabbè, se un cavallo muore lo mangiamo). I soggetti in questione non sono stati neanche lapidati dai nostri coraggiosi che hanno mostrato il lato pacifista delle proteste a favore dei diritti animali.
Immancabile l'interesse della Digos nella persona dell'ennesimo nullafacente in borghese che, evidentemente attratto dalle bellezze toscane, ha chiesto loro i documenti al fine di poterne stabilire provenienza, età e professione.
Infine essendo stato duramente provato in questo periodo, colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che si son recati a tale appuntamento nonostante l'assenza del sottoscritto che, come si sa, è un attrattore di folle. (Folle nel senso di pazzo...).

mercoledì 23 luglio 2008

Report del Presidio presso l'Ambasciata Islandese di Roma del 21 luglio 2008






Reduci dall'impegnativo Presidio del giovedi precedente presso l'Ambasciata Coreana, i baldi ADA uniti ad un manipolo di attivisti provenienti da ogni parte della capitale si sono presentati in tarda mattinata davanti all'Ambasciata Islandese tenuti d'occhio da uno sparuto esercito di poliziotti e carabinieri. Incuranti delle nefaste condizioni meteorologiche, gli eroici difensori del pianeta hanno preparato uno striscione ad hoc che annunciava l'intenzione di sostenere le azioni atte alla strenua difesa della Terra dalle devastazioni a fini commerciali.
Megafonando ripetutamente anche durante l'uscita per la pausa pranzo ed il successivo rientro degli impiegati (ben due), abbiamo ribadito la posizione dei sottoscritti e di buona parte della popolazione islandese in merito alla devastazione ambientale provocata dalla costruzione delle dighe in questione. Ben 275 specie tra animali e vegetali, sviluppatesi in quelle terre da millenni, ora sono a rischio di estinzione...per produrre energia elettrica destinata esclusivamente ad un'azienda (l'Alcoa) che detiene una grossa fetta del mercato dell'alluminio.
Oltretutto il 30% di codesto metallo è prodotto per usi militari (cluster bombs e componenti aereonautiche) e ciò stona con la bandiera della pace che l'Ambasciatore ed i suoi subalterni continuano ad esporre da una delle poche finestre sane della palazzina che li ospita in via San Saba 12 a Roma.
Il volantinaggio ha prodotto effetti positivi, alcune persone si son fermate a chiedere notizie in merito al perchè di tale mobilitazione, automobilisti e viandanti hanno ricevuto il volantino appositamente studiato e stampato.
Al Sig. Ambasciatore ed ai suoi impiegati sono giunti vari slogan nonchè un comunicato letto dal sottoscritto che recitava più o meno così:
"Anche l'Islanda, come molte altre nazioni sta cadendo nella trappola tesa dalle multinazionali svendendo la sua terra, i suoi luoghi ed i suoi abitanti umani ed animali per il classico piatto di lenticchie o poco più.
Vogliamo ribadire l'impossibilità morale di accettare uno scambio iniquo: da una parte centinaia di specie viventi a rischio di estinzione, dall'altra profitti economici per pochi eletti, sempre gli stessi, facenti capo alle grandi imprese che troviamo ovunque si parli di scempio del territorio.
Agli Islandesi rimarrà ben poco anche sotto il punto di vista economico, le briciole degli ingenti ricavi e qualche disoccupato che finalmente troverà il suo posto di lavoro in cui essere sfruttato per poter sopravvivere.
Diciamo no a tutto questo, presidiando l'ambasciata islandese a Roma come in molte altre città europee per portare la voce del dissenso, appoggiando la gran parte della popolazione islandese che non vuole una manipolazione del territorio e delle sue risorse.
I lavoratori all'interno dell'Ambasciata hanno il dovere di riportare al loro governo queste proteste per non divenire a loro volta complici di questa ennesima aberrazione.
Il rispetto e l'amore per luoghi rimasti immutati per millenni, immuni dall'attacco delle moderne macroeconomie globali: questo rispetto è ora più che mai necessario ed impellente."

Prima della dipartenza del sottoscritto avvenuta verso le 16.00 una voce si è alzata da un palazzo retrostante quello puntato dai manifestanti. Distintamente tutti abbiamo sentito la frase "mo' c'avete rotto li coj***" ma mi sorge tuttora un dubbio: l'accento era marcatamente islandese.
La nostra esperienza in quel giorno, unita alle altre mobilitazioni in Italia e nell'Europa civile ed incivile tutta, porterà forse ad un ripensamento delle politiche devastanti del Governo attualmente in carica in Islanda. Il nostro "NO" sarà ripetuto ogni volta che ne avremo l'occasione...
Rimandiamo i lettori alle prossime iniziative ed auguriamo buoni presidii a tutti!

Skrondo per Gli ADA

sabato 19 luglio 2008

Report relativo al presidio contro gli abusi sui cani a scopi alimentari del 18 luglio 2008 presso l'Ambasciata Coreana di Roma.

Le foto del presidio sono qui di seguito:





Giuntaci la segnalazione di cotal iniziativa nei confronti dell'establishment coreano ai fini di sensibilizzare il governo e la popolazione tutta del noto paese asiatico,
gli ADA e numerosi altri attivisti provenienti anche da remote regioni (Piemonte e Toscana) si sono uniti al presidio organizzato da RAN RAI Roma e Associazione Canili Lazio di fronte all'Ambasciata Coreana sita ai Parioli.
Evitando accuratamente di passare sotto casa di Maurizio Costanzo, ci siamo trovati davanti all'Ambasciata, riconoscibile per le numerose bandiere della LAV ed un paio di cartelloni con foto trucide piazzate appositamente per strappare il cuore ai passanti.
E ovviamente la zona era talmente deserta che avremmo potuto organizzare un torneo di curling ghiacciando la sede stradale.
L'intervento di un ADA col megafono ha cmq attirato l'attenzione delle Forze dell'Ordine presenti in massa (2, 3 al max) e dei dipendenti dell'Ambasciata stessa (che fino ad allora non avevano dato peso alla protesta). L'addetto stampa dell'ambasciata invitato all'interlocuzione con i sottoscritti ha preso visione dei cartelloni ed ha dimostrato estremo interesse per il benessere dei nostri amici a 4 zampe tentando inutilmente di accarezzare un cane. Dopodichè si son tutti riuniti in pausa pranzo, sfruttando l'odore del cane accarezzato per preparare delle bruschette.
Noi abbiamo seguito l'esempio abbandonando il luogo dopo aver ringraziato senza alcuna ironia le Forze Armate per la protezione ed il supporto donatoci, per recarci in una Aranceria in centro.
Parlando un pò più seriamente, occorre riconoscere la civiltà e la disponibilità degli addetti dell'Ambasciata che in qualche caso ha sfiorato la solidarietà.
Ringraziamo le associazioni che ci hanno invitato e coinvolto nel presidio, attendiamo con fiducia un riscontro dalle autorità coreane.