<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151</id><updated>2011-11-20T01:18:00.410Z</updated><category term='benefit'/><category term='Vegetarianesimo'/><category term='Antispecismo'/><category term='femminismo'/><category term='pellicce'/><category term='veganesimo'/><category term='ideologia del dominio'/><category term='palio'/><category term='Solidarietà'/><category term='Attivismo'/><category term='donne'/><category term='Articolo'/><category term='Firenze'/><category term='asti'/><category term='maltrattamento'/><category term='Impatto Ambientale'/><category term='politica'/><category term='movimento'/><category term='Efficacia Politica'/><category term='festa'/><category term='Report'/><category term='negazione di referente'/><category term='specismo'/><category term='aperitivo'/><category term='Riflessione'/><category term='Etica'/><category term='Toscana'/><category term='Diritti Umani'/><category term='autoproduzioni'/><category term='cultura'/><category term='Animalismo'/><category term='Comunicato'/><category term='cavalli'/><category term='presidio'/><category term='diritti animali'/><category term='filosofia'/><category term='Ecologismo'/><category term='Lombardia'/><category term='Guerra'/><category term='Esperienza'/><category term='Caccia'/><category term='Nota'/><title type='text'>Antispecismo.Net - IL BLOG</title><subtitle type='html'>Ispirati dal pensiero antispecista, dalla voglia di opporsi con le idee e con le azioni al dominio e alla distruzione che una umanità decisamente illusa sta comportando, raccogliamo qui i dialoghi ed i confronti tra tutti coloro che vivono questa ispirazione, al fine di esporre una visione del mondo nuova, ancora tutta da scoprire.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>42</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-9153013978849694783</id><published>2010-07-20T13:49:00.000+01:00</published><updated>2010-07-20T13:50:00.920+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Credere in un movimento - di Eva Melodia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Osservare e criticare dovrebbe essere attività costruttiva, così mi attengo al rigor di logica ed all’intento di suggerire dei ragionevoli dubbi utili ad un qualche tipo di miglioramento in termini di metodo e prassi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ora che posso contare qualche anno di esperienza all’interno di ciò che viene genericamente chiamato antispecismo posso anche finalmente trarre conclusioni con spero, la capacità di sostenerle, argomentando correttamente, in maniera breve - nonostante al contrario sappia che ci sarebbe moltissimo da dire e fare emergere -, al fine di garantire un testo non troppo noioso per chi vorrà leggere, né troppo complicato per chi mi accusa sempre di intricare la questione più di quanto non sia veramente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Tutto inizia con l’amara constatazione di come la parola antispecismo giri quasi esclusivamente in ambito animalista, in maniera impropria, fuorviata, diciamo pure devastante e con il fastidioso rilevare che la maggior parte di coloro che si sono appropriati di questo importante sostantivo, non sappiano di cosa parlano, non siano affatto antispecisti, siano solo superficialmente attratti e per brevi periodi dall’altisonanza della parola stessa, riuscendo più come strumenti antagonisti - forse loro malgrado -, dell’antispecismo stesso che come qualsiasi voglia e tipo di collaboratori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L’arroganza che può emergere dal mio approccio, spero sia abbastanza fastidiosa da attirare l’attenzione di un pubblico di solito molto poco attento alla riflessione, al perdere tempo in cose come leggere, ascoltare, pensare, criticare, attività spesso liquidate come troppo complicate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nonostante non apprezzi particolarmente la definizione scritta su wikipedia di ciò che è l’antispecismo, uso la frase iniziale come ponte attraverso cui giungere al punto e questo perché immagino e spero che un individuo intelligente che attribuisca a se stesso un qualche aggettivo o attributo lo faccia con un minimo di cognizione di causa. Suppongo quindi che come step basilare, per ciascuna persona che da un certo giorno ha cominciato a definirsi antispecista, ci sia stato almeno l’interesse di leggere tale definizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In wikipedia leggiamo che ciò di cui stiamo parlando è un “movimento filosofico, politico e culturale” e sebbene si tratti di una premessa generica, è sicuramente una premessa valida.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Quattro parole messe in fila con un peso troppo importante, talvolta storicamente insostenibile che proprio non possono essere ingoiate intere e digerite senza alcuna dedizione al chiedersi cosa ciò significhi realmente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Per stabilire allora quanto e come ci competa davvero e fino a che punto l’antispecismo basterebbe chiedersi che ruolo hanno nella nostra vita queste quattro parole ed onestamente decidere se abbracciarlo oppure se al contrario ripudiarlo, così da prenderne chiaramente le distanze ed evitare inutili fraintendimenti, confusione, perdite di tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Come detto, sappiamo che per una qualche corrispondenza legata ad alcuni soggetti coinvolti nelle tematiche antispeciste, e cioè gli animali non umani, l’antispecismo si è primariamente sentito nominare in quello spazio vitale riconducibile all’animalismo. E’ però veramente facile affermare come un vastissimo numero di persone che a buona ragione si definisce animalista, non sia affatto antispecista e non abbia probabilmente molta affinità con esso se non a seguito di un profondo cambiamento, non meno complesso e radicale di quanto non lo sarebbe per chi non ha neppure basi animaliste.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La superficialità con cui è stato approcciato il problema ha creato un deleterio rebus che per ovvie ragioni, in pochi vogliono risolvere. Vediamo ora perché di tutti questi sedicenti animalisti, spesso citanti l’antispecismo, solo pochi possono dirsi consapevolmente e realmente tali, e come questa appropriazione indebita degeneri e danneggi l’idea che è alla base di quello che dovrebbe essere un movimento compatto, solido e capace di grandi cose.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In larga parte, l’animalismo, inteso in tutte le sue forme, purché sufficientemente coinvolgenti da avere un valore nella vita di una persona – non stiamo quindi parlando dell’impropria attribuizione di “animalismo” a chi semplicemente ama una tal razza di cani e gatti o ama il suo gatto e amenità simili – non ha, - nelle istituzioni che lo rappresentano quali associazioni e quant’altro -, alcuna rilevanza e interesse che sia di tipo politico, ma solo semmai di tipo interattivo rispetto alla legislazione. Coerentemente le persone che vi prendono parte attivamente spesso, troppo spesso, sono allineate a questa forma di espressione dell’animalismo, e cioè priva di interesse ed intenzione politica. Già questo significa che l’antispecismo non può essere per costoro una estensione di pensiero e metodo: l’antispecismo, che è per sua natura politico, non può essere realmente digerito e fatto proprio da chi non esprime attenzione politica. Fare girare appelli ed eventi su facebook, non può bastare per parlare di attività politica, ma di fatto questo è il massimo dell'impegno profuso per la stragrande maggioranza di coloro cui penso mentre scrivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La questione filosofica, posta quale prima caratteristica dell’antispecismo non è certo da poco. Se osserviamo il fenomeno animalista, macroscopicamente come microscopicamente, otteniamo l’immagine di un brulichio dettato da passione più che da idee, da emotività più che da analisi, da reazione a stimoli violenti, piuttosto che da predisposizione al lottare nel nome di qualche elaborazione teorica. Ciò comporta molto disinteresse verso l’aspetto filosofico dell’antispecismo, perché appunto, se assunto superficialmente come una qualche scatola simile a quella dell’animalismo, non è altro che un contenitore di empatia e/o soggettività cui non si dedica alcuna riflessione particolare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ecco che così pure tutti coloro che si mettono in bocca questa parola senza farsi carico anche dell’aspetto filosofico (purtroppo o per fortuna abbastanza complesso), violano il vincolo logico grazie al quale possono richiamarsi in qualche modo all’antispecismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Se consideriamo poi che la filosofia alla base di un movimento politico è ciò che di norma ne stabilisce i connotati, vediamo come anche i pochi animalisti dediti a qualche forma di politica, spesso rispondano in maniera superba rispetto all’importanza dell’aspetto filosofico (invece non a caso posizionato al primo posto nella breve definizione) limitandosi a portare avanti espressioni politiche figlie di altre filosofie, anche qui, confondendole. Così una bella ulteriore fetta di sedicenti antispecisti non dovrebbero considerarsi tali, nonostante l’impegno politico, poiché rispondenti di fatto ad altre idee, ad altri canoni, che per quanto simili o coerenti, non sono quel complesso insieme di pensieri legati tra loro perfettamente che si può chiamare antispecismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Abbiamo poi da rilevare la presenza della parola “movimento” il cui significato è ampio e variegato ma che trovo utile interpretare in accordo con la presenza dell’aspetto politico. Un movimento politico infatti già ha connotazioni abbastanza precise. Di solito condivide delle idee in maniera piuttosto chiara, e si struttura con cognizione di causa su l’unica cosa di cui è fatto, le persone, dando loro importanza fondamentale, formandole, sostenendole, creando una solida rete, che si muove in una stessa direzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Al contrario, ciò che osserviamo definirsi antispecismo allo stato attuale dentro il pandemonio animalista è un caotico sottobosco di singoli individui e piccoli gruppi che si incontrano casualmente e raramente, sempre nei pressi di tematiche animaliste, che procedono ognuno per la sua strada, che si dan da fare ciascuno dando più importanza ad un aspetto piuttosto che ad un altro, il tutto senza mai preoccuparsi davvero del mattoncino che costruisce un movimento e il collante che lo mantiene: il singolo individuo e l’unità tra questo e gli altri partecipanti al movimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Le persone infatti sono sistematicamente chiamate a fare la loro parte in quanto adulti consenzienti, senza che esista alcuna metodica dichiarata, approfondita o ricercata, su come aumentare, mantenere, fare crescere tali adulti, il loro consenso, ma sopratutto l’unità tra costoro (al contrario si lascia grande spazio ad individualità egocentriche che minano tale l’unità), in maniera coerente, davvero coerente con l’antispecismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Il che porta direttamente all’ultimo attributo chiamato in causa dalla “stupida” definizione scritta su wiki. Stupida, perché davvero, non ha richiesto chissà quale intelligenza per essere elaborata, proprio perché così perfettamente evidente, in ogni suo aspetto, giusto compreso l’ultimo, quello culturale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Tale cardine su cui esprimiamo efficacemente l’antispecismo è relativo al metodo, cioè quello culturale, attraverso cui è possibile diffondere l’antispecismo. Il fattore culturale, considerato vicino a quello filosofico, è per lo più deprecato dal mondo animalista e di conseguenza dalla maggior parte di quegli animalisti che si estendono inadatti all’antispecismo. L’unica attività strutturalmente culturale che viene portata avanti, sempre in maniera coatica, ma talmente costante da apparire organizzata e pensata in ampia scala è indirizzata a promuovere il veganesimo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In realtà, gli eventi culturali pensati per essere tali orientati all’antispecismo, sono pochissimi perchè pochissimi i soggetti per ora interessati a (o davvero preparati per) pensarli prima e realizzarli poi, vista la scarsissima rilevanza data ad una concretezza che segua un semplice percorso: un’idea (filosofia), un insieme preziosissimo di individui che la adottino (movimento), una intenzione di agire (politica), ed un mezzo potente (cultura).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Per queste ragioni, espresse mi scuso in maniera sicuramente come già detto arrogante e misera, mi schiero dalla parte di coloro – i pochi – che sostengono come l’antispecismo abbia una sua dignità assoluta e che per dimostrarla, per farla emergere, per rivendicarla e diffonderla, serva uscire da quell’ambiente puerilmente animalista nel quale è impropriamente attecchito fino ad ora per rivolgersi ad altri soggetti potenzialmente coerenti e per emanciparsi dall’afflizione della confusione più totale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Serve prendere le distanze da tutto ciò che infanga l’antispecismo, che lo nasconde, che lo travisa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Serve decidere chi sale in barca e chi no, per un progetto più grande, quello di un movimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Serve capire chi è disposto ad accettare che l’antispecismo è l’antispecismo, e niente altro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-9153013978849694783?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/9153013978849694783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=9153013978849694783' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/9153013978849694783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/9153013978849694783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2010/07/credere-in-un-movimento-di-eva-melodia.html' title='Credere in un movimento - di Eva Melodia'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-5160180462436267911</id><published>2010-07-11T12:11:00.001+01:00</published><updated>2010-07-11T12:11:50.475+01:00</updated><title type='text'>La visione femminile dell’ecologia - di Paola</title><content type='html'>&lt;h1 style="margin-left:0cm"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:18.0pt"&gt;La visione femminile dell’ecologia &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;Il movimento ecofemminista si sviluppa a partire dagli anni ’60 negli Stati Uniti, e si tratta di una concezione che istituisce un parallelismo tra lo sfruttamento delle donne e quello della natura, anzi li considera fenomeni speculari così strettamente legati da non poter essere compresi se non considerandoli congiuntamente, infatti secondo le teorie eco femministe il dominio sulle donne è legato concettualmente e storicamente al dominio sulla natura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-layout-grid-align:none; text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;font-family:Kartika; mso-ansi-language:IT"&gt;Dobbiamo considerare che la logica del dominio si è imposta a tutti i livelli delle relazioni sociali e personali, nella famiglia, nella politica, nel campo scientifico, nella distinzione fra i generi..insomma nel modo di rapportarci agli altri e con ciò che ci circonda. La logica del dominio implica una visione gerarchica del mondo in una serie di dicotomie: animato-inanimato, vegetale-animale, umano-non umano, maschile-femminile, razionale-irrazionale e così via. Al vertice di questa scala gerarchica regna incontrastata la figura dell’Uomo declinata esclusivamente al maschile. Da un punto di vista femminista la logica del dominio è il prodotto dell’androcentrismo ovvero del valore superiore e quasi assoluto attribuito nei secoli agli esseri umani di sesso maschile, che sarebbe poi l’essere umano per eccellenza, anzi l’unico essere umano degno di tale nome. L’androcentrismo potrebbe essere il risultato della psicologia maschile così come si è sviluppata nella lotta per la sopravvivenza e per l’affermazione di sé. Una spiegazione convincente è data da Carol Gilligan nel suo “In a Different Voice” nel quale spiega che l’identità di genere, che rappresenta il nucleo immutabile della personalità, rimane stabilmente fissata intorno ai 3 anni di età, età nella quale è prevalentemente la madre ad occuparsi dei figli; ed è per questo che mentre le bambine essendo accudite da persona del loro stesso sesso sono portate a viversi con meno differenziazione, il maschietto deve separarsi dalla madre rinunciando in parte all’oggetto primario d’amore ed al senso di legame empatico. La ragione è la facoltà a cui l’uomo attribuisce la propria superiorità anche nei confronti delle donne cui viene attribuita la prevalenza del sentimento. La ragione viene associata a tutto ciò che è mentale, imparziale, spirituale, oggettivo, pubblico, positivo e quindi maschile, mentre le emozioni sono legate a ciò che è parziale, fisico, soggettivo, debole, privato, opinabile e quindi femminile. Le donne nelle varie civiltà sono state prese in considerazione soprattutto per la loro funzione biologica necessaria alla conservazione della specie. La funzione generatrice della donna, con tutte le sue difficoltà e limitazioni, l’ha sempre avvicinata agli avvenimenti strettamente naturali, l’ha, per così dire, molto più legata rispetto all’uomo alla fisicità naturale dell’esistenza ed ha quindi reso facile e quasi istintivo il suo apparentamento agli animali. Esiste un parallelismo totale fra la convinzione degli uomini di avere diritto a dominare e sfruttare la natura e quella di avere il diritto di servirsi delle donne e non è un caso che la stessa parola &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;mather&lt;/i&gt; (madre) abbia la stessa radice etimologica di &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;matter&lt;/i&gt; (materia), ossia entrambe sarebbero da utilizzare.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;Nel suo libro “The Death of Nature” Carolyn Merchant analizza quella che chiama l’associazione millenaria fra donne e natura nell’intero corso della cultura, della lingua e della storia, osservando come questo abbinamento sia stato messo in rilievo da due movimenti sorti quasi contemporaneamente negli anni ’60-’70 ovvero il movimento femminista ed il movimento ecologista.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;L’idea della natura come madre-nutrice e l’analogo ruolo della donna sono sempre andati di pari passo. Si sono esaltate congiuntamente la capacità riproduttiva e nutritiva della donna e la fertilità della terra, assieme alla sua attitudine a produrre messi ed a creare nel suo grembo, paragonato a quello materno, pietre preziose e metalli rari. La tesi centrale della Merchant è un forte attacco alla scienza moderna ed alla rivoluzione industriale, nonché alla riduzione effettuatasi da Bacone in poi della natura in termini quantificabili, il che ne ha favorito lo sfruttamento.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;Anche secondo Vandana Shiva, &lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;font-family: Kartika;mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:IT"&gt;fisica ed economista, direttrice del Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle Risorse Naturali di Dehra Dun in India): “L’immagine di una terra come madre che nutre rappresentava un vincolo culturale troppo forte per il suo sfruttamento, una terra vuota, invece, senza persone, di nessuno, ha permesso agli europei di descrivere le loro invasioni come scoperte, la pirateria e il furto come commercio, lo sterminio e lo schiavismo come missioni di civilizzazione”.&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;Tra le strategie per superare la subordinazione ai valori maschili o maschilisti figura in primo piano una nuova prospettiva etica, ovvero la così detta etica della cura, tipica secondo il pensiero femminista della natura e della psicologia femminili e per nulla inferiore a quella tradizionale maschile.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;Qui vorrei fare un piccolo inciso. Le prime rivendicazioni femministe erano orientate ad ottenere pari diritti per le donne, questo perché per molte la discriminazione delle donne era legata al fatto che leggi e consuetudini la ritenessero diversa e quindi inferiore all’uomo. Quindi appariva fondamentale che il movimento di emancipazione partisse dall’eliminare nelle leggi e nei codici di queste differenze. Negli anni il femminismo è cambiato ed a un certo punto non si è più rivendicata la totale uguaglianza fra uomo e donna, ma si è cominciato a rivendicare la differenza fra uomo e donna, differenza che non significa migliore o peggiore..ma semplicemente diverso. Esiste infatti una “voce diversa” che si ritrova nell’esperienza delle donne, questa voce per esempio non si chiede “quali principi debbano essere applicati” ma bensì “che cosa si deve fare in una determinata situazione per preservare ed aiutare i rapporti umani coinvolti”. Questa concezione dell’etica ruota attorno alla comprensione delle responsabilità e delle relazioni intersoggettive, mentre l’etica intesa come giustizia collega lo sviluppo morale alla comprensione dei diritti e delle regole. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;La prospettiva della moralità intesa come giustizia e quindi basata sui diritti si basa su tre caratteristiche principali, tutte molto contestate dal pensiero femminista, esse sono: l’autonomia del self, la razionalità e l’imparzialità. Essere autonomi significa essere indipendenti nelle nostre scelte da qualsiasi influenza esterna,..questo può significare essere egoisti, valutare qualcosa solo in base a se stessi e non valutando “l’io” come parte di un “noi” . Con la Razionalità si presuppone una grande separazione fra ragione e passione, là dove la ragione è considerata associata a tutto ciò che è mentale, imparziale, oggettivo e quindi maschile e la passione sono considerate fisiche, parziali, soggettive e quindi femminili.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;Le femministe sostengono che le emozioni non sono solo un modo di sentire ma anche di conoscere, i valori del soggetto lo spingono verso ciò che è di suo interesse conoscere e lo influenzano nel suo percepire i fatti. E’ perciò assurdo separare nettamente razionalità e passioni.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;Ed infine l’imparzialità: essere imparziali significa trattare ogni interesse, ogni situazione con uguale interesse e nello stesso modo. Le teorie sull’imparzialità non tengono conto della natura sociale degli esseri umani e penalizzano tutte le attività femminili di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;caring&lt;/i&gt;, del prendersi cura, che sono rivolte ai bisogni specifici dei singoli nelle relazioni interpersonali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;In definitiva le femministe ai tre elementi autonomia, razionalità, imparzialità contrappongono l’interdipendenza, l’importanza dei sentimenti e l’attenzione alle singole situazioni.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;Questo è il significato, stringato ovviamente, del concetto femminile di etica della cura nel quale la caratteristica fondamentale consiste appunto nell’apertura verso l’altro, nel senso di appartenenza ad una rete di relazioni, nell’idea di non costruire steccati intorno all’io bensì di abbatterli. Trasportando questi concetti al rapporto dell’umano con il resto del mondo, si arriva facilmente a vedere come la terra ed i suoi abitanti non umani, non possano più essere pensati come qualcosa di estraneo da dominare, da usare ma bensì come un tutto di cui si fa parte e con il quale bisogna entrare in armonia. L’idea del &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;caring&lt;/i&gt; ovvero del prendersi cura si allarga quindi fino ad abbracciare il mondo vegetale ed animale, senziente e non senziente addirittura fino a comprendere gli ecosistemi, ed in questo modo la riflessione femminista si congiunge all’ecologia. Ma in realtà c’è un motivo più profondo che oltre alla attitudine alla cura spinge il femminismo ad occuparsi della tutela della natura e dell’ambiente: occorre tornare all’origine, e cioè all’idea che sfruttamento delle donne e sfruttamento della natura sono due facce della stessa medaglia e sono dovute all’androcentrismo, ovvero all’assunzione dell’uomo maschio come l’essere superiore a tutto il resto, inferiore al massimo solo di Dio, di cui peraltro l’uomo si dice creato ad immagine e somiglianza. Questa superiorità gli concederebbe automaticamente il diritto al dominio sulle donne, gli animali, la natura, su qualsiasi cosa esistente. Esistono legami fondamentali, storici, di esperienza, simbolici e teorici, tra il dominio esercitato sulle donne e quello esercitato sulla natura, la stessa logica del dominio che viene usata per giustificare lo sfruttamento di vaste categorie di esseri umani non solo nel sessismo ma anche nel razzismo ed in altre forme di soggezione è stata e continua ad essere usata per dominare la natura. Le basi teoriche giustificative di ogni tipo di oppressione sono le stesse e quindi vanno combattute in blocco, perché dipendono tutte la solita causa: se ci si accontenta di contrastare solo una o alcune di queste forme di sfruttamento ma non tutte, il motivo originario ovvero l’androcentrismo, continuerà ad esistere pronto a riproporsi in ogni campo non appena le circostanze lo permettano. Per questo la lotta non può limitarsi a combattere il sessismo, il razzismo, lo sfruttamento degli animali ma deve comprendere tutto compreso preoccuparsi di bloccare il degrado ambientale e la distruzione del pianeta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;Una delle maggiori autrici ecofemmiste, Karen Waren, ha analizzato la cornice concettuale che ha portato alla visione gerarchica del mondo e quindi alle varie distinzioni tra chi sta sopra e chi sta sotto, tra chi ha il diritto di dominare e chi deve subire a causa della propria natura la supremazia altrui. Per cornice intellettuale si intende l’insieme di credenze, valori, attitudini ed assunzioni di base che determinano e riflettono l’idea che ciascuno si fa di se stesso e del mondo in cui vive, in pratica è come una lente costruita dalla società attraverso la quale noi percepiamo noi stessi e gli altri, una lente influenzata da molti fattori quali il genere, l’etnia, la classe, l’orientamento affettivo ecc Una cornice concettuale è oppressiva, cioè da origine a qualche tipo di oppressione, quando spiega, giustifica e mantiene qualche tipo di oppressione, quando spiega giustifica e mantiene delle relazioni di dominio e di sottomissione come nel caso appunto della visione patriarcale che giustifica il dominio dell’uomo sulla donna e sulla natura. Secondo la Warren sono tre le caratteristiche principali della cornice concettuale del patriarcato: la prima consiste nel modo di collocare il valore gerarchico usando la metafora spaziale del sopra e del sotto e ritenendo di maggior valore ciò che sta più in alto; la seconda caratteristica è quella di dividere gli esseri in due categorie che vengono contrapposte l’una all’altra in maniera disgiuntiva ed esclusiva cosicché determinati valori vengono attribuiti solo ad una delle categorie e non all’altra; la terza consiste nell’elaborare una struttura argomentativa la quale permetta la giustificazione del dominio.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;Questa è la caratteristica più interessante e discutibile perché non si tratta di una struttura logica, anche se ci cerca di farla apparire come tale, in quanto per farla funzionare sono necessarie una o più premesse valutative che vengono sottaciute o non esplicitate. Questo non significa che le strutture argomentative gerarchiche&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;sono sempre sbagliate e da evitare, anzi spesso sono necessarie per classificare ed organizzare dati ed informazioni, ma diventano false e pericolose quando si introducono surrettiziamente delle premesse valutative. L’esempio che fa la Warren è questo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;1) gli esseri umani a differenza degli alberi hanno la capacità di trasformare in maniera consapevole e radicale la società nella quale vivono&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;2) gli esseri che hanno tali capacità sono moralmente superiori agli altri&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;3) quindi gli esseri umani sono moralmente superiori agli alberi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;4) se un essere è moralmente superiore è giustificato a subordinarlo e dominarlo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;5) gli uomini sono moralmente giustificati a dominare gli alberi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;Ovviamente senza l’assunto, non dimostrato e quindi non per forza vero, che sapendo trasformare la società si è moralmente superiori e che una presunta superiorità morale da diritto alla dominazione, non si può giustificare la dominazione dell’uomo sulla natura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;Trasportando l’esempio alla visione patriarcale abbiamo che la superiorità dell’uomo e quindi il suo diritto a sottomettere la donna è giustificato dal fatto, per niente dimostrato, che la natura e fisicità con cui si identifica la donna sia moralmente inferiore alla ragione e l’attività mentale con cui si identifica l’uomo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;Concentrare la riflessione e di conseguenza la pratica di lotta, nei confronti dell’androcentrismo amplia il concetto dell’ecologia profonda che rappresenta il primo passaggio da una concezione antropocentrica ad una concezione biocentrica.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;Ovvero da una concezione nella quale l’uomo è il centro e la natura, animali non umani compresi, sono ad esso assoggettati e rappresentano per l’uomo una risorsa da preservare in quanto a lui utile ad una concezione dove animali umani e non umani e natura sono parte di una stessa rete dove tutti sono collegati ed interdipendenti fra loro ed è quindi fondamentale ristabilire un rapporto solidale con gli altri animali e la natura. L’eco femminismo introduce l’ulteriore volontà di smantellare alla radice l’ideologia del dominio frutto della psicologia maschilista. Perché parlare solo di biocentrismo senza considerare le differenze di genere significa riaffermare sotto altra veste il patriarcato e quindi riproporre in una veste diversa il solito schema di dominio.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;In molte espressioni dello sfruttamento animale, che per gli ecologisti profondi andrebbero solo modificate e non necessariamente eliminate, è possibile distinguere i caratteri dell’androcentrismo. E qui si rimarca anche la differenza spesso incolmabile tra gli ambientalisti, anche se fautori dell’ecologia profonda, e gli animalisti. Per esempio per molti ecologisti la caccia è totalmente compatibile con la protezione ambientale, la dove venga svolta nel rispetto della natura e degli ecosistemi è addirittura utile per mantenere un equilibrio fra le diverse specie. Ma è appena il caso di rimarcare che quando la caccia non è svolta per la propria sopravvivenza non è che la rappresentazione tipica dell’affermazione maschilista ovvero l’affermazione della propria forza attraverso l’uccisione di un altro essere. E non è un caso che, anche se i tempi stanno un po’ cambiando, la caccia sia attività tipicamente maschile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;Anche nella vivisezione e nella ricerca scientifica possiamo notare non solo la crudeltà e le sofferenze provocate agli animali, non solo la logica per la quale l’animale possa essere torturato in nome di un non ben identificato e credibile benessere umano, ma possiamo fare anche dei parallelismi tra questa forma di violenza estrema e l’eccessiva medicalizzazione compiuta dalla medicina e dalla chirurgia sul corpo della donna. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;Riguardo al mangiare carne l’ecofemminismo è orientato, come meglio spiegherà un’altra compagna, al veganismo, ovvero al rifiuto di nutrirsi prodotti derivati dall’uccisione e dallo sfruttamento degli animali. A parte la considerazione per le condizioni a dir poco tragiche degli animali negli allevamenti e quindi l’estrema urgenza di fermare tutto questo, bisogna considerare due aspetti che accenno solo perché verranno spiegati meglio dopo, ma è giusto per terminare la mia panoramica. Intanto come ci ricordano molte pubblicità “la carne è il vero cibo per i veri uomini” ed in effetti, ora meno perché sono migliorate almeno in occidente le condizioni delle famiglie, ma la carne è vissuta come alimento soprattutto maschile mentre le femmine sarebbero più portate alle verdure.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;Ma a parte questo, perché poi in realtà per il fatto di trovarci la carne nel piatto siamo tutti colpevoli a prescindere dalle differenze di genere, bisogna notare come la trasformazione di un essere senziente in carne venga effettuata anche a livello linguistico con il risultato di cancellare dal discorso l’esistenza stessa dell’animale che diventa il referente assente esattamente il processo di reificazione che trasforma la donna in oggetto sessuale e quindi a disposizione dell’uomo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;Con questa breve panoramica ho voluto solo dare una alcuni spunti di riflessione e spero di dibattito, spunti di riflessione volti a cercare di individuare la base fondante dell’odierna società, una società fortemente gerarchica e quindi profondamente ingiusta dove la devastazione ambientale, lo sfruttamento di interi popoli e la tortura di miliardi di animali sono talmente radicati e tragici da imporci un completo ribaltamento dell’esistente. Penso che riconoscere nell’androcentrismo e nella logica del dominio che ne consegue il nemico nascosto da abbattere ed al tempo stesso facendolo in un’ottica femminile possa essere una valida chiave di volta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-5160180462436267911?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/5160180462436267911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=5160180462436267911' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/5160180462436267911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/5160180462436267911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2010/07/la-visione-femminile-dellecologia-di.html' title='La visione femminile dell’ecologia - di Paola'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-4935609789467410408</id><published>2010-07-11T12:09:00.000+01:00</published><updated>2010-07-11T12:10:35.551+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='donne'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideologia del dominio'/><title type='text'>Comunicazione sessista – comunicazione specista di Ilaria Nannetti</title><content type='html'>&lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:0cm; margin-bottom:.0001pt;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:18.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Comunicazione sessista – comunicazione specista&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family:Kartika;color:black; mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-family: Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Premessa&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;La difficoltà più grande quando ci si avvicina alla metalinguistica, e in particolare quando si è costrette ad addentrarsi nell'intricato labirinto della lingua italiana e delle contraddizioni in essa contenute è proprio quello di rimanerne imbrigliate, di diventare nostro malgrado veicoli e strumenti inconsapevoli delle medesime espressioni che si intendono combattere e mettere all'indice, proprio perché ormai talmente radicate e permeate nella comunicazione quotidiana che è un continuo, talora estenuante lavoro tenercene fuori, avvistarle appena prima della loro comparsa. Questa premessa non vuol essere solo un tentativo di giustificare eventuali, anzi più che certi errori, è un modo per avvertire ascoltatrici e ascoltatori che è necessaria una modifica del nostro modo di percepire il linguaggio stesso, una piena consapevolezza dell'uso che ne facciamo, anche quando questo uso continua ad essere discriminatorio, poiché non abbiamo ancora trovato valide alternative linguistiche, o perché non ne percepiamo più gli abusi per l'effetto alienante dell'abitudine.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;La comunicazione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Inizierei questo breve intervento sulla comunicazione sessista e specista parafrasando il regista Nanni Moretti che nel 1989, in Palombella Rossa, infastidito da una giornalista che si autodefinisce “&lt;i&gt;alle&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;prime&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;armi&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;” sbottava: “le parole sono importanti!”. E aveva proprio ragione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Il linguaggio (sia esso verbale o non verbale) è il principale mezzo di comunicazione e di espressione e l’uso, più o meno accorto, più o meno consapevole che ne facciamo, riflette ed influenza inevitabilmente il nostro modo di pensare e di agire: il linguaggio, in altre parole, attraverso la grammatica, le metafore, le scelte lessicali non è mai neutro, ma veicola messaggi (talora nemmeno intenzionali, e di cui spesso dunque l'emittente non è consapevole) che contribuiscono a sostenere l'apparato ben costruito e sedimentato da millenni di uso e consumo dell'ideologia dominante, l'ideologia che perpetua sessismo, razzismo, specismo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Già nell'ormai lontano 1987 la studiosa del linguaggio Alma Sabatini, nel suo testo “Il sessismo nella lingua italiana” avvertiva lettrici e lettori a proposito dei rischi insiti nelle scelte lessicali:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;"...l'uso di un termine anziché di un altro comporta una modificazione nel pensiero e nell'atteggiamento di chi lo pronuncia e quindi di chi lo ascolta. La parola è una materializzazione, un'azione vera e propria...."&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;. Questo che significa? intanto che la parola è potente: veicola, produce immagini mentali in colui o colei che la ascolta e cristallizza un messaggio in una forma che può contribuire a tenere in vita pregiudizi e stereotipi di genere e di specie, attuando discriminazioni che non sono mai per così dire “innocenti” o indifferenti, ma che rafforzano enormemente la cultura e i valori del genere (e della specie) dominanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Il linguaggio sessista&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Bisogna immediatamente sottolineare che una quantità di valide studiose e studiosi si è cimentata nell'impresa di smascherare, sottolineare e denunciare il sessismo nei linguaggi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftn1"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;, avanzando proposte di correzioni e modifiche di questa impostazione linguistica, a partire dalla rivisitazione dell'articolo 3 della Costituzione Italiana. Quest'ultimo, recitando paradossalmente che: “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Tutti i&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;cittadini&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;distinzione di sesso&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;... di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;cade in contraddizione dichiarando la formale uguaglianza di donne ed uomini, ma utilizzando in senso onnicomprensivo un sostantivo: “cittadini” che non è affatto neutro dal momento che la grammatica italiana lo definisce come “maschile plurale”. Sarebbe pertanto non discriminante l'utilizzo della formula “cittadini e cittadine”, come giustamente suggerisce il gruppo di studio della Casa della Donna di Pisa nel blog “Il sessismo nei linguaggi".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;E' piuttosto facile smascherare, a partire da questo semplice esempio grammaticale, le&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;discriminazioni&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;sessiste&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;all'interno della lingua italiana. Prendiamo in considerazione il lessico. Sarà forse superfluo ricordare che esistono, nella lingua italiana, termini riferiti a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;professioni&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;come&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;medico&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;chirurgo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;ministro&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;giudice&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;ecc...che non hanno corrispettivo al femminile e che quindi vengono utilizzati indifferentemente per designare entrambi i sessi: già moltissimi anni fa girava un indovinello / barzelletta in cui si ironizzava sull'equivoco creato dal termine chirurgo, che si faceva fatica – chissà perché? - ad attribuire ad un essere umano di genere femminile: in effetti, nell'immaginario collettivo “il chirurgo” è un maschio in camice bianco, nonostante le statistiche  ci dicano che più della metà di coloro che si specializzano in chirurgia oggi è donna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftn2"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Per fare altri esempi mi soccorrono ancora una volta le studiose della Casa della Donna, che hanno inventariato  una serie di termini che, se declinati al maschile hanno, nell'accezione comune, un determinato significato, ma che assumono tutt’altra accezione semantica se ne modifichiamo il genere al femminile. Sarà evidente ma al contempo assolutamente importante notare la sfumatura dispregiativa e il richiamo alle attività sessuali che tali termini assumono se volti al femminile. Ne citerò soltanto alcuni tra i più eclatanti:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Cortigiano:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;gentiluomo di corte -&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Cortigiana:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;prostituta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Ragazzo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;di strada:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;ragazzo scapestrato -&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Donna di strada:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;prostituta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Zoccolo:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;calzatura in cui la suola è costituita da un unico pezzo di legno -&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Zoccola:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;prostituta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Omaccio:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;uomo dal fisico robusto e dall'aspetto minaccioso -&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Donnaccia:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;prostituta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Uomo da poco:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;miserabile, da compatire -&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Donna da poco&lt;/b&gt;: prostituta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Accompagnatore:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;pianista che suona la base musicale -&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Accompagnatrice:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;prostituta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Uomo di malaffare:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;birbante, disonesto -&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Donna di malaffare&lt;/b&gt;: prostituta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Buon uomo:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;probo, onesto -&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Buona donna:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;prostituta, deficiente.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Nel linguaggio comune, siamo soliti chiederci, quando osserviamo una creazione artistica qualsiasi, quale ne sia l'autore: ci interroghiamo cioè sulla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;paternità&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;di un'opera (indipendentemente se l'ideatore sia maschio o femmina). Questo è chiaramente un modo di dire sessista, giacché sarebbe molto più sensato chiederci semmai la&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;maternità&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;dell'opera stessa, poiché in genere si usa metaforicamente il termine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;partorire&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;(ad esempio un'idea o una creazione...), che afferisce di fatto al genere femminile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Facciamo un ultimo esempio prendiamo in esame il termine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;misantropia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;, dal greco “odio o avversione nei confronti della specie umana” e quello che a torto potremmo ritenere l'omologo e contrario&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;misogenia “&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;odio o avversione nei confronti delle donne”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Osservandoli con più attenzione notiamo però che il primo termine si riferisce all'odio nei confronti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;dell'intera&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;specie&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;umana&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;giacché in greco il termine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;ántropos&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;significa “uomo in senso lato” come specie, mentre il secondo fa riferimento all'odio nei riguardi dello specifico sesso femminile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;E' emblematico notare che il vero contrario del sostantivo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;misogenia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;che è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;misandria (&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;da&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;anér-&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;andrós&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;=uomo) sia comparso nei dizionari (grazie agli sforzi del movimento femminista) solo nel XXI secolo e non prima! Il termine è comunque poco conosciuto e dunque poco usato, come succede per alcuni neologismi non sdoganati dall'uso quotidiano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Del resto se un concetto o una cosa non hanno un&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;termine&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;per essere designati o definiti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;non&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;esistono,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;sono esclusi a livello&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;comunicativo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;ma anche a livello&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;ontologico&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;: l'odio nei confronti del genere maschile è stato dunque escluso, negandolo, fino al 2000!!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Notiamo infine queste due metafore di uso piuttosto comune:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Quell'uomo è un toro/ torello&lt;/b&gt;: un uomo molto forte –&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;Quella donna è una vacca:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;una prostituta;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Quell'uomo è un&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;gallo/galletto:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;bullo, leader all'interno di un gruppo – &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Quella donna è gallina:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;stupida e pettegola.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Queste metafore esemplificano il trait d' union che ci conduce verso lo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;specismo nel linguaggio.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Riprenderemo più tardi con un approfondimento maggiore, l'uso delle&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;figure&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;retoriche.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Il linguaggio specista&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Abbiamo visto brevemente come il linguaggio sia centrato sull'essere umano di sesso maschile. Adesso sarà necessario fare forse un passo indietro, per comprendere come il linguaggio sia antropocentrico, centrato sull'animale umano (maschio) configurandosi dunque come specista e definendo ancora una volta il solco che la mentalità dominante e dominatrice intende perpetuare tra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;animali umani e animali non umani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Pensiamo all'uso dei termini “&lt;i&gt;maschio&lt;/i&gt;” e “&lt;i&gt;femmina&lt;/i&gt;”, principalmente utilizzati per gli umani anche se non in maniera esclusiva: quante volte si utilizza la formula “&lt;i&gt;il&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;cane&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;”, “&lt;i&gt;il&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;gatto&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;”, “&lt;i&gt;il&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;cavallo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;”, prescindendo completamente dal sesso dello stesso, considerando quindi come asessuato il soggetto del nostro discorso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Anche il pronome personale utilizzato per designare un animale non-umano “&lt;i&gt;esso&lt;/i&gt;/&lt;i&gt;essa&lt;/i&gt;” li configura come assimilabili piuttosto a cose inanimate o vegetali che non ad esseri viventi e senzienti quali sono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Pensiamo a quante volte utilizziamo o sentiamo parlare in ambito scolastico (ma anche ambientalista e animalista) del&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;“rapporto uomo-animale”&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftn3"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;dimenticandoci&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;o meglio volutamente marcando le differenze tra le due sfere, quando invece entrambi appartengono al regno animale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftn4"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Quest'ultimo esempio è particolarmente interessante, perché l'abitudine a separare, a porre l'accento sulle divergenze piuttosto che sulle moltissime somiglianze tra animale umano e non-umano è il primo passo verso la legittimazione del loro collocamento subalterno in una scala gerarchica ancora una volta antropocentrica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Quindi, proprio come l'uso del maschile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;uomo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;per designare tutta la specie umana esclude e ignora di fatto (e non in maniera “innocente” ma calcolata) la presenza femminile all'interno di questo insieme “misto”, così il termine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;animale&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;utilizzato per tutti gli animali tranne che per l'animale-uomo, esclude, maschera volutamente la similarità biologica e lo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;oggettifica&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;escludendolo così dai diritti fondamentali, rendendo infine possibile la sua trasformazione in&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;carne.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;“&lt;i&gt;Carne&lt;/i&gt;” peraltro – notiamolo – in italiano è termine di genere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;femminile&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftn5"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Ma analizziamo meglio il caso dell' oggettificazione della donna attraverso la parola. Il passaggio che facciamo quando della donna vengono evidenziati i tratti muliebri, le parti del corpo “femminili”, quando la donna attraente diventa metaforicamente “&lt;i&gt;appetitosa&lt;/i&gt;” “&lt;i&gt;un buon bocconcino&lt;/i&gt;” per il maschio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;affamato&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;di sesso è proprio quello di smembrare e associare la donna e le sensazioni che nell'uomo scaturiscono nel fruire del suo corpo a quelle derivanti dal cibo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Parallelamente, con i termini “&lt;i&gt;fettina&lt;/i&gt;”, “&lt;i&gt;bistecca&lt;/i&gt;”, “&lt;i&gt;svizzera&lt;/i&gt;”, “&lt;i&gt;scaloppina&lt;/i&gt;” ecc... la verità riguardo alla morte e alla macellazione dell'animale non-umano è sottaciuta, assente, mascherata. Il referente animale non esiste più, rimane la sua versione trasformata e adatta al consumo. Considerando che spesso l'unica “relazione” con l'animale non umano di cui gli animali umani fanno esperienza è proprio al momento del pasto, consumando le sue carni, la cancellazione dell'identità dell'essere di cui si cibano è completa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Notoriamente infatti molti bambini (e non solo) che vivono in città, non hanno la più pallida idea di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;“chi” sia la bistecca che hanno nel piatto; non fanno alcuna associazione mentale con l'animale vivo, anche perché spesso non lo hanno mai visto nel loro ambiente naturale, ma magari solo attraverso lo strumento mistificatore per eccellenza che è la pubblicità in televisione. Quindi l'equazione è risolta: nessun contatto uguale nessuna conoscenza; nessuna conoscenza uguale nessuna possibilità di empatia; nessuna empatia uguale nessuna forma di compassione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;In questo modo tanto la donna quanto l'animale non umano diventano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;referente assente&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;, non compaiono sulla scena anche se si parla di loro, ma, paradossalmente, perdono come di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;corporeità&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;proprio nel momento in cui il loro corpo è utilizzato, violato e “sbranato”, tanto nella comunicazione linguistica quanto nella realtà. Non concedendo loro più l'integrità corporea non si attribuisce loro più neanche una identità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;In inglese il termine “meat” = carne è generico, così come l'italiano “carne” e quindi è logico (ma ingiusto) domandarsi non già “chi” ma “cosa” si è mangiato; è tipico chiedere del pollo o del tacchino “una coscia”, “un'ala”, come del bovino “la spalla”, “l'anca” ecc... scomponendo in tal modo l'animale e privandolo quindi della sua dignità: quello che si mangia non è più il singolo animale morto ma una parte di esso. Lo si parcellizza per proteggerci emotivamente dalla verità. Comprare carne o frutta nella percezione comune diventa la stessa identica cosa: 3 kg di mele e 1 Kg di arrosto. Nessuna differenza. Nessun richiamo alla vita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;La&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;carne&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;diventa dunque un simbolo di ciò che non si vede pur essendoci: il controllo patriarcale sugli animali non umani e sul linguaggio.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Parafrasando&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Maud Russell Lorraine Freshel (&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;detta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Emarel&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;dalle&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;iniziali&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;del&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;nome&lt;b&gt;)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;(1867—1949)  attivista vegetariana di Boston:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;“Se le parole che dicono la verità sulla carne come cibo non si addicono ai nostri orecchi – cioè istillano in noi un senso di colpa o di disagio – ciò significa che la&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;stessa carne non si addice alla nostra bocca”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;. In altri termini - diremmo in linguistica - è necessario che il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;significante&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;(la fetta di carne) riacquisti il suo vero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;significato&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;(animale ucciso e macellato).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;E' vero che in teoria siamo oggi molto più lontani dalla secentesca teoria cartesiana che definiva gli animali non umani come mere macchine: oggi anche molti onnivori, magari&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;possessori&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;di animali (ed uso provocatoriamente questo termine!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftn6"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;) di cani e gatti si indignano al pensiero che l'animale non umano cui sono affezionati sia definito come un insieme di ingranaggi privo di qualsiasi emozione. Eppure la maggioranza non si scandalizza affatto quando lo stesso trattamento è riservato ad altri animali definiti “&lt;i&gt;da&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;carne&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;”, “&lt;i&gt;da&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;latte&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;”, “&lt;i&gt;ovaiole&lt;/i&gt;”, “&lt;i&gt;da&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;compagnia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;” come se la loro vita fosse in funzione dell'animale-uomo. Si nega, si rimuove la loro sofferenza per assolversi dalla colpa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Metafore e sessismo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Già a partire dalle favole di tradizione classica (Esopo e Fedro) si stereotipavano (spesso distorcendole o comunque forzandole) le presunte caratteristiche di alcuni animali non umani (volpe, lupo, agnello ecc...) filtrate attraverso l'occhio umano, per far riferimento ad altrettanti “tipi” umani. La rappresentazione di alcune peculiarità fisiche, ma soprattutto l'indole di alcuni animali non umani sono entrate quindi da secoli a far parte dell'immaginario collettivo tanto da dare vita a metafore ed altre figure retoriche di significato che tendono ad affibbiare illecitamente agli animali non umani caratteristiche che non hanno e che sono invece proprie dell'essere umano, banalizzandone e stereotipandone gli atteggiamenti come se fossero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;tipici&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;di una determinata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;specie&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;e non già&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;individuali.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Gli esempi sono infiniti: si passa da quelli più comuni: “&lt;i&gt;furbo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;come una&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;volpe&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;”; “&lt;i&gt;sano&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;come un&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;pesce&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;”; “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;stupido&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;come una&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;gallina&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;/&lt;i&gt;pollo&lt;/i&gt;”; “&lt;i&gt;ignorante&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;come un&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;asino&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;”; “&lt;i&gt;sporco&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;come un&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;maiale&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;”. Siamo così assuefatti all'uso di queste similitudini che sono entrate a far parte dell'abitudinario linguaggio quotidiano, tanto che quasi non ce ne rendiamo più conto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Parallelamente, quando ci vogliamo riferire alla strumentalizzazione di esseri umani o alla violenza da questi subita, ugualmente ci riferiamo agli animali non umani: “&lt;i&gt;sgozzato come un maiale&lt;/i&gt;”; “&lt;i&gt;usato come cavia”&lt;/i&gt;; “&lt;i&gt;stipati come sardine/bestie al macello&lt;/i&gt;”; “&lt;i&gt;morire come un cane&lt;/i&gt;” o il generico “&lt;i&gt;trattato come un animale/una bestia&lt;/i&gt;” oppure ancora “&lt;i&gt;comportarsi come un animale&lt;/i&gt;” in riferimento alla brutalità, alla crudeltà o alla sporcizia).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Se la composizione del linguaggio è dunque fondamentale perché è una sovrastruttura mentale attraverso la quale interpretiamo la realtà non è possibile non rendersi conto di quanto esso stesso sia strumento di straniamento e parallelamente di oppressione nei confronti di esseri viventi non umani. Infatti dire ad esempio: “&lt;i&gt;eravamo stretti come su un carro bestiame&lt;/i&gt;” presuppone che si ritenga giusto e appropriato per l'animale non-umano in questione un trattamento siffatto, ma che si usi tutt'altro metro di giudizio per misurare un analogo trattamento sull'essere umano. Insomma: due pesi e due misure.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Stesso dicasi delle ingiurie, delle offese, in cui abitudinariamente, sempre attraverso metafore, sono implicati animali non-umani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftn7"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;. Ad esempio: “figlio di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;troia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;” dove il termine “troia” significa “scrofa” , appellativo – per inciso – riferito solo ovviamente agli esseri umani di sesso femminile. Analogamente, “&lt;i&gt;maiala&lt;/i&gt;” e “&lt;i&gt;vacca&lt;/i&gt;” indicano entrambe la&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;prostituta,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;uno di quei termini che non hanno corrispettivo al maschile, e che, guarda caso, nella loro accezione dispregiativa, sono infatti associati ad animali non umani che hanno una valenza solo in quanto divengono&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;carne.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Notiamo anche che quando l'animale non-umano è morto naturalmente o comunque non ucciso dall'essere umano è definito con il termine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;carogna,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;che, riferito all'indole umana, ha accezione dispregiativa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Non dovremmo invece, al contrario scandalizzarci dell'utilizzo di parole ritenute appannaggio della specie “umana” come&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;olocausto, campi di concentramento e campi di sterminio&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;riferendoli alla condizione e al massacro di animali non umani nella moderna industria dell'allevamento. Non farà male ricordare come prima cosa che il termine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;“olocausto”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;significa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;originariamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;«sacrificio di animali bruciati interamente»&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;e quindi è stato applicato al genocidio ebraico solo successivamente. Come seconda osservazione non dimentichiamo che la metodica dello sterminio degli Ebrei durante la Seconda guerra Mondiale si ispira direttamente alle tecniche di soppressione di massa dei bovini inaugurate negli Stati Uniti nella seconda metà dell’800. Infine sottolineiamo che un filosofo del calibro di Theodor Adorno, della scuola di Francoforte, non ha esitato ad affermare che:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;"Auschwitz inizia quando si guarda ad un macello e si pensa: sono solo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;animali"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Uso ossimorico dei termini&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Tra le figure retoriche un posto di spicco assume&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;l'ossimoro&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;, dal greco “dolce e amaro” usato curiosamente in senso sessista e specista. Vediamo alcuni esempi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Il termine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;stupro&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;è spesso definito in italiano come&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;violenza carnale&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;; in inglese la traduzione letterale di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;forcible&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;rape&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;stupro violento.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Nel primo caso si associa un termine decisamente negativo “violenza” ad uno dalla valenza positiva, in quanto richiama la sensualità e – guarda caso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;– la carne: “carnale”; nel secondo caso si utilizza l'aggettivo “violento” per caratterizzare un atto che di per sé stesso dovrebbe richiamare violenza: come se si ritenesse possibile l'esistenza di uno “&lt;i&gt;stupro&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;nonviolento”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;!!!. In tal modo si attenua la valenza negativa del termine “&lt;i&gt;stupro&lt;/i&gt;”, edulcorando di fatto la crudeltà insita nel termine.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Analogamente, l'ossimoro “macellazione umanitaria” associa ad un atto crudele e violento “&lt;i&gt;macellazione&lt;/i&gt;” l'aggettivo “&lt;i&gt;umanitaria&lt;/i&gt;”, allo scopo di rendere più accettabile o meno condannabile il fatto in sé, come se, appunto, assurdamente, stupri o macellazioni potessero essere talora meno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;crudeli, cosa che è evidentemente una mistificazione della realtà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Notiamo ancora una volta che in entrambi i casi, il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;referente&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;, donna o animale non umano che sia, è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;assente&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;e si pone invece l'attenzione sul&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;concetto&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;, senza focalizzare invece il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;soggetto&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Sarà dunque adesso chiaro che c'è uno stretto collegamento tra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;specismo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;(nella forma ad esempio del consumo di corpi/carne),&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;sessismo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;(e ovviamente, ma qui non c'è spazio per approfondire, anche&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;razzismo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;omofobia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;): tutti i referenti di queste forme di odio sono&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;oppressi&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;discriminati,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;anche a livello linguistico oltre che naturalmente nei fatti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Tuttavia sarà opportuno notare che c'è un gap enorme tra le forme di oppressione riservate alle persone e le modalità attraverso cui queste ultime opprimono e sfruttano gli animali non-umani: gli esseri umani infatti di norma&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;non consumano corpi di altri esseri umani.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Eppure forse ci è sfuggito qualcosa per cui non farà male ricordare che le cose non stanno proprio così, se è vero che uno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;stupro&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;viene&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;consumato&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;, proprio come si&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;consuma&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;la carne di un animale non umano. Donne e animali ancora una volta accomunati nella medesima sorte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Vorrei concludere con Carlo Levi che se è vero che&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;“le parole sono pietre”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;è tempo che le pesiamo, che siamo resi pienamente consapevoli dell'uso che ne facciamo, per non renderle fardelli, per non farle continuare ad essere strumenti di oppressione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;- Sabatini, Alma:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Il sessismo nella lingua italiana,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Ist. Pol. Zecca dello Stato, Roma 1987.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:Kartika;color:black"&gt;- Adams, Carol J.:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;The Sexual Politics of Meat&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:Kartika;color:black"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;A Feminist-vegetarian Critical Theory&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:Kartika;color:black"&gt;, 20th Anniversary Edition&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;- Arcangeli, Massimo:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;La lingua imbrigliata: a margine del politicamente corretto&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;(articolo pubblicato nel 2004 su Italianistica online, portale di informatica umanistica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;per gli studi italianistici).&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;- Singer,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Peter:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Liberazione animale&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;ed. Il Saggiatore, 2004&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;- Liberazioni –&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;rivista di critica antispecista, Antologia n°1 2005-2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:Kartika;color:black"&gt;- Sharp, M.R.L. (più tardi Freshel)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;The golden rule cookbook: six hundred recipes for meatless dishes.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:Kartika;color:black"&gt;Cambridge Mass.: The University Press, 1908&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;- Bonnardel, Yves:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;«E se l'umano valesse quanto l'uomo?» Antisessismo e antispecismo: resoconto di un dominante&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;(articolo apparso nella raccolta di articoli Nouvelles approches des hommes et du masculin, a cura di Nicky Le Feuvre e Daniel Welzer-Lang, edizioni Presses universitaires du Mirail, 2000).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black"&gt;&lt;a href="http://ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com/"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language:IT"&gt;http://ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black"&gt;&lt;a href="http://www.ecologiasociale.org/"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;www.ecologiasociale.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:Kartika;color:black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:3.6pt; margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:Kartika;color:black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;div class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom: 0cm;margin-left:3.6pt;margin-bottom:.0001pt;background:white"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black"&gt;  &lt;hr size="1" width="330" style="width:247.2pt" align="left"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;   &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:17.75pt; margin-bottom:.0001pt;background:white"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftnref1"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Intendendo linguaggio verbale, ma anche non-verbale: basti pensare al linguaggio iconico della segnaletica stradale, che spesso utilizza simboli connotati al maschile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:17.75pt; margin-bottom:.0001pt;background:white"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftnref2"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;L'indovinello suonava pressappoco così: “In un incidente stradale sono coinvolti padre e figlio. Il padre muore sul colpo, mentre il figlio viene trasportato d'urgenza in ospedale. Alla vista del ragazzo, il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;chirurgo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;che avrebbe dovuto operarlo si rifiuta dicendo:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;«non posso operarlo perché è mio figlio».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;A questo punto si chiedeva quale fosse l'identità del chirurgo, e in genere gli interlocutori si arrovellavano sulle varie e più assurde possibilità, quando la risposta era in realtà ovvia: il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;chirurgo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;era semplicemente la madre del ragazzo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:17.75pt; margin-bottom:.0001pt;background:white"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftnref3"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Incidentalmente, questa espressione, è emblematica perché racchiude al suo interno un termine spiccatamente specista: “animale” e contemporaneamente uno sessista: “uomo”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:17.75pt; margin-bottom:.0001pt;background:white"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftnref4"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Meglio sarebbe usare l'espressione: “l'essere umano e gli altri animali”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:17.75pt; margin-bottom:.0001pt;background:white"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftnref5"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Inoltre sarà utile ricordare che molti tra gli animali&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;consumati&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;e sfruttati per la loro carne, il loro latte e le loro uova, sono, naturalmente, di genere femminile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:17.75pt; margin-bottom:.0001pt;background:white"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftnref6"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Non dovremmo infatti considerarci&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;proprietari&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 10.0pt;font-family:Kartika;color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;di esseri senzienti non umani proprio come non lo siamo dei nostri figli!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:3.6pt;margin-bottom:0cm;margin-left:17.75pt; margin-bottom:.0001pt;background:white"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;color:black"&gt;&lt;a href="https://docs.google.com/#_ftnref7"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;Spesso di sesso femminile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika; color:black;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-layout-grid-align:none; text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-layout-grid-align:none; text-autospace:none"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 14.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size:14.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:Kartika;mso-ansi-language:IT"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-4935609789467410408?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/4935609789467410408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=4935609789467410408' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/4935609789467410408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/4935609789467410408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2010/07/comunicazione-sessista-comunicazione.html' title='Comunicazione sessista – comunicazione specista di Ilaria Nannetti'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-3111058542392832613</id><published>2010-07-11T12:05:00.003+01:00</published><updated>2011-02-02T10:12:24.387Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='donne'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideologia del dominio'/><title type='text'>Osservazioni sul ruolo di donne e animali nell’ideologia del dominio - di Eva Melodia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Osservazioni sul ruolo di donne e animali nell’ideologia del dominio&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Da tempo si è osservata una certa relazione tra la condizione riservata alle donne e quella riservata agli animali. Ritenute più vicine alla terra che alla creazione divina, quindi più prossime all'animalità che alla spiritualità, le donne sono da sempre sfruttate ed oppresse, sulla base di una ennesima espressione dell'ideologia del dominio; maschilismo e patriarcato sono infatti specializzazioni dell'ideologia del dominio, modellate a partire dai soggetti che vanno ad opprimere: le donne.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Attraverso il processo di “animalizzazione” (processo utile a classificare come “inferiore” ogni animale nonumano rispetto all’animale umano) le donne e gli animali hanno vissuto un destino spesso comune, in particolare vivendo la condizione di oggetti biologici la cui esistenza è secondo tale ideologia, finalizzata al consumo da parte del dominatore: le donne che ora nascono dalla costola dell'uomo per tenergli compagnia, ora esistono per servirlo e procrearne i figli e gli animali che esistono (creati apposta) solo per essere usati in tutti gli ambiti utili agli umani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Quando si tratta di animali poi, queste idee sono così profondamente radicate da essere tranquillamente convenute sia in ambiti monoteisti creazionisti riconducibili alla Bibbia, quanto in quelli libertari atei, o più dichiaratamente evoluzionisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Se le cose stanno così, si potrebbe pensare (e purtroppo di fatto si pensa) che la via per la liberazione delle donne sia semplicemente un percorso di emancipazione dall’animalità o peggio ancora di negazione dell’animalità ed è infatti la strada per lo più perseguita, quella che cerca di dimostrare la non-animalità della donna - donne che valgono perché pensano, perché non sono solo animali, perché non sono solo oggetti biologici - e che punta ad una posizione paritetica al maschio umano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ma paritetica rispetto a cosa? Ovviamente, finché la visione è questa, la parità sarà di tipo posizionale rispetto alla logica del dominio. Le donne infatti hanno cercato di scalare la piramide (icona classica dell'ideologia del dominio) e di raggiungere il maschio umano al vertice (fallendo, sempre e miseramente), proprio perché a loro volta, attivamente partecipi e culturalmente indottrinate a credere nello stesso medesimo schema, a partire dall'idea devastante per eccellenza e cioè che gli animali siano di fatto inferiori, oggetti, quindi schiavi, indipendentemente da qualsiasi riflessione logica in merito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Forse allora è giunto il momento di teorizzare il percorso alternativo ed in antitesi a questo, che parla di distruggere l'immagine della piramide e sradicare l'ideologia del dominio a partire dalle sue fondamenta culturali e politiche, indipendentemente da quale sia il soggetto che ha da farne le spese di volta in volta: le donne come gli animali, e come qualsiasi altra categoria di oppressi, potranno allora considerarsi liberi poiché il germe del dominio, ciò che li voleva schiavi, inferiori, oggetti, sarà forse solo un ricordo di un triste passato nella storia dell'umanità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;b&gt;Similitudini e metafore&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Le categorie di oppressi nella storia dell'umanità sono state e sono tuttora molte: ci sono le donne, gli omosessuali, gli stranieri, i rom e gli afroamericani, come ci sono stati gli aborigeni ed i cristiani o gli ebrei in determinati contesti storico-culturali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Queste categorie ormai da tempo vengono metodicamente e coraggiosamente analizzate alla ricerca di punti di contatto, di un comune destino o comune origine, o meglio ancora di soluzioni orientate alla liberazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Tra categorie umane di oppressi si è sviluppata nel tempo una certa reciproca solidarietà (almeno nella sfera teorico-critica delle lotte per la liberazione di queste) basata sul riconoscimento delle similitudini proprie della condizione vissuta in quanto oggetti di una qualche forma di oppressione, sia perché appunto tali similitudini sono spesso molto evidenti, sia perché purtroppo non di rado un individuo appartenente ad una categoria di oppressi rientra anche in altre categorie con cui ovviamente altrettanto si identifica: per esempio, una donna che vive la condizione dell'oppressione patriarcale, si trova facilmente nella condizione di lavoratore oppresso dal sistema capitalistico e dai vertici di questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Eppure, nonostante le fortissime somiglianze che si sovrappongono accompagnando la vita di tutte le categorie di oppressi, non tutte le metafore reggono un interscambio valido per descrivere tali condizioni vissute. Ad esempio, per gli afroamericani descrivere l'oppressione del razzismo attraverso una metafora con l'oppressione riservata alla donne o agli omosessuali non ha alcuna efficacia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Allo stesso modo, non sentiremo mai una donna definirsi "trattata come un negro", nemmeno nel caso di evidente oppressione e sfruttamento basato su pregiudizi biologici identici a quelli razzisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La descrizione dell’oppressione di una specifica categoria ha di solito bisogno di chiarezza su chi sia il soggetto oppresso, mentre l’uso di una metafora che chiamasse in causa un’altra categoria ne ridurrebbe la portata proprio per la presenza di più soggetti cui riferire l’oppressione denunciata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Inoltre, probabilmente entra in gioco un meccanismo che potremmo chiamare di pudore morale: per un oppresso, dirsi "trattato come" un altro, è un modo di denunciare una ingiustizia morale personalmente subita, ma per lo più in quanto vittima di una falsità. Il soggetto che subisce un comportamento ingiusto su questa base non denuncia un comportamento immorale in senso assoluto, ma solo in quanto vittima di una condizione falsata. Nella frase "mi trattano come un oggetto", non è in discussione il come comunemente vengano trattati gli oggetti; si cerca solo di negare il diritto a riservare tale trattamento a chi denuncia, perché costui afferma di non essere un oggetto. Una frase come "mi tratta come un negro" quindi (per quanto qualcuno usi tale espressione) non risulterebbe una felice metafora, visto che non condanna il comportamento riservato ai "negri", ma solo appunto nega che il soggetto sia tale, afferma che non vi è fondamento nel trattarlo come tale e crea quindi situazioni moralmente imbarazzanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Esiste una sola eccezione grazie alla quale possiamo affermare il teorema secondo cui tutte le categorie di oppressi appartengono in realtà ad una sola categoria, quella genericamente considerabile degli oppressi, rendendo abbastanza superfluo prestare attenzione a quale caratteristica contestuale li differenzi ed è la metafora sempre possibile con la categoria di oppressi solitamente meno visibile ed interessante agli occhi degli umani: gli animali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Costoro sono infatti gli unici puntualmente scambiati con tutte le altre categorie, la cui condizione e oppressione viene metodicamente usata per rappresentare le altre, senza timore di cadere nell'imbarazzo di un qualche conflitto morale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Il destino di tutti gli oppressi è stato da sempre paragonato a quello degli animali attraverso metafore più o meno efficaci, più o meno valide, ma sempre di grandissimo effetto: donne trattate come carne da macello, uomini trattati come bestie, lavoratori trattati come animali da soma e così via, popolano in tutte le lingue e in tutti i tempi, sia il lessico che il pensiero degli umani che vogliano raccontare l’atroce realtà degli oppressi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La metafora con gli animali è così spesso potente non solo perché si possono facilmente estrarre parallelismi tra la condizione degli animali e quella degli umani assoggettati ad oppressione, ma anche perché davvero molte delle forme di oppressione nascono dall’esperienza di oppressione che gli umani hanno sviluppato nei confronti degli animali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Le questioni razziste ad esempio, con tutte le idee che le popolano, sono strettamente figlie dell’esperienza dell’allevamento degli animali: vi è stata infatti una trasposizione delle conoscenze relative alle razze animali all’ideologia che doveva giustificare la subordinazione delle razze ritenute inferiori rispetto a quella dominante ed oppressiva di turno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Per un afroamericano in periodo di schiavitù ad esempio, comprato nel mercato degli schiavi perché particolarmente possente, messo in condizione di avere figli con donne selezionate sane così da avere nuovi schiavi di qualità da vendere (ecc...), l’affermazione “trattato come un animale” era particolarmente vera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ciò è anche possibile poi, grazie al fatto che la condizione di oppressione degli animali da millenni non è ritenuta negativa in termini morali assoluti, bensì solo se applicata alla presenza di un presunto errore ontologico che viene denunciato dall’umano scambiato per un animale, nonostante basti un po’ di logica per notare l’assurdo. Il primario significato di “animale” ha la funzione di identificare precise caratteristiche utili alla classificazione scientifica, così’ che gli animali siano comprensibilmente diversi dai vegetali o dai minerali, ma grazie alla matrice dell’ideologia del dominio e cioè lo specismo, che gerarchizza biologicamente e moralmente le specie animali isolando gli umani in una condizione eletta e sublimata rispetto a tutti gli altri, assume un significato strettamente morale utile e sminuire il valore ed i diritti di chi non è ritenuto “umano”, così che non risulti particolarmente sbagliato trattare gli animali "come animali", ma solo trattare qualcuno che non è un animale morale come tale, indipendentemente da che cosa ci sia di veramente sbagliato nel trattamento in questione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ad una mente lucida ed onesta non sfugge che l'oppressione degli animali è negativa non tanto per una questione di forma, ma eventualmente perché genera in questi sofferenza e su questi ingiustizia, eppure chi si sente "trattato come un animale" non denuncia la sofferenza che questi subiscono, bensì la propria di sofferenza ingiusta solo in quanto non animale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Questa però è la prima trappola in cui l’ideologia del dominio porta le sue vittime a cadere: basta infatti dimostrare l’animalità del soggetto da maltrattare, sfruttare, soggiogare, e per meglio dire, dominare, per rendere moralmente e socialmente accettabile la sua oppressione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Carol J. Adams nel secondo capitolo di “The Sexual Politics of Meat”, dedica ampio spazio al rilevare l'uso di metafore, tra la condizione delle donne e la condizione animale, nonché alla critica dell'atteggiamento con cui il femminismo usa tali metafore per descrivere l'oppressione da cui tenta la liberazione, senza però dichiarare che nella condizione degli animali di “soggetti di oppressione sempre validi” vi sia un qualche ruolo chiave capace di generare letteralmente altre categorie di sfruttamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Se non è così automatico fare metafore tra omosessuali e lavoratori, tra afroamericani e donne, o tra ebrei e omosessuali, è vero che la radice comune della possibile metafora con gli animali, l'unica universalmente possibile, potrebbe avere un peso causale (non casuale) da indagare e rilevare, proprio perché così unicamente e ampiamente possibile. Se tutti costoro, in una maniera o nell'altra possono dirsi trattati come animali, allora tutti costoro hanno davvero qualcosa in comune, magari molto più interessante di quanto di norma non si rilevi. Questo qualcosa in comune è a monte dello sfruttamento e dell'oppressione: la possibilità di affermare di essere considerati animali, diventa il mezzo attraverso cui tutti riescono ad esprimere l'ingiustizia che subiscono perché gli animali davvero sono un esempio sempre valido di ingiustizia subita e anche perché come vedremo, davvero tutti gli umani oppressi vengono in qualche modo assimilati allo status morale degli animali attraverso un processo che possiamo appunto chiamare di “animalizzazione”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La similitudine tra condizione delle donne e quella degli animali poi, è particolarmente forte e vera poiché nella piccola gamma di ragioni che motivano lo sfruttamento e l'oppressione, donne e animali sono per lo più sfruttati per la stessa ragione: il loro corpo. Il femminismo e le donne stesse paiono non esserne del tutto consapevoli: da un lato usano molto di frequente metafore strappate agli animali perché ottime per esprimere esasperata sofferenza del corpo indotta dallo sfruttamento, ma dall’altro sorvolano completamente sull’amoralità intrinseca dello sfruttamente del corpo a meno che non sia biologicamente umano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;b&gt;Ideologia del dominio: il corpo degli individui come risorsa&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nel mondo che conosciamo i sistemi di dominio hanno un solo obbiettivo: permettere a chiunque si trovi in una posizione dominante vantaggiose occasioni di soddisfare bisogni e di sperimentare forme di piacere (indipendentemente dalla definizione che si possa darne), in quella che chiamiamo lecita ricerca della felicità, attraverso un ignobile, ma non sempre consapevole, trucco: sfruttare gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La massima peculiarità dell'ideologia del dominio sta proprio nell'interpretare più o meno esplicitamente, individui viventi e senzienti come risorse, cioè la cui ragione d'esistere sarebbe finalizzata al consumo da parte di un proprietario o "dominante", dichiarando con articolate teorie tale ragione come naturale e intrinseca all'individuo stesso. Il suo contrario è affermare che niente nasce finalizzato a servire alcun che, tanto meno gli esseri viventi, ribadendo come tutti nascano senza una logica finalistica salvo non si voglia chiamare in causa una qualche volontà superiore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Invece, nell'espressione maschilista dell'ideologia del dominio ad esempio, abbiamo che la donna è nata per l'uomo; in quella specista, gli animali non umani sono nati per gli umani; in quella razzista, i diversi dai bianchi sono "fatti per lavorare" ovviamente a vantaggio dei bianchi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Un altro esempio che esprime molto bene l’attribuzione di finalità come negazione del diritto all’autodeterminazione è la presunta finalità delle donne a procreare, tipica nella visione patriarcale. Tale presunta finalità è inviolabile, la donna è nata per questo e la rottura di tale vincolo ne riduce o annulla qualsiasi tipo di valore, esattamente come accade per un oggetto costruito al fine unico di espletare un compito e che non fosse in grado di svolgerlo. Questo modo di attribuire o di imporre un fine ultimo all’esistenza di un individuo è il primario metodo attraverso cui negare ogni senso alla parola libertà: ciò che nasce (o viene fatto nascere) con uno scopo finalizzato al consumo da parte di altri, non è libero, non può non adempiere a tale finalità o la propria ragione di vivere ed esistere viene meno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In questa proiezione non è contemplata vergogna nel considerare come risorse esseri senzienti quali gli animali umani e non umani, tanto meno ovviamente i vegetali, meno che mai gli oggetti inanimati. Tutto appartiene al principio del perpetuo consumo, utile a produrre in prima istanza o a seguito di processi elaborati, una qualche forma di vantaggio o beneficio che sempre potremo ricondurre appunto ad un bisogno soddisfatto o ad un piacere sperimentato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Così, se ci soffermiamo ad osservare ciò che accomuna le categorie di individui senzienti oggetto di un qualche tipo di sfruttamento, noteremo che costoro non sono altro che contestualmente "risorse", le quali una volta utilizzate producono loro malgrado effetti utili al dominante sfruttatore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Un individuo senziente, animale, sia esso umano o non umano, secondo la logica del dominio è una risorsa sfruttabile in codesti principali termini:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;- in quanto detentore di potere, il quale potere una volta usato dallo sfruttatore va a rafforzare ed arricchire il potere dello sfruttatore stesso;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;- in quanto possidente di denaro (o di qualsiasi corrispettivo del denaro), il quale non è altro che un mezzo di veloce trasporto verso il potere;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;- in quanto corpo, le cui potenzialità sono molteplici. Tra queste le più bramate sono la capacità di produrre (convogliandola) energia (quindi forza lavoro) o piacere (come nel caso del corpo sessuale) ed in ultimo, la possibilità di essere ridotti a “carne”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La maggior parte dei viventi su questo pianeta però non detiene potere, né denaro, al massimo occupa una terra – esercitando quindi comunque un piccolo importante potere -, ma di sicuro possiede un corpo. Possiamo quindi dire che ogni individuo avente un corpo è potenzialmente un soggetto a rischio di sfruttamento e che quasi sempre il vero oggetto dello sfruttamento è il corpo nelle sue molteplici capacità, comprese quelle attribuibili ad un corpo morto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Donne e animali in particolare condividono il destino di chi è sfruttato per il proprio corpo, rendendo più facili e frequenti le metafore che li scambiano, cosa che forse facilita la comprensione del problema.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L'altra peculiarità dell'ideologia del dominio è che crea, indipendentemente dalla volontà del dominante, una forma mentis orientata al dominio stesso. Ciò significa che non è plausibile credere nella favola di esseri umani dominanti sì, ma in maniera selettiva. L'ideologia del dominio si radica condizionando il modo di pensare degli individui umani creando tutti i presupposti necessari a fare sì che qualsiasi interesse, problema o conflitto venga risolto cercando una soluzione nell'ideologia stessa e quindi di tipo dominante. Tanto più allora una collettività è dominante ideologicamente, di fatto poi istituzionalmente, tanto più tenderà ad evolvere verso sempre nuove forme di dominio applicato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Osservando questo meccanismo malato appuriamo come ogni lotta di liberazione sia legata alle altre. Ammiccare ad una delle tante espressioni di dominio credendo di svicolare dalle altre, risulta pia illusione, tanto più quando si tratta delle donne che cercano la propria liberazione spesso essendo la primaria fonte di educazione al dominio per le nuove generazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Le donne che volessero osservare in quest’ottica il proprio destino e la propria condizione, noterebbero in particolare come il consumo del loro corpo è storicamente e culturalmente affine, in maniera anche dichiarata, a quello degli animali. La loro bellezza ed immagine ad esempio, (quando usata come status symbol, nella pubblicità, o nel renderle attrazione da baraccone) non è null'altro che una forma di espropriazione della loro pelle, esattamente tanto quanto quella praticata per ottenere pellicce dagli animali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Il fatto che le donne non vengano uccise per la loro immagine a differenza degli animali che invece vengono uccisi per la loro pelliccia è solo opportunistico: semplicemente una donna morta non esprime più la stessa bella immagine bramata da chi ne vuole fruire, tutto qui. Le torture fisiche che le donne subiscono nel mondo dimostrano ampiamente come in realtà non ci sia alcuna inibizione a violarne il corpo per ottenerne ciò che meglio pare, esattamente come si fa con gli animali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ancora un esempio: il consumo del loro corpo per il sesso è palesemente e da sempre paragonato al piacere del cibo carneo (e viceversa): queste non sono coincidenze, ma chiari perni attorno a cui ruotano i meccanismi di sfruttamento del corpo di donne e animali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In questo caso, il consumo è spesso fantasiosamente associato al consumo di un atto sessuale. Possiamo di sicuro notare che tale associazione non è certo fatta con l’atto d’amore espresso sessualmente, ma quasi sempre con una prova di forza maschile o con la rude potenza sessuale del vero "macho" verso la donna "posseduta" (dominata) e anche con l’assenza di pietas del vero "macho" verso l'animale trasformato in carne.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;I destini di queste due categorie, donne e animali, sono talmente profondamente uniti nella cultura del dominio che la forma mentis del dominio li confonde facilmente creando palesi sovrapposizioni di immagini senza nessun tabù con il risultato per cui, senza necessariamente parlare di pornografia, le donne diventano pezzi di carne da consumare tanto quanto gli animali. Sono “tette e culi”, separati dall'individuo senziente che avrebbe invece il sacrosanto diritto di autodeterminazione, esattamente quanto le mucche sono fettine e roast-beef.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Le scuse usate per negare agli animali il diritto all'autodeterminazione, alla dignità, alla non violazione sono di solito le stesse usate con le donne: la cultura del dominio li dichiara entrambi inferiori e attribuisce loro la finalità che più torna comoda, negando loro ogni diritto alla libertà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Il fatto poi di educare le donne all'ideologia del dominio garantisce che le donne stesse normalmente neanche esprimano una propria volontà antagonista a questo sistema (talvolta non sono neppure consapevoli della propria condizione), ma che si limitino a manifestare solo disordinata sofferenza senza esplicitamente rivendicare i propri diritti perché a loro volta partecipi e sostenitrici dell'ideologia stessa e che siano molto spesso convinte di vivere in quella realizzata propria finalità che di fatto viene riconosciuta come normalità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Non solo. Assistiamo spesso ad un convinto esercizio di finta autodeterminazione delle donne, che partecipano al proprio sfruttamento ed oppressione in maniera attiva, collaborando quindi a rendere se stesse risorse usabili come corpi, come oggetti biologici finalizzati ad un qualche utilizzo da parte del dominatore di turno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Peggio. Non è di ora la scoperta per cui i peggiori aguzzini delle donne, sono le donne stesse. Spesso, infatti, le chiavi di uno schema di dominio da applicare sulle donne, vengono affidate alle mani esperte di donne dominanti, come nel caso dello sfruttamento della prostituzione (1), o ancora nel caso delle vedove-bambine (2).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Idealmente sappiamo tutti che se anche un individuo senziente non rivendica per sé dei diritti (o peggio, addirittura collabora nella violazione di questi), ciò non giustifica moralmente nulla, perché le cause che possono indurre un soggetto a non reagire o anzi ad assecondare il proprio sfruttamento sono di solito abbietti meccanismi integrati e ben celati nell'oppressione stessa. Un esempio utile si trova nell'evoluzione che ebbe il sistema schiavistico in America. Ad un certo punto, infatti, gli schiavisti capirono che era molto più facile rendere schiavi (davvero schiavi e quindi assoggettati e partecipi) gli afroamericani, se questi venivano fatti nascere direttamente nel contesto della schiavitù, piuttosto che sradicandoli dalla loro condizione originaria di libertà. Farli nascere in schiavitù garantiva che impiegassero molto più tempo ad elaborare una qualche critica nei confronti della condizione cui erano obbligati e addirittura creava le basi perché non arrivassero mai neppure a desiderare la propria emancipazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L'ideologia del dominio cui tutti gli umani prendono parte, si basa proprio su questo: sulla partecipazione complice dell'interezza della socialità umana al dominio ed allo sfruttamento di altri che semplicemente non possono o vogliono per svariate ragioni rivendicare i propri diritti e difendersi. Quand'anche si parli degli ultimi degli ultimi, di solito le donne delle categorie dei reietti, anche costoro esercitano e mettono in pratica l'ideologia del dominio applicandolo agli animali, così che il sistema rappresenti la finalità perfettamente realizzata di ciascun individuo, trasformandolo in risorsa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ma come è possibile tutto questo? Cosa accade perché tutto questo sia tollerato?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;b&gt;Le condizioni vitali per il dominio&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Dovendo dolorosamente prendere atto che il livello di diffusione dell'ideologia del dominio non ha conosciuto limiti nel tempo e nello spazio, chiedersi quando e come ne sia stata possibile la nascita è d'obbligo, anche considerato che, di fatto, il numero di oppressi (gravemente oppressi!) che ne risulta è sicuramente maggiore al numero di oppressi/oppressori che ne traggono vero vantaggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;E’ utile allora ricercare e rendere evidenti alcune condizioni grazie alle quali il sistema si regge e perdura nel tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;1) La maggior parte degli oppressi in grado di ribellarsi al dominio devono in qualche modo essere resi partecipi del dominio stesso, così che lo alimentino, lo diffondano e credano in esso&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Come abbiamo visto l'interesse dello sfruttamento finalizzato al consumo si riduce a tre solo fattori: soldi, potere, corpo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Il frutto del dominio è lo sfruttamento da cui il dominante ottiene profitto di varia natura. Solitamente tale profitto è di tipo economico laddove è il denaro a determinare potere, oppure il potere stesso, entrambi i quali garantiscono uno stile di vita agiato e piacevole, ambizione istintiva appunto più o meno di tutti gli individui umani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Il passaggio successivo è riconoscere che il profitto è figlio di uno scambio interno alla società umana, dove un individuo conferisce ad un altro potere o denaro in cambio di qualcosa. Quel qualcosa solitamente è un oggetto di consumo, ed è proprio questa la parola chiave che motiva tutta la catena del dominio: il consumo. Ecco perché è fondamentale ideologicamente trasformare gli individui aventi corpo in risorse, poiché solo così ne è moralmente accettabile il consumo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Tutto ciò che viene acquisito e successivamente consumato è qualcosa che non produciamo noi stessi e che viene esaurito o estinto in qualche modo, creando appunto la catena di consumo dalla quale ha origine il profitto capace di creare accumulo di denaro e potere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nessun sistema di dominio conosciuto (imperiale, dittatoriale, schiavistico, etc...) ha mai funzionato senza che la struttura fosse di tipo piramidale. Ciò significa che ad ogni dominante oppressore serve una base numericamente più ampia di individui dominati che collaborino a legittimare e permettere tale dominio, amplificandolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nessuno però che sia in grado di ribellarsi partecipa al vantaggio del proprio dominatore senza ottenerne (o senza almeno credere di ottenerne) un qualche vantaggio a sua volta e non possiamo ignorare che tale possibilità di ribellarsi è di fatto una forma di potere che correttamente manipolata, viene strumentalizzata per i fini del dominante, invece che per l’auto-liberazione del dominato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Abbiamo quindi dominati che partecipano attivamente al proprio dominio mettendo il proprio potere a disposizione di dominanti, in cambio del loro valutato vantaggio e che nel frattempo credono e legittimano il sistema di dominio esercitando loro stessi forme di dominio e quindi sfruttamento su altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Tutti i dominati sono in qualche modo ascrivibili a questo meccanismo. Le donne ad esempio, partecipano attivamente sia negando il proprio sfruttamento - non riconoscono il loro status di asservite ed oppresse se non in situazioni estreme -, sia esercitando dominio su altri. Per una donna occidentale può essere più che un'abitudine vivere come un oggetto sessuale ed anzi, ambire a questo ruolo, in cambio di qualche spicciolo di denaro e potere, così come è poi assolutamente normale esercitare dominio su altri, magari stranieri (attraverso la legittimazione di una qualche politica oppressiva estera) o magari verso gli omosessuali (così deprecati nel falso bigottismo ecclesiastico) e di sicuro come sempre, sugli animali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Alla stessa maniera, coloro che fuggono dai loro paesi in fiamme, devastati da guerre e sfruttamento, quasi sempre mirano a raggiungere l'occidente (il vertice della piramide sociale in questo momento storico) dove a loro volta vorranno assumere una loro posizione di dominio verso altri restando lo stesso dei dominati, ma ottenendo in cambio un qualche beneficio che giustificherà e alimenterà l’intero meccanismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;E' importante assumere che ciascun dominato accetta come vera l'idea di una gerarchia sociale rispecchiante l’illusione di una gerarchia di specie, di un ordine piramidale delle cose, di una violenza intrinseca alla vita umana (da accettare e semmai fare propria), di una finalità del vivente e non, essendo intriso di questa ideologia che racconta la favola della piramide fin dagli albori della vita di ogni individuo umano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Verrebbe così da pensare che l'ultimo strato di dominati umani non abbia di che partecipare al dominio. Sono gli ultimi, i miserabili, quelli che mangiano i rifiuti tossici per intendersi, e vivono scavando tra questi ad esempio. Eppure non è affatto vero. Costoro partecipano attivamente alla struttura del dominio, con minori vantaggi ovviamente, ma quasi sempre vi credono e la supportano diffondendola. L'ideologia del dominio è talmente profondamente radicata che risulta una matrice comportamentale quasi inconscia dove tutti cercano solo di salire la piramide. Gli ultimi, se umani, non saranno mai gli ultimi, poiché sotto di loro, in questa gigantesco schema allucinogeno, ci saranno sempre gli animali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Attraverso il dominio sugli animali, anche gli ultimi degli ultimi deificano il ruolo del dominante, legittimano la piramide, accettano la gerarchia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;2) Le idee speciste sugli animali e sull’animalità umana devono restare alla base dell’elaborazione della moralità&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Tutte le informazioni scientifiche affermano l'appartenenza al regno animale degli umani. Nonostante questo, persiste una reticenza quasi irrazionale nell'accettare questa verità, rendendola una delle questioni ostiche per la percezione che l'umano ha di se stesso e che da sempre fa emergere conflitti interiori legati all'ambizione umana di somigliare a Dio o comunque di emanciparsi dalla mortalità. Per tali motivi non è così frequente sentire ammettere o palesare l’appartenenza dell’umano al regno animale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Le occasioni quindi in cui l’umano indaga la propria natura animale in maniera oggettiva e razionale sono poche, di solito di natura intellettuale e/o scientifica, mentre a livello popolare ciò avviene quasi solo per trovare improbabili e false giustificazioni ad inspiegabili ed inaccettabili comportamenti considerati “dis-umani”. Quando ad esempio gli umani stuprano, viene fuori che “sono animali” o che meglio, gli stupratori si sono comportati secondo la loro identità nascosta più abbietta, cioè quella animale, nonostante lo stupro sia questione sconosciuta agli animali non-umani. Quando pure un umano si macchia di indicibile ferocia, si evoca la sua appartenenza al mondo animale da cui il colpevole di turno non ha ancora trovato via di scampo e questo, nonostante nessun animale conosca la ferocia gratuita, calcolata, volontaria e premeditata di cui sono capaci gli umani. “Dis-umano” quindi, irragionevolmente finisce col significare “animale” e viceversa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Quand'anche però questa ammissione si fa avanti, l'ideologia del dominio nelle sue accezioni più resistenti e antiche quali il maschilismo e il patriarcato di cui in questo caso stiamo parlando più approfonditamente, ne condiziona la veridicità al punto che nella cultura popolare emergono varianti fuorviate se non addirittura ridicole. Ad esempio, quando si vuole giustificare il dominio su altri animali, si cita la fantomatica natura e la presenza in natura della predazione usando come esempio classico leone e gazzella. In natura esistono anche coniglio e carota, ma questa evidenza pare non contare molto quando si tratta di voler legittimare i propri comportamenti alimentari. Se è vero che un umano non somiglia in quasi nulla ad un erbivoro come il coniglio e si tende a farlo ben notare, altrettanto si nega l'evidenza per cui un umano non somiglia e mai somiglierà ad un predatore carnivoro come il leone. La verità è che l'umano discende dagli antenati degli (solitamente mansueti e tendenzialmente vegetariani) scimpanzé e che molto probabilmente è carnivoro solo culturalmente avendo appreso il comportamento predatorio dagli altri animali. La predazione da parte degli umani poi e strettamente vincolata al complesso sviluppo delle conoscenze tecniche indispensabili ad esempio per la realizzazione di utensili, senza i quali l'umano non è in grado di cacciare e tanto meno di predare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Insomma, l'umano non è un predatore se non culturale (cioè che per apprese nozioni elabora comportamenti di tipo predatorio), eppure la cultura patriarcale che esalta il machismo invece, evoca sempre l'immagine di un umano ovviamente maschio-cacciatore, predatore, aggressivo, amante del sangue, simile al potente leone. La donna è quella che vive nei pressi del focolaio a cucinare, pure quando si parla di epoche in cui cucinare era un verbo senza senso compiuto, mentre l'uomo, armato di istinto predatorio e geniale astuzia, è quello che caccia grazie ad infinita caparbietà atletica e rude sangue freddo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;E' evidente che questo mito rasenta la farsa, eppure tutti i rituali utili a rafforzare il machismo anche nella nostra epoca, come ad esempio lo sport della caccia, vogliono trasmettere queste informazioni falsate che sono la base dell'illusione dell’esistenza di una grossolana gerarchia biologica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Con il rituale della caccia sportiva si evoca e mette in risalto una falsa identità aggressiva e predatoria di un parente degli scimpanzé (cioè l'umano), che al contrario, privato di questa cultura fuorviata, assume comportamenti tipici degli animali frugivori (quindi mansueti se non in condizione di forte stress) e di norma vegetariani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nonostante la falsità dell’icona dell'umano predatore, l'ideologia del dominio si garantisce attraverso di essa un'aura di naturalità nei comportamenti dominanti (anche i più assurdi e sconosciuti “in natura”, come l'allevamento intensivo, lo stupro e lo schiavismo, l'avvelenamento delle risorse e così via) che copiosamente elargisce ed educa ad assumere, inducendo a credere che gli effetti negativi di tale dominio siano parte integrante della vita ("la cruda realtà della vita") stessa: non a caso, anche la teoria evoluzionista di Darwin viene strumentalizzata in tal senso diventando quel Darwinismo sociale (3) che considera la predazione tra ceti sociali come rispondente alle leggi di natura; inoltre, affermando l'esistenza di una costante presenza della logica della predazione nelle dinamiche naturali ed evidenziando che l'umano non ha apparentemente più predatori, l’ideologia del dominio pone l'umano al di sopra degli altri viventi (al di fuori degli schemi che costoro vivono quale il dovere anche subire la predazione) dando origine ad un primo abbozzo della famosa piramide cui tutti poi si ispirano come riferimento iconografico rispetto allo schema comportamentale che credono di dover assumere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Di tutto ciò qui detto, l'aspetto più importante è racchiuso in un quesito forse retorico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Sapendo (e credendo spesso arrogantemente infatti) di essere animali con una struttura mentale molto complessa ed in cui i fattori psicologici condizionano pesantemente i comportamenti e lo stato dell'equilibrio psicofisico appunto, bisognerebbe allora chiedersi cosa è accaduto, o meglio, che cosa abbia mai comportato la svolta culturale che storicamente ha cambiato i comportamenti degli umani, trasformandoli (in un tempo troppo breve per parlare realmente di evoluzione biologica) da miti raccoglitori di frutti e semi come gli antenati scimpanzé, ad organizzati cacciatori costretti a dipendere dalla caccia ed a confrontarsi con l'aspetto devastante di questa, cioè l'uccisione di un animale, che l'umano è invece così istintivamente ed emotivamente portato a comprendere, amare, addirittura adorare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Dovrebbe venire almeno il sospetto che questa cultura, (quella che ci vuole convinti di essere predatori quando non lo si è), abbia quanto meno alterato drammaticamente l’approccio degli umani all'esistenza, ma al contrario, incredibilmente, questa riflessione è talmente semplice da non essere quasi mai espressa a tempo debito, proprio come nel caso di tante altre assurdità comportamentali. Un esempio su tutti è quello della famosa “mucca pazza”: nonostante secoli e secoli di domesticazione, manipolazione e conoscenza di questi animali, a nessuno è venuto in mente che dare loro da mangiare carne visto che davvero sono erbivori, possa scatenare reazioni incontrollate ed avverse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nel caso di critiche all’idea dell’”umano-predatore” ci si accontenta di ridurre tutto al fatto che mangiando carne non si scatena immediatamente una qualche forma di malattia fulminante, e tanto basta per cancellare tutta la storia dell’intera specie, pur di mantenere il controllo e di perdurare in un atteggiamento predatorio che fomenti e sostenga l’ideologia del dominio. Si confonde insomma allegramente la possibilità dell’umano di mangiare anche carni di animali senza immediate reazioni avverse di tipo digestivo, con il beneficio, la naturalità o la sensatezza di tale comportamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Per andare più a fondo ed interessare anche il più convinto sostenitore dell'idea dell'”umano-predatore”, basterebbe fare qualche altro esempio su come questa palese alterazione culturale scateni effetti devastanti, come ad esempio l'applicazione di tale idea al modello militare, il cui risultato quando gli umani si trovano ad doverlo dimostrare in pratica, è la totale follia, una sofferenza psichica agghiacciante, incubi, suicidi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Anche stendendo un velo più che pietoso sul tentativo della ricerca medica moderna di correggere gli effetti devastanti di tutto ciò ipotizzando la brillante soluzione di cancellare la memoria dei militari spinti a credersi dei predatori, a combattere, ad uccidere, ad essere capaci di provocare la morte come qualsiasi altro animale predatore quali appunto non sono, possiamo affermare lo stesso che quasi nessuno inorridisce o quanto meno rimane esterrefatto da tanta assurdità strettamente culturale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Questo tipo di informazioni sono pubbliche e conosciute. Tutti sappiamo che i militari che poi vivono davvero sulla loro pelle queste esperienze ne riportano gravissime conseguenze psichiche, ma sempre accecati dall'ideologia del dominio, pensiamo che ciò dipenda solo dal fatto che costoro debbano fare soffrire o uccidere altri umani. Sicuramente è particolarmente inaccettabile per un umano macchiarsi di tali crimini comportamentali, nonostante tutte le dosi di giustificazioni che ci si può autosomministrare, ma la verità è che ad esempio i lavoratori dei mattatoi assumono spesso gli stessi assurdi e disumani comportamenti dei militari esasperati in missioni di guerra e attenzione, indipendentemente dalla specie di animali trattata nel mattatoio stesso. Servirebbe quindi tenerla ben presente questa realtà e anzi approfondirne la relazione, mentre invece, parrebbe che nessuno si chieda perché mai militari che uccidono umani, e lavoratori che uccidono animali, manifestino le stesse devianze e sofferenze psichiche. In particolare non pare che si indaghi affatto sull’evidente stato di sofferenza psichica di tali lavoratori, fatta di aggressività smodata, odio immotivato verso gli animali, profondo cinismo, talvolta delirio (4). Il motivo è ovvio: mentre abbiamo sviluppato lentamente qualche dubbio sul fatto che sia un bene uccidere umani e quindi culturalmente sia nata una volontà comune di alienare tale pratica dalla socialità umana, uccidere animali continua ad essere culturalmente considerata una pratica “naturale”, “normale”, con una sua precisa e indiscutibile finalità. Così, il lavoratore assoggettato (ma come chiunque altro), si limita a cercare di fagocitare questa normalità come può mentre nessuno si interessa di ciò che realmente avviene alla persona umana devastata da tale forzatura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Il lecito sospetto che diviene ovvietà è allora facile a dirsi: l'umano al contrario della teoria che edifica l’ideologia del dominio, è forse l'animale potenzialmente più empatico, sensibile e socievole che esista in natura, tanto che come è evidente, è in grado di sviluppare comportamenti amichevoli e addirittura amorevoli con individui di qualsiasi specie. Proprio per questo devianze culturali che lo inducano a credere il contrario probabilmente ne pongono la psiche sotto forte stress e ne hanno condizionato irrimediabilmente la storia portandolo ad essere l'animale più pericoloso e instabile per se stesso e per gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;3) Deve sempre essere presente nel sistema almeno un processo di animalizzazione&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Per facilitare e garantire la continuità di un sistema basato sul dominio è fondamentale che sia sempre presente almeno un individuo o categoria di individui che sia assoggettato al processo di “animalizzazione”, cioè quel processo culturale attraverso cui si trasforma un individuo senziente in un animale in termini morali, in un soggetto avente meno capacità, peculiarità, possibilità di un “umano” e quindi avente meno diritti garantiti. Ciò è possibile grazie al doppio significato nell’uso comune del vocabolo “animale”: il primo significato, come da dizionario, è “ogni organismo vivente dotato di sensi e di movimento spontaneo“, quindi legato alla scienza biologica, mentre il secondo ha implicazioni morali volendo esprimere “bestia, bruto, contrapposto all'uomo”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Quindi, In una società è radicata la gerarchia morale basata sulle differenze di specie (specismo) è sempre possibile ampliare la gamma di individui e categorie da sfruttare attraverso il processo di animalizzazione a seconda delle necessità di dominio. Il sistema è talmente semplice da essere banale: se esiste l'animale (cioè il non-umano morale) avente come tale meno diritti - e non esiste società umana nel presente o nel passato non troppo recente che non applichi discriminazione morale verso gli animali -, allora basta dimostrare o convincere che il tal individuo o la tal categoria siano meno umani degli umani, quindi di fatto animali e su questo costruire una specializzazione dell'ideologia del dominio stessa. Ecco come nascono le ideologie alla base del razzismo, del sessismo, ed anche il classismo ( sebbene quest’ultimo attraverso un processo leggermente più complesso).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Per fare degli esempi, gli afroamericani sono per l'ideologia razzista espressione di una fase dell'evoluzione (ovviamente secondo una padronanza del concetto di evoluzione completamente falsata e riferita a precise finalità creazionistiche) antecedente/inferiore rispetto ai bianchi, quindi più vicini agli animali di quanto non lo siano i bianchi. Le donne sono più vicine all'animalità di quanto non lo siano gli uomini e le classi sociali schiacciate dai sistemi economici tipici del dominio sono solo lo specchio della natura predatoria del regno animale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ecco che gli animali, così bistrattati e allontanati dalla cultura che alimentiamo, ancora una volta dimostrano la loro perpetua e fondamentale presenza e che mal interpretati e dominati diventano il boomerang attraverso cui tutti noi rischiamo di trovarci prima o poi e d'un tratto, trasformarti da predatori culturali a prede reali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ormai sappiamo con una certa ragionevole certezza che gli animali non sono affatto biologicamente inferiori a noi, nessuna scienza biologica seria potrebbe affermare nulla di simile perché in ciò che è l'evoluzione non esiste nessun progetto indirizzato al perfezionamento comunemente inteso (tanto meno secondo la scala di gradimento umana), ma solo all'adattamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Sappiamo che gli animali poi, non soffrono affatto meno di noi, soffrono diversamente semmai, o meglio lo dimostrano in maniere svariatamente diverse, ma tutti gli animali soffrono, negare questo nega la funzionalità del dolore che come afferma invece la stessa medicina è una funzione fisiologica utile a tutti gli esseri dotati di istinto di sopravvivenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In ultimo, gli animali semplicemente sono diversi da noi e questo ancora più semplicemente non implica nulla in ambito morale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Quando queste tre affermazioni vengono frustrate da quello che chiamiamo “specismo” si creano i presupposti per cui tutti coloro che risultassero assimilabili agli animali in termini di comportamento o di esistenza, sono soggetti a rischio di un cambio dello status morale cui sentirsi moralmente e socialmente costretti. Un drammatico esempio è stato sperimentato nel Medio Evo delle donne sulle quali si costruì il mito della stregoneria: secondo il mito, le streghe erano animali, capaci di trasformarsi in animali e come tali, sporche, pericolose, il cui dolore è espressione meccanica, non reale come quello umano. Grazie a questi convincimenti culturali è stato lecito liberarsene esattamente come si procede per liberarsi di qualsiasi animale sgradito, condendo il tutto di deliranti pratiche abbiette quali la tortura e la morte sul rogo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Con la possibilità culturale di declassare moralmente i non-umani, tutte le categorie che un dominante decide di assoggettare sono semplici riduzioni ad animale della vittima circostanziale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;4) Deve sempre essere presente più di una categoria di oppressi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Il sistema per garantire se stesso necessita di un bel po' di stratagemmi culturali per schiacciare i dominati, rendendoli spesso partecipi e felicemente tali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Uno di questi trucchetti è il garantire che un individuo oppresso e sfruttato appartenente ad una categoria, quindi ad una potenziale moltitudine che potrebbe ribellarsi, non si consideri mai appartenente all'unica categoria di oppressi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Se ciò accadesse, la categoria stessa impiegherebbe molto meno tempo a decidere di reagire, sentendosi palesemente diverso e discriminato rispetto al tutto ed ai tutti. Oltre ad essere improbabile che una società opprima una sola categoria per poi essere perfettamente giusta ed equa con tutte le altre, sarebbe anche impossibile che tale oppressione non divenisse come un faro nella notte della cui anomalia tutti si accorgerebbero e cui tutti si ribellerebbero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In tal senso la presenza dell'oppressione animale, evidente e assicurata in qualsiasi società umana, è un’ancora forte grazie alla quale il sistema regge e resiste ai moti di liberazione che puntualmente insorgono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;All'oppressione animale, infatti, partecipano tutti e così facendo vengono legittimate e ma sopratutto assorbite le metodiche del processo di animalizzazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Se poi si considera come nessuna società umana si limiti al dominio esclusivamente sugli animali, abbiamo migliaia di esempi sociali in cui la presenza di più categorie di oppressi favorisce l'oppressore stesso e il diffondersi dell'ideologia del dominio: frequenti infatti sono le cosiddette "guerre tra poveri" dove le categorie coinvolte, impregnate a loro volta dell'ideologia del dominio possono essere facilmente manipolate ed indotte a combattersi tra loro, oppure indotte a sopportare la propria oppressione consolandosi di quella peggiore riservata ad altri, o ancora semplicemente invitate a partecipare al banchetto dello sfruttamento di modo da raccattare qualche consolatoria briciola.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;5) Deve essere garantito un processo efficace finalizzato a spezzare l'empatia&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Che cos'è l'empatia? Il fatto stesso che non tutti ne abbiano sentito parlare, che non tutti sappiano spiegare cosa sia e che soprattutto il vocabolo stesso sia in uso da pochissimo tempo, suggerisce che non siano in tanti a dare ad essa tutta questa importanza. E si vede anche dai risultati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Cominciamo usando una definizione; "Empatia: atteggiamento verso gli altri caratterizzato da uno sforzo di comprensione intellettuale dell'altro, escludendo ogni attitudine affettiva personale (simpatia, antipatia) e ogni giudizio morale“.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L'empatia è una potenzialità innata negli esseri umani. Una possibilità che non può proprio essere negata del tutto allo sviluppo di un individuo che chiameremmo "umano".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Essa è fondamentale poiché si basa sull'osservazione degli altri, e sulla comprensione analitica dei segnali che danno, rendendoci capaci di distinguere i segnali di sofferenza da quelli di piacere o gioia. Attraverso questa codifica, fin da bambini molto piccoli, impariamo chi più e chi meno, ad interpretare gli altri al di là di ciò che dicono o fanno, riconoscendo messaggi più profondi, tanto più senza farci ingannare da circostanze particolari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Per comprendere il meccanismo attraverso cui metodicamente l'empatia viene annichilita, serve chiamare in causa e specificare alcune peculiarità della nostra specie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;5.1) L’umano è un animale sociale&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L'essere umano è stato definito come un "animale sociale" fin dai tempi dell'Antica Grecia, per raccontarne il comune comportamento e la psicologia. Si attribuisce ad Aristotele questa definizione, benché forse non sia stato il primo a teorizzare tale importante qualificazione ed è un tema attorno al quale ruota un intero ramo della psicologia, cioè la psicologia sociale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Per Aristotele quindi e per tutti coloro per i quali questa caratteristica è rilevante, "sociale" diviene la scelta primaria per attribuire all'animale umano una qualche caratteristica che ne racconti la storia comportamentale in maniera sintetica e facilmente intuitiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Tra tutti gli aggettivi possibili, si è da tempo scelto di dare alla socialità cui tende ogni individuo umano assoluta importanza nell'analizzarne la storia, tanto quanto nel predirne il destino: l'umano, come sappiamo, da sempre vive organizzandosi in gruppi di individui, ed è ritenuto assodato che non cambierà questo comportamento. E' cioè biologicamente destinato ad una vita organizzata collettivamente, perché questo è previsto dalla sua storia evolutiva, tanto da condizionarne sempre e comunque le scelte e le relazioni con altri individui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Sappiamo che gli animali definiti "sociali" sono molti, (ad esempio tutti gli animali che vivono in branchi possono essere considerati "sociali"), ma quasi mai sentiamo parlare dei lupi (che sono animali tipicamente dediti alla vita di branco) come di animali sociali, e se cerchiamo una definizione sintetica di questi, sono ben altri gli aggettivi che vengono usati per evocarne chiaramente il comportamento. Fin dalle prime righe in cui lo troviamo raccontato, il lupo è quasi sempre descritto come un animale "carnivoro" (aggettivo che implica comportamenti precisi e a cui a quanto pare si da notevole rilevanza, nonostante si tratti di un aggettivo che si riferisce solo all'esigenza di nutrirsi di carne), benché sia evidente come la socialità in cui trascorre tutta la vita sia una caratteristica primaria, giacché raramente non si manifesta ed anche perché svolge una funzione fortemente legata alla stretta sopravvivenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;"Animale sociale" nel caso degli umani quindi non ha la funzione di rendere la specie umana univocamente identificabile in termini di comportamento, come non lo ha "carnivoro" quando si parla di lupi; è invece la definizione storicamente primaria e maggiormente indagata dall'umano che osserva se stesso e il proprio modo di agire, come se fosse questa la peculiarità che ne illumina la vera entità, che ne svela parecchi segreti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Prendendo per buona questa definizione usata per millenni ed paragonandola alla funzione che altri aggettivi hanno nel caratterizzare altri animali - come carnivoro nel caso del lupo -, viene spontanea però una domanda: come mai gli individui umani, patiscono così tanto e così spesso all'interno della manifestazione dei propri comportamenti indotti da questa loro caratteristica a quanto pare così fondamentale, è cioè dei propri comportamenti "sociali"?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;I lupi non patiscono, né rischiano alcun che, nel mettere in atto i propri comportamenti basati su caratteristiche fondamentali per la specie stessa, sia che si parli dei comportamenti legati alle necessità carnivore - sarà difficile incontrare un lupo che soffre per aver agito da predatore - né tanto meno, nei comportamenti che riconosciamo anche come simili all'umano e cioè quelli sociali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Come mai invece gli umani esprimono il massimo della loro sofferenza e tensione conflittuale, proprio all'interno della collettività, della relazione con l'altro, ma sopratutto delle architetture sociali che razionalmente progetta ed edifica, fino addirittura a rischiare di auto-estinguersi come in molti da tempo temono?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Non sarebbe quanto meno strana questa incapacità di adattamento al proprio comportamento determinato da una caratteristica primaria, tanto da entrare in conflitto con la propria sopravvivenza? Questo non farebbe dell'umano un animale imperfetto, diremmo "bacato", poiché in conflitto con se stesso?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Fino ad ora e quasi sempre, si è cercato attraverso la sociologia di studiare le falle dei sistemi sociali, politici, ed economici, come se le cause di tanta evidente stress fossero legate al metodo, alla prassi, alla struttura edificata, fossero cioè un problema di forma, più che di sostanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Difficile affermare che l'umano sia un animale imperfetto perché non pare credibile (se non religiosamente), la perfezione di alcun animale, ma non si può neppure affermare che possa verificarsi l'avvento di un animale conflittuale con se stesso, perché ciò negherebbe ogni senso all'evoluzione. E' possibile invece che si indaghi poco, oppure in maniera troppo silente, su altre probabili cause della sofferenza dell'umano all'interno delle propria, necessaria, vita sociale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;5.2) Psicologia: alla nascita gli umani sono esseri umani “in potenza”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Capita di sentire dire esplicitamente che psicologicamente un bambino appena nato è un essere umano "solo" in potenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Questa affermazione smuove gli animi anche perché di solito ci si riferisce alla questione della potenzialità come essere umano relativamente agli embrioni ed ai feti, scatenando il caos cui si assiste ogni giorno in merito a quanto l'ovulo fecondato sia o non sia una persona avente dei diritti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In questo caso però parliamo strettamente di psicologia, o meglio di sviluppo psicologico, affermando che la psiche umana è un sistema complesso che si può dichiarare tale solo a talune condizioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nonostante sia quasi impossibile che tali condizioni non si verifichino, è importante stabilire questo passaggio per non dare per scontati passaggi successivi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Se per ipotesi, un neonato venisse abbandonato in una stanza dove vi fosse solo una macchina ad elargirgli cibo in maniera ripetitiva, senza alcun altro stimolo, sappiamo che benché questo neonato possa sopravvivere e magari crescere, avrebbe delle devianze da ciò che consideriamo "psiche umana", tali per cui potremmo trovarci davanti all'ignoto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;E' ovviamente difficile ipotizzare davvero cosa accadrebbe e non è di sicuro etico cercare di riprodurre realmente simili esperimenti, ma di casi particolari studiati dalla psicologia, avvenuti per caso, ve ne sono molti e tutti dimostrano che se esiste un complesso psichico che si può chiamare "psiche umana" e quindi "essere umano", esistono anche varie sfumature di devianze da questo complesso, fino a poter teorizzare l'assurdo verificarsi di una devianza tale da non poter essere più essere considerata psiche "umana".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Come è possibile questo? La psiche umana non è comunque il risultato di informazioni biologiche e meccanismi fisiologici che ne comportano obbligatoriamente un certo sviluppo?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Certamente sì, ma ciò che chiamiamo "psiche umana" è un insieme di capacità di elaborare pensieri consci ed inconsci, parole, e azioni che sono tipici della nostra specie e che si sviluppano solo se non vengono ostacolate, o in alcuni casi, solo se correttamente stimolate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Gli individui umani sono tutti diversi, soprattutto psicologicamente, poiché sviluppano in maniera personale e singolare infinite combinazioni di tutte quelle potenzialità di pensiero e comportamento che sono analizzabili come sotto insiemi di tutto il potenziale umano conosciuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Non tutti gli umani quindi sono intelligenti allo stesso modo, sensibili allo stesso modo, perspicaci allo stesso modo, aggressivi allo stesso modo, questo grazie al fatto che lo sviluppo della loro personalità e del loro carattere è unico e tendenzialmente irripetibile, comportando varianti dello stesso complesso che chiamiamo "psiche umana" anche notevolmente diverse tra loro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ogni singola potenzialità può essere inibita o esasperata, a seconda della storia dell'individuo e di come tale potenzialità è vissuta in accordo all'individuo stesso, sia in un contesto privato che in un contesto sociale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Quello che però ci interessa ora, non è affermare cosa non sia "psiche umana", ma al contrario rilevare come appunto, la psicologia stessa affermi da sempre che alcune potenzialità tipicamente umane e con funzione ben precisa, possano per esempio essere inibite oppure sviluppate in maniera limitata o impropria, tanto da creare delle notevoli devianze da ciò che vorremmo considerare il minimo comune denominatore di una psiche "umana", si spera equilibrata tanto da non entrare in conflitto con se stessa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;5.3) Gli strumenti della socialità: l'empatia e la compassione&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Come già detto l'empatia è una meravigliosa attitudine fondamentale per manifestare una altra importante e potenziale capacità e cioè ciò che chiamiamo compassione. Una volta riconosciuto un sentimento di dolore e sofferenza in un altro grazie all’empatia, il provare compassione ci permette di vivere l'esperienza della condivisione, di sperimentare la vera socialità entrando in contatto profondo con gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Come negare quindi che quanto meno queste due potenzialità, possano avere un ruolo interessante quando si tratta di chiedersi come mai tutta questa "animalità sociale" innata, fallisce miseramente e così spesso, sfociando in deliri di conflitto apocalittici?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Eppure, nell'educazione dei bambini, nella cultura generale, nella formazione scolastica come in quella lavorativa, non vi è alcun accenno a queste potenzialità; non vi è alcun investimento di tempo o risorse, non ve ne è neppure quasi mai menzione. Il massimo dello spazio è dato all'intelligenza, seguita dalla competitività, dall’indottrinamento tecnologico e dallo sviluppo di quelle caratteristiche individuali che permettano al singolo di emergere rispetto al gruppo, senza il minimo riguardo per questi due fattori che invece risultano così importanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ciò significa che queste sono potenzialità di norma abbandonate al loro destino, ad uno sviluppo casuale, delle quali la società (nonostante dipenda proprio dalla socialità) si disinteressa completamente, lasciando che sia una scelta personale dedicare loro più o meno interesse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In fondo poi, forse le cose stanno anche peggio di così. Come diverse potenzialità umane, empatia e compassione non sono forse competitrici di altre potenzialità? Magari proprio di quelle che invece culturalmente rappresentano i punti cardine su cui indurre lo sviluppo della psiche degli individui umani nel tipo di società basata sul dominio, come ad esempio competitività ed aggressività.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Se osserviamo i nostri figli crescere, lo vediamo senza bisogno di lenti di ingrandimento quanto siano empatici fin da piccolissimi, anche solo grazie al fatto che provano interesse per tutto ciò che li circonda e che quindi attraverso tale interesse dimostrano un'attenzione capace di cogliere i segnali utili all'empatia. Possiamo notiamo anche come man mano che crescono, chiediamo loro di dedicarsi ad altro, di non prestare tutta questa attenzione, di concentrarsi su potenzialità più utili alla sopravvivenza nella società degli adulti culturalmente competitivi e predatori mentre raramente trasmettiamo loro l'importanza di non abbandonare l'entusiasmo verso la comprensione e la codifica della condizione altrui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nella società tipicamente patriarcale poi, asserviamo anche una dichiarata repulsione per coloro che si esprimano in comportamenti empatici e compassionevoli ed in particolare se parliamo di maschi: il maschio umano empatico, liquidato come sensibile, quasi non è un vero maschio e questa informazione devastante passa nella mente dei maschi in fase di crescita come un coltello caldo che affetti il burro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L'empatia quindi non solo non è interessante per la società patriarcale che tutti conosciamo, ma da questa viene letteralmente aberrata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;5.4) L'empatia: spezzata o profonda&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Come abbiamo detto l'empatia è una potenzialità per così dire basilare negli umani ed infatti, i bambini tendono a esprimerla spontaneamente. Questo garantisce che raramente si verifichi una psiche umana completamente incapace di manifestarla. Tutti gli umani esprimono empatia almeno in maniera selettiva, come si riscontra facilmente nelle relazioni familiari ed amichevoli anche di soggetti particolarmente asociali. L'attenzione rivolta a chi amiamo e l'interesse a riconoscerne gli stati emotivi è una espressione di quell'empatia basilare che raramente viene inibita nel percorso di sviluppo dell'individuo (anche se casi di totale avulsione esistono ovviamente). Il problema è che nella maggior parte dei casi, si verifica solo questo tipo limitato e limitante di situazione, cioè di uno sviluppo di empatia di fatto selettiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Questa tipo di empatia non è sufficiente come funzione di garanzia nei rapporti sociali che solitamente rappresentano fonte di stress per gli umani. Possiamo parlare di "empatia spezzata" quando appunto la potenzialità viene abbandonata a se stessa in fase di crescita, ed anche peggio, il suo percorso di sviluppo viene interrotto dall'educazione all'ideologia del dominio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ciò avviene solitamente proprio fin dalle prime fasi della vita. L'educazione alla sopravvivenza sociale nell'ideologia del dominio entra in conflitto con il naturale sviluppo dell'empatia, ed anzi, la inibisce condannandola subdolamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In tali fasi questo importante strumento non viene riconosciuto come importante, spiegato, enfatizzato agli occhi dell'individuo che apprende dagli altri, ma al contrario comincia fin nell’infanzia del bambino la trasmissione di un approccio selettivo e discriminatorio (l'unico conosciuto ed utile nella cultura del dominio), dove appunto ciò che si apprende per mimesi se non addirittura per indottrinamento, è la discriminazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Empatia sì, ma solo verso la famiglia, gli amici, il nucleo stretto. E poi sempre meno empatia, via via allargando il cerchio, dove lo sconosciuto, lo straniero, il diverso, finanche il nemico (in una parola l'animale), riscuotono sempre meno interesse e attenzione rispetto alla condizione che vivono, a ciò che provano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Possiamo chiamare "empatia profonda" per semplificare, lo sviluppo derivante da un percorso non ostacolato e quindi in continuo divenire, di questa delicata e preziosissima potenzialità. Il risultato di tale percorso è la manifestazione di empatia non selettiva e non discriminatoria, tanto che riesce ad essere potente anche al di là dell'esperienza reale, diretta o personale. Una persona fortemente empatica in maniera "profonda" non ha bisogno di segnali espliciti o reali per recepire la sofferenza o il probabile stato emotivo di qualsiasi "altro" (umano o non umano, simile o diverso, capace di parlare la stessa lingua oppure no) e grazie a questa capacità, i suoi comportamenti sociali rispecchiano quelli familiari anche nel cerchio molto allargato delle sue relazioni. Questo garantisce un livello di conflittualità e belligeranza di norma molto limitato ed una predisposizione a risolvere eventuali conflitti in maniera socievole e costruttiva anche quando espressi su ampie distanze fisiche, sociali, culturali. Non solo: ovviamente impedisce di considerare altri come risorse da consumare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Purtroppo quasi tutte le culture umane conosciute possono ricondursi ad una qualche forma di ideologia del dominio. Nella cultura patriarcale ad esempio, non è tollerata l'empatia profonda del maschio, e questo ne è il vero cardine. Tutta la trasmissione culturale avviene per non favorire ed anzi al contrario per inibire tale naturale empatia, in maniera più o meno aggressiva e dichiarata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Anche In una cultura esplicitamente sessista, che quindi esplicitamente educa al sessismo, non si esita ad inculcare norme comportamentali basate su informazioni sessiste, che diventino vero e proprio pregiudizio utile alla selezione empatica; così abbiamo che il pregiudizio stesso, la norma acquisita, agisce subentrando prima dei due fattori utili ad una buona relazione sociale: ragionamento ed empatia. Questi due fattori richiedono un tempo maggiore di espressione (poiché necessitano appunto di attenzione che deve essere tradotta in tempo reale) ma in particolare l’empatia indebolita da uno sviluppo selettivo e limitato, è la garanzia che un maschio sessista sia perfettamente in grado di esprimere comportamenti socievoli verso chicchessia e comportamenti discriminatori e dominanti verso le donne.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;E’ importante però ripetere come un sistema socio-culturale basato sul dominio, non necessariamente abbia ai suoi vertici individui che sono poco o per nulla empatici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Al contrario. Se prendiamo per esempio in esame la nobiltà – chiara istituzione del dominio -, non facciamo fatica ad immaginarci la contessa Tal dei Tali, vecchina agghindata di perle che si dedica alla beneficenza con infinito “cuore”. Questo spesso viene liquidato come ipocrisia, ma forse più semplicemente è proprio espressione di una dei fondamenti del dominio e cioè l’empatia spezzata e quindi selettiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La vecchina nobile è parte del sistema del dominio e con la sua stessa esistenza domina creando oppressione e sfruttamento, indipendentemente dalla propria partecipazione attiva o consapevole. Ciò che conta è che la sua "empatia spezzata" non venga particolarmente sollecitata e stimolata dagli effetti del proprio dominio così che non abbia mai da criticare il sistema di cui fa parte. Se tale empatia fosse profonda, non avrebbe bisogno di alcuno stimolo particolare per arrivare a tale critica, mentre invece nello schema previsto dal dominio l’empatia è vincolata alla percezione personale, al proprio metodo di selezione e quindi può capitare quindi che una persona sia fortemente empatica verso i cani e i gatti o i bambini, ignorando completamente interi popoli affamati o la condizione dei migranti che vivono negli scatoloni a pochi passi da casa propria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Lo status del dominante all'interno di un sistema di dominio è uno status che senza la necessaria empatia profonda difficilmente viene riconosciuto come causa di sofferenza per altri, poiché volutamente le vittime del dominio sono celate, lontane, nascoste o culturalmente, come vedremo, ridotte a beni di "consumo" e come detto, senza tale tipo di empatia, la compassione difficilmente si esprime oltre l'esperienza immediata, diretta, personale, reale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Lo status di dominante garantisce benessere (o comunque vantaggio più o meno reale e quantificabile) per l'individuo che lo rappresenta e questo per una forma di empatia spezzata è quanto basta per legittimare il sistema stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L'empatia profonda invece, impedisce ed ostacola l'accettazione di qualsiasi forma di dominio, essendone strettamente incompatibile: una persona posta in condizione di dominante che fosse profondamente empatico non trarrebbe sufficiente piacere o vantaggio dallo sfruttamento di altri poiché si sentirebbe coinvolto fino alla compassione dalla sofferenza altrui: in questo caso è la rinuncia al dominio a diventare una scelta coerente per assecondare un personale bisogno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Sappiamo con certezza che sradicare del tutto l'empatia è cosa di difficile attuazione; richiederebbe uno sforzo incredibile in termini di condizionamento culturale e comporterebbe come effetto una tensione sociale tale, da non essere auspicabile neppure da chi sulla carenza di empatia costruisce il proprio impero o sistema di dominio. Per questa ragione soggetti che manifestano completa assenza di empatia sono rari e ritenuti socialmente pericolosi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In tutto questo meccanismo le donne, il soggetto reso debole da precise e volute circostante culturali, sempre a disposizione di un maschio confuso e condizionato dall'idea di dover essere in qualche modo predatore invece che empatico, sono uno dei bersagli più facili e frequenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Esse ricoprono il ruolo di un ingranaggio speciale in parte conferito loro dalla specializzazione biologica, ma soprattutto trasmesso culturalmente: nella cultura del dominio patriarcale, l'empatia delle donne viene recintata in uno spazio leggermente più ampio di quello concesso agli uomini, poiché è attraverso di essa che costoro possono comunemente svolgere i compiti che sono loro assegnati, ivi compresa la cura dei figli e delle fondamenta familiari. Il sistema di dominio si garantisce così una infinita risorsa da sfruttare, di quella dedizione e compassione che alle donne viene permesso di esprimere in maniera sempre selettiva ma quantitativamente più corposa rispetto agli uomini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ingranaggi speciali dicevamo anche perché come detto, limitate nell'espressione empatica, esse stesse sono convinte a loro volta della validità di questa architettura di idee false e malsane e si ribellano quasi solo in caso di esplicita violenza subita personalmente. Mentre lavorano inconsapevolmente per sostenere le fondamenta del sistema, rese incapaci di identificare le basi su cui l'ideologia del dominio che le incatena ancora se stessa, talvolta incapaci anche di vedere le proprie catene, sono ingranaggi speciali perché è a loro che fiduciosamente viene conferito il compito di perpetuare l’educazione a tale sistema attraverso la trasmissione ai figli. Con un ruolo del tutto speciale sono vittime, carnefici e pure il collante che assicura per il futuro lo stesso destino vissuto in millenni di un passato miserabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Istituzionalmente il loro sfruttamento è garantito dalle idee che le vogliono assoggettate e legate ad un ruolo ben preciso di fatto sottoposto a quello del maschio, mentre quotidianamente la loro oppressione è assicurata dall'altissima possibilità - che diventa costante frequenza - che il delirante mito del “maschio-predatore” impregni la mente di maschi dominanti incapaci di sufficiente empatia e compassione, devastati da stress sociale, capaci solo di possedere invece che di condividere, di imporre piuttosto che di comunicare, convinti di avere speciali diritti su di esse, i quali con ostinata convinzione tramandano e diffondono questo ciarpame di idee e che puntualmente le stuprano, le annichiliscono, ne violano l’integrità e la dignità, le uccidono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Questo vale anche per il razzismo ad esempio. La cultura esplicitamente razzista educa alla discriminazione empatica del "diverso" ed istruisce al pregiudizio che per sua natura non è altro che una informazione predigerita ed espressa come risposta comportamentale abituale, quasi automatica. Non importa quindi se affermazioni discriminatorie come "i neri puzzano", "i gialli sono inferiori" o "i blu sono meno intelligenti" siano facilmente ridicolizzabili con il ricorso ad un minimo di logica e soprattutto, se non siano affermazioni socialmente rilevanti quando si tratta di relazioni tra individui (cosa riconoscibile attraverso l'uso dell'empatia), perché il pregiudizio agisce prima (pre-giudica) di tutto questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Una cultura che voglia difendere la propria ideologia del dominio, necessita di spezzare l'empatia poiché quest'ultima è molto più spontanea e potente del ragionamento ed è capace di mettere in discussione la cultura, lo status quo, poiché pregna di energia incontrollabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nelle culture palesemente dominanti, espressione chiara e dichiarata di sessismo, razzismo, classismo e così via, l'empatia deve per forza essere spezzata, quindi selettiva o il dominio stesso verrebbe velocemente contrastato e sradicato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;5.5) Spezzare l’empatia: animali dominati e alimentazione carnea&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Un sistema basato sull'ideologia del dominio lavora da sé per sé ed è perfettamente in grado di mantenere le proprie condizioni vitali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Il dominio sugli animali, puntuale, istituzionalizzato, meccanizzato, scontato, giustificato in ogni maniera, sta alla base del perverso ed ignobile metodo usato per garantirsi che l'empatia negli umani venga brutalmente spezzata. La dieta carnea ad esempio è da sempre, ma in particolare adesso, una forzatura culturale possibile solo attraverso uno sfruttamento disumano ed innaturale degli animali, lontano da qualsiasi anche esasperato concetto di predazione che implica una totale assenza di empatia in termini politici ed istituzionali e che conduce ad una annichilimento progressivo di questa potenzialità anche negli individui umani reali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L'empatia naturale dei bambini si manifesta quasi sempre in prima istanza verso gli animali. Questo fenomeno è talmente scontato da non dover essere indagato: non a caso tutte le immagini rassicuranti e magiche che si propongono ad essi, sono di norma ispirate da qualche esistente forma di vita non umana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nell'educazione alimentare avviene il primo obbligatorio processo di interruzione dell'empatia ignorando completamente questo aspetto così importante espresso dalla psiche dei bambini, poiché al bambino viene imposta una informazione che non è in grado di confutare e cioè che l'animale è prima di tutto oggetto da trasformare in cibo, una risorsa da consumare, nata con la finalità di nutrirci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In realtà gli umani mangiano animali sono per abitudine culturale, perché tale abitudine è diventata nel tempo assuefazione in qualche modo piacevole (cotture, condimenti, trattamenti, spezie e elaborazioni varie della carne sono quasi sempre necessarie a monte del consumo. La carne cruda e sanguinolenta al suo stato originario, così gradita ai predatori non è altrettanto gradita e digeribile per gli umani), ma ormai sappiamo che le esigenze nutrizionali di specie non lo richiedono affatto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Gli animali, al contrario di ciò che affermano i convincimenti specisti che inducono gli umani a considerarli alla stregua di oggetti, sono esseri senzienti che sperimentano la stessa condizione di viventi sul pianeta terra e che con gli umani condividono il destino. Solo culturalmente vengono trasformati in cibo: ma questo, metodicamente, ai bambini non viene mai detto e grazie a tale semplice espediente cui nessuno presta attenzione, avremo sempre bambini che sulla base della fiducia istintiva ed obbligata nei confronti dei genitori adulti, devono in qualche modo elaborare l'informazione per cui il simpaticissimo coniglio, quello che fa saltellare il naso fiducioso, è prima di tutto carne e sangue. Per assolvere a tale doloroso obbligo sono costretti ad iniziare un percorso di autocontrollo e repressione dell'empatia che conduca alla capacità di selezionare su chi riversare empatia, pena il soffrire in prima persona della sorte riservata agli amati animali. Non a caso i bambini vengono tenuti ben lontani dalla realtà dello sfruttamento animale e quando invece vi vengono avvicinati, è garantita la presenza di un adulto che sistematicamente elabori con loro un percorso di giustificazione del dominio e della sofferenza loro imposta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Via via che i bambini crescono, gli animali diventano per loro sempre più lontani, inferiori e sporchi, secondo la dottrina adulta degli umani specisti. L'empatia verso questi viene repressa e infine ridotta a nulla, così che di fatto si impari in maniera puntuale la dinamica della discriminazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Le informazioni culturali che aiutano tale processo sono quelle del dominio a partire dagli animali e dal momento in cui attecchiscono saranno sempre a disposizione per qualsiasi processo di animalizzazione che il bambino da adulto vorrà applicare anche ad altri umani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Non è un caso che per sgretolare completamente l'empatia degli umani che si vogliono strumentalizzare come macchine da guerra e di morte, si siano spesso usate le torture su animali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L'animale, proprio perché così diverso ma lo stesso così comprensibile e per l'umano così irresistibilmente attraente nella sua condizione condivisibile di vivente che gioisce e soffre, è la vittima perfetta per devastare la natura empatica e compassionevole degli umani. Si scoprono ogni giorno laboratori di tortura sugli animali utili solo a rafforzare la cultura del dominio annichilendo ogni forma di empatia. Di pochi giorni fa, la scoperta di poligoni di tiro illegali su animali vivi quali cani e gatti organizzati da gruppi di mafiosi che immaginiamo trascorrere del bel tempo allenandosi così ad usare i loro potenti ed esemplari strumenti di dominio: le armi da fuoco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Rituali ed usanze poi, fanno da secoli la loro parte infarcendo la vita quotidiana di violazioni di questi individui senzienti ridotti ad oggetti, come sagre, fiere, feste, zoo e circhi, il cui unico vero scopo è abituare gli umani fin dall'infanzia all'empatia selettiva, sapendo benissimo che tanto più la psiche umana accetta la legittimazione del fare del male evidente a creature ingenue e indifese, quanto innocenti e fiduciose, di giustificarne la prigionia, la dominazione e il sopruso, tanto più sarà facile e accettabile assumere tali comportamenti nei confronti di umani poiché nemici o soltanto perché utili quando sfruttati ed oppressi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;b&gt;Nota importante: dallo specismo all’ideologia del dominio&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Finalmente a questo punto potremmo chiederci se nella storia degli umani, nacque prima lo specismo impregnato di illusioni sull’umano-predatore e giustificante comportamenti carnivori, oppure l’ideologia del dominio che grazie alla diffusione all’alimentazione carnea si garantisce umani dalla scarsa empatia e quindi così perfettamente adatti ai sistemi che ne derivano. E’ ovviamente molto più probabile che i comportamenti culturali di tipo predatorio siano stati elaborati prima di qualsiasi teoria articolata sui vantaggi del dominio e sull’applicazione di architetture basate su di esso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ciò significa che lo specismo, poiché antecedente l’ideologia del dominio, ne è condizione fondamentale e forse originaria per un semplice motivo: la socialità umana comporta il rischio sempre presente di conflitti, di varia natura. Indipendentemente dalle condizioni culturali preesistenti, gli esseri umani la cui empatia è selettiva e limitata e che si ispirano all’illusione specista, osservano ed elaborano i conflitti in maniera ovviamente meno socievole ed amichevole rispetto al massimo potenziale di specie che potrebbero esprimere, tendendo a mettere in atto comportamenti e successivamente sviluppare teorie di metodo che invece di optare per soluzioni solidali e pacifiche, si baseranno su competizione, predazione e quant’altro ed infine si organizzeranno in un più comodo sistema basato sul dominio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Con buona pace quindi per ogni tentativo di emancipazione dal dominio e dai suoi effetti, gli umani, quasi tutti così convinti della bontà della veridicità dello specismo ed in particolare del mangiare animali ed abituati a considerare tale comportamento solo una scelta di tipo nutrizionale senza alcuna implicazione sociopolitica od etica, si condannano a replicare lo stesso modello fondato sull’ideologia del dominio per tutti i secoli dei secoli a venire che ancora si possono permettere di auspicare. Sfruttamento, Militarismo, predazione, maschismo, competizione, schiavitù nuove e vecchie, tutte formule che continueranno a ripetersi all’infinito nella cieca assuefazione all’originario specismo, matrice di ogni forma di dominio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;6) Tra il dominante e l'oppresso al momento del vero sfruttamento o applicazione del dominio, deve essere posta una certa distanza fisica (ma non solo), utile ad impedire stimoli diretti all'empatia del dominante stesso.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L'empatia selettiva è comunque una forma di empatia reattiva, capace quindi di esplodere quando stimolata appropriatamente. Per tale motivo più aumenta la violenza nei confronti degli oppressi e più i dominanti cercano di nasconderla ai propri cinque sensi. Di fronte ad un macello ad esempio, alle grida degli animali spaventati, al pianto degli agnelli allontanati dalle madri, anche un adulto condizionato e dotato solo di empatia spezzata, sta male: l'empatia reagisce; la cultura non è un fattore di per sé abbastanza forte da limitarne la portata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L’empatia reagisce alla presenza di un corpo vivo o quanto meno espressivo, il corpo con cui l'umano è in grado di immedesimarsi e i cui segnali è in grado di capire. Solo l'empatia profonda può superare il bisogno di un corpo che comunichi esplicitamente la propria condizione o di un livello di comunicazione ancora più complesso come il linguaggio verbale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Probabilmente è anche grazie a tale empatia spezzata che esistono società apparentemente virtuose, ma che semplicemente lontano dai propri occhi dominano e sfruttano in maniera abbietta ed incontrollata. Ciò è tipico del mondo occidentale rispetto ai mondi cosiddetti minori. Per l'empatia spezzata è vero il famoso detto "occhio non vede, cuore non duole".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;I sistemi di dominio si sono affinati affinché tra chi sostiene i vertici della piramide con il proprio consenso e partecipazione e chi è posto più sotto come soggetto di sfruttamento, vi sia il minore contatto possibile, e soprattutto la minore vista possibile dei corpi in sofferenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Se questo non avvenisse, l'empatia continuamente sollecitata si rafforzerebbe mettendo in dubbio il valore ed il vantaggio tratto dall'adesione ad un sistema basato sul dominio. In sintesi, non deve essere visto o percepito il corpo (ciò che nella sua integrità rappresenta di fatto un individuo con cui altri individui umani possono riconoscersi ed esprimere empatia), non di sicuro da quello strato sociale che sostiene il sistema di dominio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In qualche modo deve essere manipolato e sedato il contatto dominante-dominato. Osserviamo come tra la società “civile” e la guerra vera e propria ad esempio, viene posto in essere uno strato, quello militare, come ultima falange di questo processo di dominio il cui oggetto di sfruttamento di solito è riconducibile al potere o al denaro. Il corpo militare, fatto di umani solitamente maschi e di poche donne intrise di machismo, ha il compito di applicare il dominio reale sugli individui e sui loro corpi, di sperimentare il contatto ed è loro possibile solo perché a tali umani l'empatia viene metodicamente manipolata durante il processo di addestramento, col preciso scopo di controllarla selettivamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Allo stesso modo accade nello sfruttamento degli animali, i quali vengono invece dominati per poterne sfruttare il corpo: il corpo degli animali martoriati dallo sfruttamento, viene veduto solo da macchine e da umani la cui empatia è completamente e forzatamente annichilita, costretti ad applicare abominevoli comportamenti di uccisione e tortura pur di avere un miserabile lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In ogni caso, dove possibile, questi strati intermedi vengono popolati di maschi, la cui empatia forzatamente repressa, violata, disintegrata porta ad evidenti stati di sofferenza psicologica, più o meno gestita consciamente dai soggetti coinvolti, ma che molto spesso vengono alla luce del sole come veri e propri stati di profondo disagio o addirittura malattia mentale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Abbiamo già detto come i reduci tanto quanto gli operatori dei macelli che sperimentano il contatto diretto con il dominato, mettono in atto comportamenti talvolta folli nei confronti delle vittime, perdono il senso delle proprie azioni, varcano ogni soglia dei confini psichici “umani”, si aiutano con infinite dosi di cinismo e spesso mostrano vero e proprio odio per i dominati, in maniera apparentemente immotivata, smodata. Ciò probabilmente dipende dal fatto che costoro non sono giuti a forme di annichilimento e selezione dell’empatia verso le loro vittime attraverso la propria storia personale, ma solo in seguito ad una costrizione dovuta alle circostanze che devono affrontare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Questi uomini e queste donne, l'ultimo metro del dominio, sono soggetti di sfruttamento esattamente come tutti gli altri, ma non ne sono consapevoli e sono convinti di trarne un beneficio nel nome del quale rinunciano alla propria integrità umana. Sono di solito gli schiavi degli schiavi, muoiono in guerre assurde, uccidono ed impazziscono, squartano animali innocenti, lavorano in condizioni pietose, riducono in schiavitù altri da servire nel piatto di importanti magnati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Costoro rappresentano lo strato socialmente più pericoloso ed instabile, quello educato al dominio in maniera sistematica e che di fatto dimostrano come gli esseri umani indotti a violare altri esseri, indipendentemente dalla specie, violino prima di tutto se stessi e la propria integrità psicologica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Il discorso è leggermente diverso per quelle categorie di dominanti che possono sfruttare le loro vittime solo in maniera personale, quali ad esempio dominanti sessuali, dove appunto non è utile porre strati intermedi. La necessità di un consumo diretto – si pensi ad esempio al consumo di bambini nel turismo sessuale – implica una assenza di empatia nei confronti del dominato preesistente lo sfruttamento stesso: tale assenza di empatia è per lo più causa del desiderio di consumo e non il contrario ed è comunque facilitata da un processo culturale che trae spunto e origine dalle metodiche di macellazione. I numeri del turismo sessuale con bambini sono agghiaccianti, tanto quanto lo sono i numeri delle violenze sessuali nei confronti delle donne. Pensare a questi milioni di dominanti sessuali quasi sempre maschi, come a deviati e psicotici “naturali” è ridicolo: è invece molto più probabile che la cultura che prolifera sullo spezzare metodicamente l’empatia con trucchi e stratagemmi di ogni genere, produca milioni di instabili, sofferenti e socialmente pericolosi esseri umani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;b&gt;La distanza costruita attraverso Il processo di macellazione: nascondere il corpo per nascondere il “referente”&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Quando l'oggetto di consumo è un corpo od un suo derivato, come nel caso delle donne e degli animali, per mantenere la distanza tra il corpo capace di evocare e rappresentare l’individuo sfruttato e il consumatore sostenitore del sistema di dominio, serve un passaggio in più: serve un processo di macellazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La macellazione altro non è che una tecnica utile a separare le capacità comunicative di un individuo dal corpo che deve essere consumato e di trasformarlo in un oggetto incomprensibile all'empatia (non rappresentativo di una entità sufficientemente chiara per il livello di empatia di chi osserva), di nascondere il “referente” con cui normalmente il dominante dovrebbe confrontare la propria sensibilità e capacità comunicativa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ecco che di solito gli animali che finiscono nel nostro piatto non ci arrivano interi. La maggior parte delle persone non tollerano la vista di animali "completi" morti, perché il loro corpo anche se già privo di vita, racconta ancora parte della sofferenza subita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;In realtà i livelli di empatia possono essere diversi e ben riconoscibili. Tanto più una collettività ricerca almeno idealmente di realizzare al suo interno una socialità stabile, sostenibile, affidabile e solidale, tanto più lascia spazio all'empatia tra umani. Questa però ampliandosi diventa più reattiva soprattutto anche nei confronti degli animali, la cui sofferenza diventa sempre meno tollerata. Al contrario, tanto più la cultura è di esplicitamente di tipo dominante, rude e machista, tanto più tollera e anzi si fa vanto della sopportazione del contatto diretto con sangue e cadaveri o con qualsiasi soggetto esplicitamente sfruttato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Questo comporta che nelle zone del mondo dove attualmente c'è uno sforzo di liberazione da alcune forme di oppressione, alla ricerca di democrazia, giustizia, equità e cose del genere, i macelli e i luoghi di tortura degli animali o degli uomini (si pensi a Guantanamo) siano sempre più distanti dai civili cittadini, permettendo a tale ipocrisia di perdurare e al sistema di dominio di continuare a prosperare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;E non esiste forse un processo di macellazione applicato alle donne?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Gli animali comunicano da vivi attraverso le espressioni del loro corpo, ma un cucciolo non ha bisogno neppure della voce per comunicare la propria ingenua condizione di indifeso, i cuccioli arrivano di solito nei piatti già ridotti a pezzetti perché comunicano con il loro corpo anche da morti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Le donne invece comunicano sia con il loro corpo che con la loro capacità (attraverso la voce, la scrittura, etc...) e possono volendo, raccontare la propria oppressione. Poiché il corpo di una donna non può quasi mai essere consumato da morto, macellarle fisicamente non avrebbe senso, quindi lo stesso processo di macellazione viene progettato e realizzato in maniera culturale, così da renderle parimenti agli animali, pezzi di carne da consumare. Questo permette al consumatore di non confrontarsi con l’individuo che prima di qualsiasi altra cosa una donna (tanto quanto un animale) è, e di considerare assente quel referente reale e vivente che è di primario interesse per l’empatia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nella macellazione delle donne abbiamo la stessa fase di sedazione (che nel caso delle donne è più corretto chiamare seduzione) così importante nella macellazione degli animali. Gli animali sedati vengono costretti alla remissività ed incapaci di combattere vengono condotti alla fase di uccisione (quando va bene) o di macellazione da vivi (quando sono proprio “sfortunati”). Le donne invece vengono sedotte dalla cultura a non combattere ed opporsi, vengono sedotte alla partecipazione alla propria macellazione, indotte a non desiderare di raccontare alcuna oppressione. Così si agghindano, sorridono e lasciano che il loro corpo venga separato dalla loro individualità di donne, o anche frammentato in pezzi gustosi soprattutto in termini di pietanze sessuali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Fotografate in sezioni – gambe, bocche, seni, sederi, vagine -, tradotte in manichini che indossano abiti, piuttosto che accompagnando uomini potenti come marionette imbellettate, ma anche ridotte a schiave cui in cambio si concede qualche contropartita di misero conto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ad esempio è molto in voga attualmente il concetto di “madre surrogato” o “utero in affitto”. Ovviamente si tratta dell’utero di donne accondiscendenti provenienti da culture dove il dominio sulla donna è ancora ben visibile (ottime occasioni di osservazione del fenomeno), accettato e fortemente palesato come l’India, ma non solo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;I consumatori dell’utero di queste donne che rischiano la vita per dare alla luce figli da vendere, sono occidentali, ricchi, bianchi, spesso donne e di solito provenienti da paesi dove appunto si ricerca una finezza sociale garantista di giustizia ed equità. Questi consumatori semplicemente lasciano che la macellazione della donna avvenga lontano dai loro occhi. Non ne vogliono infatti sapere nulla di lei o della sua storia, si presentano a quanto pare quando il bimbo è nato ed è pronto per essere adottato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La macellazione della donna in questo caso è evidente: il consumo del suo utero necessita della presenza di tutto il corpo, solo per questo quelle povere donne non fanno una anche peggiore fine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Resta il fatto che di per sé la donna che offre l’utero non esiste, è separata dal pezzo che di questa deve essere consumato, ridotta a suppellettile da sopportare pur di sfruttarne ciò che è utile, il tutto con la sua consapevole e partecipe collaborazione. Viene mostrata sorridente, sana, felice: sembra dire “sono nata per questo” e non vi è traccia ad esempio della sofferenza dell’individuo donna che l’ha condotta a vendere il proprio utero. Tale sofferenza è scarto, come le interiora di un bue, e se mostrata farebbe apparire l’interezza del referente, rendendo la donna reale, il referente presente, qualcosa con cui l’empatia del dominante dovrebbe fare i conti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La macellazione culturale tanto quanto quella strumentale e vera dei mattatori, è solo un brutale trucco per ingannare i sensi o la sensibilità degli individui umani già condizionati e manipolati fini ai limiti dell’incoscienza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;b&gt;Interrompere il flusso: il ruolo delle donne&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La storia degli umani si ripete ormai da millenni secondo gli schemi esaminati, riproponendo infinitamente la storia degli oppressi e degli oppressori, (dei dominanti e dei dominati), in una patetica e deprimente cantilena che pare essere sempre meno udibile. Tutti i tentativi di emancipazione degli oppressi, le rivoluzioni, i grandi cambiamenti, non sono mai stati abbastanza efficaci da cambiare realmente nulla, dato che un’epoca di sfruttamento di animali umani e non umani o risorse, quale la nostra, pare non avere precedenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Forse però appunto si tratta solo di cambiare prospettiva. Si tratta di rivedere la posizione reale degli oppressi, di riconoscere gli strumenti di oppressione e di accettare che nessuno sarà mai libero finché non saranno liberi tutti. Osservando all’orizzonte la speranza dell’unico cambiamento ancora possibile, quello rivolto a nuovi modelli di vita umana fondati su ecologia ed assoluto aspecismo, non possiamo che vedere le donne, con la loro occasione di sfruttare capacità e potenzialità per interrompere il flusso della cultura del dominio. Più empatiche per gentile concessione da parte del sistema o forse anche per qualche fattore biologico legato alla maternità, poco importa, sono e devono restare in prima linea nella lotta contro la diffusione dell’ideologia del dominio grazie all’occasione che hanno di trasmettere alle generazioni future altri occhi, altra umanità, altra visione del mondo, altra empatia attraverso pochi passi:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;- Essere consapevoli delle catene, dei punti deboli di queste, e degli anelli che le compongono riconoscendo che quelle catene sono le stesse per tutti gli individui, indipendentemente dalla specie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;- Impedire che l’empatia venga spezzata confutando e combattendo lo specismo, riconoscendo a tutti i viventi la stessa condizione di creature senzienti che affrontano il difficile e spesso doloroso percorso che è la vita, sapendo sviluppare pensieri e comportamenti solidali, educando attraverso la propria vita ed esperienza al vantaggio profondo che se ne trae. Spezzare l’indottrinamento specista che viola l’empatia degli umani, la riduce ad una sofferente componente da reprimere e inizializza il percorso delirante che porta all’ideologia del dominio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;- Negare sempre e con ogni mezzo il valore del processo di animalizzazione. Nessun individuo è moralmente animale indipendentemente dalla specie biologica, da ogni teoria sulla razza, dal genere o da qualsiasi altro metro di discriminazione, continuando ad affermare sempre che tutti gli umani sono di fatto biologicamente animali, ma assolutamente non predatori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;- Impedire che si usi il trucco della macellazione per ingannare oltremodo quell’umana virtù che è l’empatia ricorrendo sempre alla scelta di mostrare la verità dello sfruttamento e dell’oppressione ed avendo sempre il coraggio di guardarla in faccia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;Note&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;1. Riferimento alla figura della maîtresse, normalmente tenutaria di casa di tolleraza dove i corpi delle donne sono di fatto oggetti di consumo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;2. Fenomeno palese di dominio sulle donne tipico dell’India rurale. Le donne, costrette a sposarsi già da bambine, nel caso rimangano vedove – caso frequente poiché sposano spesso uomini non giovani – vengono segregate in case d’accoglienza più simili a carceri, dove trascorrono tutta la vita e dove paradossalmente l’ordine e la reclusione stessa sono mantenute e garantite da una semplice gerarchia di donne che a loro volta hanno passato tutta la loro vita in quella stessa casa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;3. Darwinismo sociale: è una teoria secondo la quale un aspetto particolare della teoria evolutiva o teoria della selezione naturale sarebbe applicabile alle popolazioni umane. In sintesi sarebbe il concetto di "lotta per la vita" applicato in un contesto sociale di una comunità in cui il più forte (per caratteri economici, professionali, sociali) vince sul più debole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;4. In Internet sono disponibili ormai moltissimi filmati di esempio rubati all’interno di allevamenti e mattatoi dove è possibile vedere con i propri occhi l’indicibile sofferenza inflitta immotivatamante agli animali, l’odio espresso verso di loro, e ciò che volgarmente possiamo chiamare sadica follia messa in atto dagli operatori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-3111058542392832613?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/3111058542392832613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=3111058542392832613' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/3111058542392832613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/3111058542392832613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2010/07/osservazioni-sul-ruolo-di-donne-e.html' title='Osservazioni sul ruolo di donne e animali nell’ideologia del dominio - di Eva Melodia'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-600300048792897495</id><published>2009-10-20T09:13:00.004+01:00</published><updated>2009-10-20T09:26:40.641+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='presidio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Etica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Firenze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Report'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Toscana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attivismo'/><title type='text'>Report del Presidio in occasione di BAARIA - FI 18/10/2009 (ADT)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;In data 18/10/09 un manipolo di attivisti si e' riunito di fronte al cinema Odeon in Via Strozzi a Firenze dalle ore 20.30 alle 22.30.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Lo scopo di tale azione non era fa sì che gli spettatori boicottassero ''Baaria'' ma che fossero informati di ciò a cui stavano assistendo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;L'obiettivo è stato centrato a pieno. Praticamente tutti gli spettatori sono stati informati riguardo l'accaduto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Al cospetto di Toscana TV gli attivisti, vestiti di nero e muniti di una lapide, la foto di una mucca e alcuni 'lumini da morto', hanno distribuito volantini e rilasciato alcune interviste all'emittente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Le medesime andranno in onda tra due settimane all'interno del programma ''Dimensioni del tempo-Emisferi tv'' a cura di Francesco Vocino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Molti spettatori erano stupiti, altri hanno rilasciato interviste dai pareri più disparati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Curiosa è stata la preoccupazione del direttore del cinema e la paura della bigliettaia che, per quanto vegetariana ed esprimente a titolo personale la sua massima solidarietà e simpatia nei nostri confronti, non ha voluto essere intervistata per la preoccupazione di ritorsioni da parte dell'amministrazione del cinema.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Sarà casuale ma con celerità straordinaria... gli inservienti si sono affrettati a cambiare la locandina esposta di ''Baaria'' ancor prima dell'orario chiusura della struttura.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Numerose persone all'entrata e all'uscita del cinema sono state invitate a riflettere sia dall'emittente che dagli attivisti sul fatto che 'Uccidere non è arte' come proposto dal volantino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Alcune erano già informate su quanto di ignobile accade nel film, altre no... altre ancora semplicemente si chiedevano se alcune scene fossero reali o frutto di effetti speciali. Adesso hanno avuto una risposta...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;In alcune scene del film (girate in Tunisia..anche perché in Italia ciò comporterebbe il reato di maltrattamento animale e macellazione abusiva...) si vedono animali uccisi in maniera a dir poco violenta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;La scena che ha maggiormente destato l'attenzione generale è quella in cui una mucca viene barbaramente uccisa con un punteruolo conficcato in faccia... e lasciata agonizzare nel proprio sangue.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Fra l'altro ho visto il film.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;La suddetta scena è completamente superflua..se non ci si fa caso neanche la si ricorda bene..ma è costata un onere di morte e sofferenza gravoso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Poteva essere ottenuta con qualsiasi tipo di effetto speciale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Invece così non è stato...Forse al buon Tornatore non sarebbe sembrata reale o ''artistica''...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;L'idea stessa che ciò possa essersi ripetuto più volte per trovare l'effetto che più aggradava il gusto del regista mi raccapriccia...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;E non è l'unica scena incriminata...anche galline a cui viene tirato il collo a mano sono parte e vittime dell'operato superficiale, incosciente e criminoso di Giuseppe Tornatore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;La cosa mi ha ricordato la storia tristemente nota del sedicente artista Habacuc..che lasciò morire di fame e stenti un cane legato ad una corda in ''un' opera d'arte vivente'' sul randagismo, sotto scritte composte sul muro con cibo per cani...in un angolo di una sua mostra durata alcuni giorni..&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Aggiungo a titolo personale che questo che doveva essere l'opera magna nonché il prodotto di punta della stagione cinematografica di ''Medusa'', società gestita dal gruppo Mediaset di cui è a capo il Signor Piersilvio Berlusconi, è un flop artistico non solo x i suddetti motivi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Immiserisce l'arte cinematografica  ponendo sul grande schermo un film creato in realtà appositamente per la tv che probabilmente andra' in onda in 2 puntate sul piccolo schermo..creando una strana e inqiuetante commistione nell'era della globalizzazione tra il cinema e la tv stessa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Assolutamente strumentale e meramente commerciale risulta l'aver fatto partecipare al film un'accozaglia dei massimi attori italiani, con parti minimali che sfiorano l'inutile e a volte persino il ridicolo.. (di Monica Bellucci ad esempio più che lei, recita una sua tetta per 30 secondi...).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Pretenziosa, banale e complessivamente mal svolta... risulta il pretenzioso tentativo di ripercorrere i temi più noti della storia italiana dall 'inizio 900 ad oggi...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Nessuna emozione cristallina..più che altro..il film e' ''un mattone''.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;E la solita opera delirante e megalomane dell'uomo non solo è costata tempo e soldi..ma anche morte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;E' facile pensare, all'interno dell'ottica di "normalizzazione generale" della violenza e dell'ignoranza, che siano solo una delle tante mucche o galline martorizzate che non destano scalpore..o che fossero solo alcuni dei tanti speciosi attivisti: io non lo credo affatto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Dietro a quel gesto si nascondono molte cose: non solo la superficialità, l'ignoranza, l'incoscienza, il megalomane delirio umano..la sua barbarie normalizzata, il bieco  mascheramento di interessi capitalistici trasfigurati in arte e molto altro ancora...Ma soprattutto la crescente convinzione che senza una nuova coscienza che sorga dal basso, mai sarà possibile un'era nuova e di liberazione per nessuna specie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;E questo finchù ognuno continuerà ad entrare in un cinema come in un mattatoio e a pensare con la solita e demenziale indifferenza: "Sono soltanto animali"....&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Damiano Gori &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;(Zorro)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-600300048792897495?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/600300048792897495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=600300048792897495' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/600300048792897495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/600300048792897495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2009/10/presidio-in-occasione-di-baaria-fi.html' title='Report del Presidio in occasione di BAARIA - FI 18/10/2009 (ADT)'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-573699851477113282</id><published>2009-10-09T15:08:00.007+01:00</published><updated>2009-10-09T15:19:25.302+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Report'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti animali'/><title type='text'>Report dell'Incontro con Tom Regan - Milano - 7/10/09 - di Skrondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/Ss9GBuOPyTI/AAAAAAAAAEY/Krabj_4S-2M/s1600-h/user_92_pict0171%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/Ss9GBuOPyTI/AAAAAAAAAEY/Krabj_4S-2M/s320/user_92_pict0171%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390604274387372338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana, Helvetica, Arial, sans-serif;font-size:12px;"&gt;Tom Reagan in splendida forma è giunto a Milano per la presentazione della seconda edizione di "Gabbie Vuote" in una serata organizzata da Oipa ed OltreLaSpecie. Dopo gli iniziali convenevoli di rito ha iniziato ad affrontare il futuro dei diritti animali partendo da alcune domande che gli erano state fatte a Genova due giorni fa in occasione di in premio ricevuto dalla Sonda Edizioni. Analizzando parte del testo di Gabbie Vuote ha iniziato (per arrivare al futuro) parlando dell'attuale situazione dei diritti animali. Dal punto di vista scientifico (per minare la credenza che gli attivisti siano antiscientifici) ha affermato che gli animali hanno una biografia e non solo una biologia, sono soggetti e non oggetti. Molti scienziati non trovano un accordo sul dove tracciare una linea di demarcazione tra animali senzienti e non...pensando agli invertebrati ad esempio... Tutti concordano però sull'appartenenza al gruppo "riconoscibile come affine" di mammiferi ed uccelli. In generale tutte le specie che normalmente gli animalisti difendono sono al di sopra di questa immaginaria lista di demarcazione. Questo però comporta una difficoltà di comprensione da parte dei non attivisti, come potremmo giustificare una disparità di trattamento nell'assegnazione di diritti fondamentali? In realtà non esistono standard differenti da utilizzare a seconda della specie, umani compresi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana, Helvetica, Arial, sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insistendo sui diritti ha spostato l'argomentazione sulla necessità di libertà di autodeterminazione, assegnazione e riconoscimento di diritti morali che come per gli umani non possono essere negati agli altri animali. Così come gli umani differiscono per razza, religione, stato sociale e ciò non autorizza nessuno a negare tali diritti...ciò va riconosciuto senza dubbi ai non umani. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il peso dei diritti morali è molto più evidente di qualsiasi esigenza economica o di altra natura. I diritti morali paragonati nel bridge aono carte molto basse ma di segno vincente: annullano carte anche molto alte ma di segni meno importanti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Portando il discorso sull'unità ha affermato che i nostri diritti e quelli degli altri animali hanno necessità di rispetto e solo l'unità di intenti può portare ad un'affermazione nel mondo esterno degli stessi. È quindi evidentemente sbagliato un protezionismo che lascia cmq aperte le porte ad uno sfruttamento "dolce" in ogni caso degli animali perchè non corrisponde alle loro attitudini naturali. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In futuro lui spera che molte altre persone abbraccino questo movimento...con progressi e stagnazioni, giorni felici e notti tristi ma alla fine il trionfo dei diritti animali, con il riconoscimento in un tempo futuro da parte degli umani dei diritti degli altri animali liberandosi dalla necessità di sfruttarli per vivere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dovrà cambiare la visione dominante che noi umani abbiamo, la liberazione dei non umani sarà parte di un cambiamento che coinvolgerà gli umani in molti altri aspetti...compassione, impegno, addio al consumismo sfrenato. La nuova domanda sarà "cosa posso fare per te?". Chiunque è nel bisogno, chiunque non può prendersi cura di sè dovrà essere aiutato, il senso condiviso di comunità sostituirà questa società di singoli immersi in se stessi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Relationship è la parola chiave, il pronome io sarà un ricordo.. Al posto di "cogito ergo sum"..."ego vivo in comunitate ergo sum" sciogliendo così le catene dell'antropocentrismo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solo con un'immersione mentale nel naturale l'uomo tornerà a pensarsi parte di essa smettendo di credersi padrone, ma aumentando il proprio senso di responsabilità personale nel proteggere l'ambiente. La domanda "cosa posso fare per te?" sarà quindi estesa a tutto il mondo del quale saremo non più sfruttatori ma rispettosi protettori. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'etica del dominio ora accetta le barbarie, l'etica del servizio scuoterà il mondo occidentale liberando tutti gli animali dal giogo della tirannia umana. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E liberare tutti gli animali libererà anche noi stessi permettendo lo sviluppo di un'umanità compassionevole. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche terra, acqua, aria devono essere liberate, l'uomo dovrà camminare gentilmente sul pianeta... &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto ciò probabilmente non vedrà la nascita di tribù che tornano ad epoche ancestrali...nessuno pensa che sia possibile ora tornare così indietro. Occorre trovare nuovi standard che prediligano i diritti ma che rendano possibile il mantenimento di una vita accettabile per gli umani in toto, le tecnologie rinnovabili, ad impatto zero..sono necessarie ancora di più se pensiamo alla liberazione di tutti noi. Occorre attendere il giorno nel quale noi tutti saremo abbastanza numerosi da cambiare le regole del gioco, ma arriverà il momento in cui le persone singolarmente (e non per ideologia di massa) accoglieranno le nostre istanze..valutando altri parametri per stabilire la loro ricchezza. Dobbiamo preparare la strada per le prossime generazioni, dar loro la possibilità di capire autonomamente cosa è giusto, far loro abbandonare l'ideologia del dominio che ci ha portato a questo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poche persone potranno cambiare il mondo, ma è già successo e ricapiterà!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-573699851477113282?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/573699851477113282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=573699851477113282' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/573699851477113282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/573699851477113282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2009/10/report-dellincontro-con-tom-regan.html' title='Report dell&apos;Incontro con Tom Regan - Milano - 7/10/09 - di Skrondo'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/Ss9GBuOPyTI/AAAAAAAAAEY/Krabj_4S-2M/s72-c/user_92_pict0171%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-8908592801269026800</id><published>2009-10-07T13:46:00.014+01:00</published><updated>2009-10-07T14:43:15.993+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attivismo'/><title type='text'>Milano 04/10/2009 - Presidio contro il consumo e la mercificazione di corpi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nel primo pomeriggio di domenica 4 Ottobre alcuni esaltati/e (in senso positivo) attivisti degli Animali della Camuna supportati anche da presenze esterne, prima tra tutte OltreLaSpecie hanno dato vita ad un presidio contro il consumo di  corpi.. La visita dei ragazzi di AIP che si stavano dirigendo verso il punto Max  Mara di C.so Vittorio Emanuele ha aumentato ulteriormente gli attivisti  presenti, ovviamente molti di coloro che erano al nostro presidio poi hanno  ricambiato la cortesia.&lt;BR&gt;&lt;br /&gt;Le Forze dell'Ordine si son presentate con uno  schieramente evidentemente superiore alle effettive necessità, sembrava di  essere allo stadio. Fortunatamente son stati gentili e non hanno indossato la  divisa antisommossa. Oo.&lt;br /&gt;La preparazione degli inveschettamenti è stata  abbastanza rapida, qualche dilemma in più per alcuni problemi con l'impiant(ino)  di proiezione, miglioreremo in seguito (anche perchè peggiorare è dura &lt;img alt="" src="http://www.antispecismo.net/images/smiles/icon_mrgreen.gif" /&gt; ).&lt;br /&gt;La reazione delle persone? Qualche incredulo, alcuni seriamente  scossi....penso all'esempio di Madame Vegan con le matrone, beh a Milano non mancano i classici soggetti come quelli da lei descritti...ne ho verificato la  presenza quando una signora distintissima mi ha redarguito sdegnata perchè non  stavamo raccogliendo firme contro la caccia. Ogni mio tentativo di riportare la  discussione al di là di un "ma se non raccogliete le firme che ci state a fare?"  è stato vano. Mi auguro che qualcuno dei servizi sociali possa occuparsi di lei  in futuro &lt;img alt="" src="http://www.antispecismo.net/images/smiles/icon_smile.gif" /&gt;.&lt;BR&gt;&lt;br /&gt;Molte  foto, il colpo d'occhio era molto bello..mai vista tutta quella gente  contemporaneamente ferma davanti ad un presidio, tranne forse in qualche caso di  AIP nazionale come quello di domenica scorsa..&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyWnrLCs3I/AAAAAAAAABE/Ywqs0B7Hc50/s1600-h/img_07.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyWnrLCs3I/AAAAAAAAABE/Ywqs0B7Hc50/s320/img_07.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389848462403744626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyV5uFVylI/AAAAAAAAAA8/gatxoFXK5Lo/s1600-h/img_08.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyV5uFVylI/AAAAAAAAAA8/gatxoFXK5Lo/s320/img_08.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389847672911153746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyQiwZiBOI/AAAAAAAAAA0/qhRIIqtc7Y4/s1600-h/img_05.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyQiwZiBOI/AAAAAAAAAA0/qhRIIqtc7Y4/s320/img_05.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389841780837582050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyQbXT_dPI/AAAAAAAAAAs/xDmrfi5c0nA/s1600-h/img_02.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyQbXT_dPI/AAAAAAAAAAs/xDmrfi5c0nA/s320/img_02.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389841653844374770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyQTRQStTI/AAAAAAAAAAk/L5lUV12rVhM/s1600-h/img_09.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyQTRQStTI/AAAAAAAAAAk/L5lUV12rVhM/s320/img_09.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389841514779292978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyQIyPWIhI/AAAAAAAAAAc/oHQ9mwfyBZg/s1600-h/img_06.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyQIyPWIhI/AAAAAAAAAAc/oHQ9mwfyBZg/s320/img_06.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389841334655132178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyQA-31myI/AAAAAAAAAAU/zXLsF6EDAIo/s1600-h/img_03.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyQA-31myI/AAAAAAAAAAU/zXLsF6EDAIo/s320/img_03.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389841200607238946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyPxpwfM3I/AAAAAAAAAAM/Njpt2pEWIP0/s1600-h/img_01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyPxpwfM3I/AAAAAAAAAAM/Njpt2pEWIP0/s320/img_01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389840937241228146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-8908592801269026800?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/8908592801269026800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=8908592801269026800' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/8908592801269026800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/8908592801269026800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2009/10/presidio-contro-il-consumo-e-la.html' title='Milano 04/10/2009 - Presidio contro il consumo e la mercificazione di corpi'/><author><name>caitli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12377916947439768489</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_GTCwvFRWerk/SsyWnrLCs3I/AAAAAAAAABE/Ywqs0B7Hc50/s72-c/img_07.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-1189507133053048306</id><published>2009-10-01T13:06:00.004+01:00</published><updated>2009-10-01T13:15:15.306+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Etica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='veganesimo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attivismo'/><title type='text'>Io sono un animale solidale con gli altri animali - di XL</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: -webkit-xxx-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:12px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Ogni anno nel silenzio più assoluto, miliardi di animali trovano la morte nei macelli di tutto il mondo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana, Helvetica, Arial, sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Per il mercato della carne e del pesce, latte, uova e formaggi, perdono la vita un’infinità di esseri senzienti, cioè con la capacità di provare sentimenti, di soffrire e gioire, di amare ed odiare, né più, né meno dei nostri animali da compagnia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Questi animali vengono fatti nascere al solo scopo di diventare cibo. Passano tutta la vita rinchiusi in lager che noi chiamiamo allevamenti, tenuti incatenati o stipati in piccolissimi spazi che non permettono nessun tipo di movimento, non possono interagire con altri individui della stessa specie, vengono nutriti con mangimi innaturali, al solo scopo di migliorarne la produzione e la resa in termini puramente economici. Le femmine vengono fecondate artificialmente, violentate da una macchina che non a caso si chiama "ruota da stupro”; appena diventate mamme, verranno private dei loro cuccioli, che entreranno nella catena di produzione per diventare presto pezzi di carne venduti su qualche bancone di un supermercato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Tutti gli animali ammassati negli allevamenti, vengono costretti all’assunzione forzata di farmaci per ridurre il rischio di infezioni, ma anche per aumentare di peso più velocemente, andando così ad alimentare un’altra industria, quella chimico/farmaceutica, responsabile della tortura di milioni di esseri senzienti ogni anno, animali usati per la sperimentazione farmacologica, reclusi e torturati negli scantinati dei laboratori, al servizio di una scienza violenta e senza scrupoli, dove il lucro delle multinazionali la fa da padrone. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Intanto gli animali da produzione di cibo, dopo una breve vita in galera, in perenne stato di sofferenza psico/fisica, ridotti a macchine, vengono inviati ai macelli, dove finalmente troveranno la morte liberatrice. Quindi verranno fatti a pezzi, lavorati e confezionati, in una vera e propria catena di smontaggio e saranno infine esposti sugli scaffali sotto il nome di bistecche, arrosti, pesce, scatolette di carne e di tonno, prosciutti, mortadelle, formaggi, latte uova, pasticcini, gelati, ecc… ecc… &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Questa è purtroppo la cruda realtà che sta dietro il prodotto finito, confezionato e pulito; la verità che alcuni non conoscono, ma che più spesso si vuole far finta di non conoscere, in modo che ciò non possa destare nessuna compassione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Questi esseri senzienti vengono catalogati come “animali da reddito”, e così perdono ogni diritto e ogni tipo di tutela, vengono derubati della loro vita e considerati solo come pezzi di carne già nel momento in cui vengono al mondo. Se si pensa che la parola animale significa “essere con anima”, ci si rende conto immediatamente del controsenso della definizione “animali da reddito” e della realtà che sta davanti agli occhi di tutti, ma resa invisibile ai più, grazie alla nebbia del condizionamento di una cultura che vede l’essere umano al centro dell’universo, dalla cultura del dominio e della sopraffazione che offusca le menti: la verità invece è che “esseri con anima”, cioè con sentimenti ritenuti spesso ed erroneamente una prerogativa solo umana, sono detenuti nei lager e sterminati nei macelli. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Da tempo immemorabile, in fondo, in fondo, sappiamo perfettamente che tutti gli animali sono esseri senzienti come noi, altrimenti non li avremmo chiamati animali, ma ciò nonostante continuiamo a fare su di loro le peggiori cose e a mangiarne le loro carni, senza che questo ci crei nessun senso di colpa o compassione. Questo ha portato il premio Nobel per la letteratura “Isaac Bashevis Singer” ad affermare che “Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Il movimento &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.antispecismo.net/antispecismo.php" target="_self" title="Approfondimento sull'ideologia" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; color: rgb(255, 0, 51); text-decoration: underline; font-size: 14px; font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;antispecista&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; si batte per la liberazione animale. Noi antispecisti non chiediamo migliori condizioni per gli animali negli allevamenti, non chiediamo gabbie più grandi o un trattamento più caritatevole, noi chiediamo l’abolizione di ogni forma di reclusione, sfruttamento e tortura. Chiediamo la liberazione per tutti gli animali. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Come antispecisti siamo consapevoli che l’essere umano non è altro che un animale, né più né meno di altri animali di specie diversa. Noi apparteniamo allo stesso gruppo a cui appartengono gli altri animali. Prima che animalisti noi siamo animali a tutti gli effetti. Noi umani, esattamente come gli altri animali, siamo esseri sensibili, dotati di una soggettività, e per questo siamo solidali agli altri animali che vengono allevati e macellati per la carne, uova, latte, pelle e pelliccia, e per tutti indistintamente chiediamo la loro liberazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Ci battiamo affinché finiscano le torture e lo sfruttamento dei corpi di animali, siano essi umani o non umani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Finché un uomo verrà considerato diverso e da meno di altri solo per il colore della pelle, o per il suo stato sociale, o per le sue tendenze sessuali, o per la sua religione, o per il suo sesso, e finché un animale umano o non umano sarà recluso, torturato, sfruttato, stuprato, fatto a pezzi, vivisezionato, mangiato, non ci sarà pace, perché tutto ciò è frutto di una stessa matrice, di una stessa cultura del dominio, la cultura della guerra e della devastazione, dell’egoismo più sfrenato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Lo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.antispecismo.net/antispecismo.php" target="_self" title="Approfondimento sull'ideologia" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; color: rgb(255, 0, 51); text-decoration: underline; font-size: 14px; font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Specismo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt; che alla pari del razzismo, del sessismo, dell’adultismo, diventa pratica del più forte sul più debole, spiega il perché ci sembra normale, se non addirittura giusto, il cibarsi di corpi di altri animali, che per nostra convenienza sono stati ingiustamente declassati a cibo. Ma per noi antispecisti, la realtà è che il mangiare carne è un atto violento, è l’espressione della cultura del più forte sul più debole. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Vivere senza uccidere e mangiare corpi di altri animali è possibile e noi ne siamo la dimostrazione vivente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;Tutto dipende dalle nostre scelte individuali, dalla nostra volontà di cambiare il rapporto con gli altri animali umani e non umani, dalla nostra volontà di liberare ed essere finalmente liberi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;XL&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-1189507133053048306?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/1189507133053048306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=1189507133053048306' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/1189507133053048306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/1189507133053048306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2009/10/io-sono-un-animale-solidale-con-gli.html' title='Io sono un animale solidale con gli altri animali - di XL'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-7701346927118535258</id><published>2009-09-22T00:54:00.002+01:00</published><updated>2009-09-22T00:59:13.014+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autoproduzioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aperitivo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='festa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='veganesimo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='benefit'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfZz-vfsiI/AAAAAAAAAEw/ExqG3Yyqg9A/s1600-h/_MG_6075.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfZz-vfsiI/AAAAAAAAAEw/ExqG3Yyqg9A/s400/_MG_6075.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384011366583480866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Sabato 19/09/09 Gli "Animali della Langa" hanno organizzato un aperitivo Vegan in occasione della festa delle &lt;a href="http://www.myspace.com/revolvertyre"&gt;"revolvertyre"&lt;/a&gt; Tenutasi nel cortile di Radio blackout, nota emittente libera di Torino!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aperitivo aveva come scopo la diffusione della scelta vegan, per far comprendere che l'alimentazione derivante dalla nostra scelta non ha nulla da invidiare, organoletticamente, parlando alla cucina tradizionale... Il buffet è stato, anche, occasione di benefit per le attività della campagna Antispecismo!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Srfbsq2WlVI/AAAAAAAAAFY/PGNpW8LDh34/s1600-h/_MG_6023.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 213px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Srfbsq2WlVI/AAAAAAAAAFY/PGNpW8LDh34/s320/_MG_6023.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384013440007705938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Il nostro menù era composto da:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Srfa0VPir8I/AAAAAAAAAE4/9sJeFmw_9mg/s1600-h/_MG_6064.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Srfa0VPir8I/AAAAAAAAAE4/9sJeFmw_9mg/s320/_MG_6064.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384012472135102402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;_ Lasagne al ragù di seitan;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;_ Melanzane al bagnetto verde;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;_ Falafel;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;_ Frittatine farcite alle erbette e cipolla;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;_ Crostini con maionese di carote e salsa tartara;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;_ Insalata russa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto all'insegna dell' autoproduzione... dalla maionese di soia, al Seitan...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A portare un po' di "dolcezza" ci ha pensato, Roberta con i suoi muffin. Il ricavato della vendita dei dolci sarà devoluto in favore di una colonia felina.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Srfa09vmoMI/AAAAAAAAAFA/u6zMsoq0ZlA/s1600-h/_MG_6020.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Srfa09vmoMI/AAAAAAAAAFA/u6zMsoq0ZlA/s320/_MG_6020.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384012483006996674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Gli infaticabili ragazzi dell'AIP, dopo le fatiche del presidio davanti alle vetrine del "Max Mara Fashion Group" hanno allestito un banchetto durante l'aperitivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie al contributo di tutti la serata è andata benissimo!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Srfa1m9ELiI/AAAAAAAAAFQ/hDMVjyW_hsc/s1600-h/_MG_6067.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Srfa1m9ELiI/AAAAAAAAAFQ/hDMVjyW_hsc/s320/_MG_6067.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384012494069313058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Srfa1Dn678I/AAAAAAAAAFI/CVTzFHYe1nY/s1600-h/_MG_6034.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Srfa1Dn678I/AAAAAAAAAFI/CVTzFHYe1nY/s320/_MG_6034.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384012484585385922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.antispecismo.net/album_cat.php?cat_id=40"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Altre foto!&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-7701346927118535258?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/7701346927118535258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=7701346927118535258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7701346927118535258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7701346927118535258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2009/09/sabato-190909-gli-animali-della-langa.html' title=''/><author><name>TquaTTro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03723421277106096242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Sm9Uwqor3PI/AAAAAAAAADQ/PHonKEHZJNM/S220/1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfZz-vfsiI/AAAAAAAAAEw/ExqG3Yyqg9A/s72-c/_MG_6075.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-1295601151656661412</id><published>2009-09-21T23:23:00.003+01:00</published><updated>2009-09-21T23:36:24.332+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='presidio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maltrattamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='asti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cavalli'/><title type='text'>PRESIDIO AL PALIO DI ASTI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Anche quest'anno, la terza domenica di Settembre, per la città di Asti è stata sinonimo di Palio. Manifestazione che dal 2003 ad oggi ha portato alla soppressione di dieci Cavalli a cui, purtroppo, deve essere aggiunto l'ultimo martire, ucciso dopo un incidente avvenuto proprio ieri, Domenica 20/09/2009.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfjBnkMoFI/AAAAAAAAAGI/S3SpUh5k18Y/s1600-h/_MG_6151.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfjBnkMoFI/AAAAAAAAAGI/S3SpUh5k18Y/s320/_MG_6151.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384021496484896850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Come gruppo della campagna Antispecista "Animali della Langa" ci siamo recati ad Asti in un trentina di attivisti, arrivati al luogo designato per il presidio, i "tutori della legge" hanno cercato di limitarci in un spazio delimitato da transenne, da cui sarebbe risultato difficile farci sentire. La ferma opposizione alla "reclusione" ci ha permesso di compiere la nostra funzione divulgativa con le modalità a noi più congeniali, lasciando alcuni carabinieri dietro alle transenne preparate per noi...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfiTd8P75I/AAAAAAAAAFo/6fJjcbbhyVQ/s1600-h/_MG_6203.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfiTd8P75I/AAAAAAAAAFo/6fJjcbbhyVQ/s320/_MG_6203.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384020703627440018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Abbiamo effettuato un volantinaggio, per far capire le motivazioni che ci portano ad essere contrari ad una manifestazione basata sullo sfruttamento di Animali, a mero scopo ludico, che lucra sulle sofferenze imposte a chi non ha voce per ribellarsi. Ma in quest'occasione le nostre urla, e i nostri megafoni, si sono fatti portavoci di questo dolore... Ricordando a chi paga per vedere lo "spettacolo" di avere la mani sporche del sangue dei cavalli abbattuti, e le coscienze colme di sofferenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Diversi passanti, fermatisi a leggere gli striscioni, o ad assistere al presidio, una volta avvicinati per dar loro il volantino e spiegare il perchè della nostra presenza al palio, esprimevano il loro sostegno... Da citare il gesto di sei ragazzini, che dopo aver parlato con un' attivista hanno deciso di levarsi il foulard con i colori della loro contrada.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfiTy2XpvI/AAAAAAAAAFw/_f_q7SR7x7c/s1600-h/_MG_6269.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfiTy2XpvI/AAAAAAAAAFw/_f_q7SR7x7c/s320/_MG_6269.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384020709239924466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In altri casi, la nostra presenza- attiva- sotto gli spalti degli spettatori paganti, non è stata gradita, dando luogo a qualche episidio un po' vivace e al tentativo di metterci a tacere delle "forze dell'ordine" cercando di frapporre, tra noi e gli astanti, un "muro" di ambulanze...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Durante una piccola pausa, siamo andati a porgere omaggio ad un gruppeto nero vestito di vecchie conoscenze, i quali salutandoci a braccio teso hanno mandato le loro "gaurdie del corpo" ad abbracciarci calorosamente, chissà perchè dietro ad un cordone di polizia si sentono tanto coraggiosi??&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In conclusione possiamo definirci soddisfatti di aver "disturbato" la festa astigiana informando le persone delle ragioni del nostro dissenso. Devo mandare un ringraziamento particolare a chi, per portare il proprio preziossimo supporto, si è macinato quantità pantagrueliche di chilometri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: rgb(0, 0, 0); text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfiU_1AxhI/AAAAAAAAAGA/MvjEWweY7AA/s1600-h/_MG_6160.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfiU_1AxhI/AAAAAAAAAGA/MvjEWweY7AA/s320/_MG_6160.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384020729903760914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfiUerzbWI/AAAAAAAAAF4/uOOneeS6Wx0/s1600-h/_MG_6217.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfiUerzbWI/AAAAAAAAAF4/uOOneeS6Wx0/s320/_MG_6217.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384020721006767458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfiTGo2NII/AAAAAAAAAFg/In4SAhhbeDk/s1600-h/_MG_6152.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfiTGo2NII/AAAAAAAAAFg/In4SAhhbeDk/s320/_MG_6152.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384020697372046466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.antispecismo.net/album_cat.php?cat_id=39"&gt; Qui trovate altre foto del presidio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-1295601151656661412?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/1295601151656661412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=1295601151656661412' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/1295601151656661412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/1295601151656661412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2009/09/presidio-al-palio-di-asti.html' title='PRESIDIO AL PALIO DI ASTI'/><author><name>TquaTTro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03723421277106096242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/Sm9Uwqor3PI/AAAAAAAAADQ/PHonKEHZJNM/S220/1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_sg-_Q22RNrY/SrfjBnkMoFI/AAAAAAAAAGI/S3SpUh5k18Y/s72-c/_MG_6151.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-7765335279948867546</id><published>2009-09-14T19:43:00.003+01:00</published><updated>2009-09-14T19:51:08.006+01:00</updated><title type='text'>Report presidio AIP a Busto Arsizio (Va)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;AIP Primo Presidio A Busto Arsizio &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri si è svolto a Busto Arsizio (VA) il primo presidio AIP contro il gruppoMax Mara. Siamo scesi in piazza in una quindicina. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inizialmente ci siamo posizionati davanti al negozio di Max &amp;amp; Co. Appena abbiamo iniziato a parlare al megafono, la proprietaria del negozio è uscita molto preoccupata, ed ha voluto che entrassimo a vedere all'interno del negozio per mostrarci che non avevano inserti e che quest'anno la collezione di Max &amp;amp; Co non ha nessun capo con inserti se non uno stivale, che però loro come negozio, non&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;avrebbero comandato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbiamo spiegato che la nostra protesta era rivolta a tutto il gruppo Max Mara e che la campagna è internazionale e non rivolta al singolo negozio, ma che avremmo tenuto conto della volontà sua di non acquistare capi con inserti, invitandola però a chiedere alla dirigenza di non produrre più capi con inserti per tutto il gruppo Max Mara.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più avanti ci siamo spostati al negozio di Max Mara ed essendo in centro in una via pedonale, ci siamo potuti mettere con i cartelloni proprio davanti all'ingresso e alle vetrine. Una commessa visibilmente scossa dagli slogan e da quello che succedeva fuori dal suo negozio, ha da prima chiamato la polizia dicendo di non aver ricevuto la comunicazione del presidio, poi saputo che era tutto regolare ed autorizzato ha chiesto a noi, per quanto tempo avremmo continuato ad urlare, la nostra risposta è stata la sola che conosciamo: "Fin quando non terrete più cadaveri di esseri senzienti in vetrina e sugli scaffali dei vostri negozi".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'interno del negozio si vedeva un capo con un colletto in pelliccia, che dopo aver ascoltato la nostra risposta la commessa ha subito staccato dal giaccone e fatto sparire alla nostra vista. Solo 2 clienti sono entrati nel negozio ed usciti poco dopo a mani vuote.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-7765335279948867546?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/7765335279948867546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=7765335279948867546' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7765335279948867546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7765335279948867546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2009/09/report-presidio-aip-busto-arsizio-va.html' title='Report presidio AIP a Busto Arsizio (Va)'/><author><name>skrondo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11412108322267429580</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-5437659813746980732</id><published>2009-08-31T13:18:00.015+01:00</published><updated>2009-08-31T14:07:40.554+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Report'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Toscana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti animali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideologia del dominio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti Umani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attivismo'/><title type='text'>Presidio contro la mercificazione del corpo degli individui - LIDO DI CAMAIORE 30/08/2009</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvDLCG0MoI/AAAAAAAAAEQ/WuM-oIJ3RM8/s1600-h/5250_1035296418099_1696137898_71076_7691955_n.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvDLCG0MoI/AAAAAAAAAEQ/WuM-oIJ3RM8/s320/5250_1035296418099_1696137898_71076_7691955_n.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5376105174508253826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ieri 30 agosto 2009, come gruppo Animali della Tosca, contando circa una quindicina di attivisti provenienti dal nord e centro della Toscana, ci siamo recati in località Lido di Camaiore, per un sit-in con allestimento di notevole impatto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Portavamo infatti per la prima volta in Italia un allestimento mirato a sensibilizzare il pubblico riguardo al fatto che vi sono analogie ed anche una relazione stretta e interdipendente, fra come vengono visti e trattati animali, immigrati, lavoratori dipendenti, popoli di etnie diverse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un po' alla spicciolata ci siamo ritrovati tutti vero so le ore 17,00 presso una piazza del lungo mare animati da un grande entusiasmo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver scelto il luogo più adatto e aver subito il controllo di rito da parte dei carabinieri il sit in si e' svolto senza nessun problema fino alle ore 20.00 circa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cinque di noi quindi sono stati "imbustati", ricoperti di sangue (finto ovviamente), "prezzati" proprio come si trova la carne sui banchi del supermercato, con diciture sulle etichette riportanti esempio di mercificazione del corpo di individui quali “ragazza dell’est”, “risorsa umana”, “arista di maiale”, "fettina di vitello" e così via.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altri ancora indossavano fotografie di denuncia riguardo sia alla questione animale che paralleli temi di sfruttamento umano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Richiamati anche dal canto lirico di una attivista (Benedetta), i passanti si sono subito mostrati incuriositi e shockati, tanto da passare più volte davanti a noi fino a fermarsi per leggere il volantini di spiegazione ed ascoltarci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il risultato di questa iniziativa é stato ottimo: i volantini sono andati via come il pane, la gente ascoltava le spiegazioni che con calma sono state loro fornite sullo specismo e sulle conseguenze di questo nella costruzione morale ed etica degli individui e in molti ci hanno dato chiara impressione di comprendere anche se non approfonditamente, accettando le nostre critiche al sistema specista, come lecite e veritiere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sono mancati momenti di delirante comicità come un urlo corale di “GOAAAAAAAL” (sollevatosi da un bar vicino dove avventori stavano seguendo una partita) improbabilmente eppure esattamente nel momento dell’attacco del canto lirico che ha imposto alla cantante di ricominciare ed anche l’avvicinamento di una donna forse non proprio del tutto in sé, che ha voluto verificare che gli attivisti nelle scatole fossero ancora vivi tirando loro calci a uno a uno. In ultimo, una donna molto ingenuamente ha domandato: "ma si tratta di POP-ART?"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una occasione da ricordare, una iniziativa da ripetere!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Antispecismo è Liberazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giulia - Eva - Benni x Animali della Tosca&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;www.antispecismo.net&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvC4d7iNqI/AAAAAAAAADo/JFeY9IpAL7Y/s1600-h/5415_1127661909371_1161872264_30312743_5403336_n.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: justify;float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " src="http://1.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvC4d7iNqI/AAAAAAAAADo/JFeY9IpAL7Y/s320/5415_1127661909371_1161872264_30312743_5403336_n.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5376104855559616162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvDKs41H7I/AAAAAAAAAEI/Qr2C_uDx_-M/s1600-h/5415_1127662189378_1161872264_30312749_2775053_n+(1).jpg"&gt;&lt;img style="text-align: justify;float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " src="http://1.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvDKs41H7I/AAAAAAAAAEI/Qr2C_uDx_-M/s320/5415_1127662189378_1161872264_30312749_2775053_n+(1).jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5376105168812449714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvDKR0OHaI/AAAAAAAAAEA/9pZmhQ4-NaI/s1600-h/5415_1127662109376_1161872264_30312747_1245749_n.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: justify;float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " src="http://1.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvDKR0OHaI/AAAAAAAAAEA/9pZmhQ4-NaI/s320/5415_1127662109376_1161872264_30312747_1245749_n.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5376105161545358754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvDJzdYQ-I/AAAAAAAAAD4/J1WKSdMjiYk/s1600-h/5415_1127661949372_1161872264_30312744_5619058_n.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: justify;float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " src="http://1.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvDJzdYQ-I/AAAAAAAAAD4/J1WKSdMjiYk/s320/5415_1127661949372_1161872264_30312744_5619058_n.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5376105153396491234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvDJoPk74I/AAAAAAAAADw/EuzRgKiqH40/s1600-h/5250_1035296338097_1696137898_71074_2814094_n.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: justify;float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px; " src="http://4.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvDJoPk74I/AAAAAAAAADw/EuzRgKiqH40/s320/5250_1035296338097_1696137898_71074_2814094_n.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5376105150385811330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-5437659813746980732?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/5437659813746980732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=5437659813746980732' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/5437659813746980732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/5437659813746980732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2009/08/presidio-contro-la-mercificazione-del.html' title='Presidio contro la mercificazione del corpo degli individui - LIDO DI CAMAIORE 30/08/2009'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_g9_evj-IBOI/SpvDLCG0MoI/AAAAAAAAAEQ/WuM-oIJ3RM8/s72-c/5250_1035296418099_1696137898_71076_7691955_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-7221620796555241175</id><published>2009-08-24T12:52:00.011+01:00</published><updated>2009-08-26T15:25:56.810+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti animali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attivismo'/><title type='text'>un Ferragosto diverso: presidio al Safari Park di Pombia (No)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_UZHm34x-9os/SpOsyAgdn3I/AAAAAAAAArI/ZVe2YGad6JI/s1600-h/P1020114.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dico sempre che  spesso le cose improvvisate sono le più soddisfacenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_UZHm34x-9os/SpOnRXnbRuI/AAAAAAAAAq4/KDJ_vBqBDAM/s1600-h/P1020109.JPG"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_UZHm34x-9os/SpOnRXnbRuI/AAAAAAAAAq4/KDJ_vBqBDAM/s320/P1020109.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5373822697222129378" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 180px;" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era la prima volta nella storia che il Safari park veniva contestato e la cosa ha provocato una certa agitazione nella dirigenza del "parco-reclusi" che, basita, è accorsa alla rotonda interrogandosi su che mai avessimo da ridire, visto che gli animali "sono trattati benissimo".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' evidente che per costoro il "trattare benissimo" comprende l'imprigionare quelle creature, tenerle schiave, farle riprodurre per avere altri schiavi e... lucrare profitti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_UZHm34x-9os/SpOqpHdpTSI/AAAAAAAAArA/3cyA7GMVmes/s1600-h/P1020118.JPG"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_UZHm34x-9os/SpOqpHdpTSI/AAAAAAAAArA/3cyA7GMVmes/s320/P1020118.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5373826403737881890" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volontaria è arrivata attrezzata di gabbia e si è rinchiusa dentro per far maggiormente capire che nessun animale vuole stare NON libero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La rotonda obbligava a rallentare tutte le auto che passavano di lì , anche quelle che allo zoo non ci andavano per nulla, ecco perchè il messaggio è stato udito e visto da moltissime persone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Messaggio che ovviamente  comprendeva  chiarire  che&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;un recinto resta  una gabbia, anche se più grande,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli zoo  non sono  concepibili in una società evoluta,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;gli animali non sono i nostri schiavi,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;nessun animale vuole stare in un recinto,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;l'unico modo per far chiudere queste "carceri" è  non freequentarle e quindi non sponsorizzarle pagando il "biglietto",&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;zoo, zooparchi, delfinari, acquari, rettilari , uccelliere DEVONO ESSERE BANDITI, DISERTATI, BOICOTTATI .. in altre parole CHIUSI con l'unico strumento AUTENTICO che abbiamo : FARLI FALLIRE.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'apoteosi del presidio è stata verso le 17 quando , in massa, c'è stata l'uscita dei visitatori della "galera per animali " . Dovevano rallentare , quasi fermarsi e nessuno può NON aver "capito" che i 17 euro di ingresso avrebbe potuto spenderli ben più utilimente che non lì, per insegnare al proprio figlio a ridere davanti ad animali imprigionati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_UZHm34x-9os/SpOsyAgdn3I/AAAAAAAAArI/ZVe2YGad6JI/s1600-h/P1020114.JPG"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_UZHm34x-9os/SpOsyAgdn3I/AAAAAAAAArI/ZVe2YGad6JI/s320/P1020114.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5373828755512729458" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_UZHm34x-9os/SpOnRXnbRuI/AAAAAAAAAq4/KDJ_vBqBDAM/s1600-h/P1020109.JPG"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="text"&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-7221620796555241175?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/7221620796555241175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=7221620796555241175' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7221620796555241175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7221620796555241175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2009/08/un-ferragosto-diverso-presidio-al.html' title='un Ferragosto diverso: presidio al Safari Park di Pombia (No)'/><author><name>Animalista  in erba</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-PC3d5zcLwr8/Tq3jTA3txQI/AAAAAAAAA4A/RJHyOzlna0E/s220/liberazione%2Banimale1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UZHm34x-9os/SpOnRXnbRuI/AAAAAAAAAq4/KDJ_vBqBDAM/s72-c/P1020109.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-8610213950242100160</id><published>2009-08-02T21:23:00.004+01:00</published><updated>2009-08-02T21:56:29.386+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pellicce'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='negazione di referente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti animali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='specismo'/><title type='text'>Risposta a "Da Animalisti a Vandali" di Tommaso Torri</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style=" color: rgb(68, 68, 68);  font-family:Verdana;font-size:12px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Rispondiamo all'articolo di Tommaso Torri attraverso il nostro blog, poichè la registrazione sul sito di pubblicazione dell'articolo stesso, non è di nostro gradimento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La fonte dell'articolo è la seguente: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.romagnanoi.it/News/Romagna/Riccione/Cronaca/articoli/45063/Da-animalisti-a-vandali.asp"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;http://www.romagnanoi.it/News/Romagna/Riccione/Cronaca/articoli/45063/Da-animalisti-a-vandali.asp&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ed ecco quindi la nostra reazione:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Gentile redazione, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Vorremmo rispondere al firmatario dell'articolo "Da animalisti a vandali", il signor Tommaso Torri.  Sorvolando sul titolo assolutamente tendenzioso (anche scrivere sui banchi probabilmente è vandalismo...ma ciò non sarebbe mai titolo di alcun interesse, non è vero?) e sul preciso merito del "vandalismo" che chiunque abbia la minima conoscenza delle dinamiche di rivendicazione dei diritti considera essere solo un atto di dimostrazione nonviolento, entreremmo ora qui nel merito.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ciò che lo scrivente riporta a nome di Franceschini, denuncia la solita dissociazione tra la realtà e la fantasia o meglio l'assurdo. Laddove dovrebbero essere citati individui animali senzienti, appartenenti al regno animale in quanto MAMMIFERI esattamente &lt;i&gt;come tutti noi&lt;/i&gt;, dotati quindi di tutte quelle caratteristiche - ben visibili anche al buio - che ne fanno creature sofferenti e con propri desideri ed attaccamento alla vita, appare invece il sipario del solito inganno, utile a nasconderli quali soggetti di disumano abuso, all'occhio sornione di chi non vuol vedere.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Per dirla come ai bambini di due anni: gli animali sono qui letteralmente NEGATI, come non fossero mai esistiti, facendo apparire al loro posto la "produzione di pellicceria".  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Questo espediente, oltre ad avere caratteristiche di meccanica psicologica preoccupante, è socialmente lo stesso con cui si perpetua la negazione dei diritti dell'individuo, di qualsiasi specie, e per queste ragioni risulta veramente &lt;i&gt;degno&lt;/i&gt; del profilo di chi ne fa un così frequente e sapiente uso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ebbene: che costoro, i simpatici pellicciai, si mettano l'anima in pace. Sul loro amabile e lustro cammino di torturatori e persecutori di animali umani e non umani, troveranno sempre qualcuno abbastanza onesto intellettualmente, da ricordare loro il vero nome delle cose che fanno e quindi&lt;i&gt; CHI SONO. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La smettano di credere alle favole. Non potranno mai vincere le loro inutili battaglie nel tentativo di avere le mani lustre e le tasche piene di quel denaro che poi gli tocca ripulire del sangue versato attraverso la patina di paroline addolcenti e fumose: saranno sempre della casta dei reietti, i divoratori di cadaveri, gli squartatori di madri, i macellatori di creature innocenti.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;In più, vorremmo ricordare che se queste ignobili attività "commerciali" non verranno spazzate via dalla stessa cultura del rispetto dell'individuo animale, di sicuro lo saranno dal loro stesso amato  e vorace capitalismo.  E' una ruota che gira...qualche umano del pari di questi "produttori" prima o poi li considererà una preda adatta su cui costruire una qualche proficua &lt;i&gt;produzione&lt;/i&gt;, il sistema stesso che tutti loro tanto difendono quando gli fa comodo, li incastrerà nelle sue spietate maglie.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E state tranquilli che in quella occasione non ci sarà nessuno ad imbrattare muri nel nome dei loro diritti, così, almeno in quel caso, non sarà possibile allo scrivente di turno muovere amene lamentele su aspetti irrilevanti quali il vandalismo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;Gruppi Antispecisti - Antispecismo.net&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-8610213950242100160?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/8610213950242100160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=8610213950242100160' title='48 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/8610213950242100160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/8610213950242100160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2009/08/risposta-da-animalisti-vandali-di.html' title='Risposta a &quot;Da Animalisti a Vandali&quot; di Tommaso Torri'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>48</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-9181070622339839398</id><published>2008-11-12T15:08:00.003Z</published><updated>2008-11-12T15:11:05.862Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lombardia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Animalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti animali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attivismo'/><title type='text'>Como: Sostegno alla manifestazione nazionale contro le pellicce di Roma</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: arial; font-size: 13px; "&gt;Testardamente in occasione della manifestazione internazionale di roma contro l'aberrante uso di pelliccia ci siamo ritrovati in quel di como per portare il popolo locale a conoscenza della problematica. Una ventina di eroici baldanzosi ha sfidato il freddo e l'umidità armata di cartelloni, striscione, megafono, pc portatile e (perchè no) cassetta per le offerte. Quest'ultimo particolare deve aver indotto in errore alcuni passanti che ci hanno offerto di andare a lavorare, cosa che non abbiamo fatto in ossequio all'incipiente ritorno del regime fascista. Come molti sanno il sabato all'epoca del duce era dedicato alla ricreazione fisica e psichica dei fedeli... E noi abbiamo per l'appunto ricreato un puro presidio in piazza!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: arial; font-size: 13px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Davanti ai nostri occhi stupefatti hanno sfilato per ore intere collezioni bordate di pelo animale a dimostrazione non tanto della crudeltà ma della dabbenaggine che si propone come male del secolo, tanto quanto la peste nel 1600. L'unico essere sensibilizzato è sembrato essere un dipendente statale che dopo essersi presentato (ovviamente come rappresentante della digos) mi ha chiesto di fare altrettanto (damm'o' document ca sennò poi t'allamient). Mi ha poi estorto preziose informazioni in merito ad un oscuro sito internet conosciuto come &lt;a href="http://www.vegan3000.info/" target="_blank" style="color: rgb(0, 0, 204); "&gt;www.vegan3000.info&lt;/a&gt; con la minaccia di visitarlo..&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tornando a noi protestanti, qualcuno dei passanti si è dichiarato favorevole ed ha anche deposto un obolo in cassa (gesto puramente simbolico) ma molti altri ci scorrevano davanti imitando inconsapevolmente il dondolio diniegatorio dei cagnolini finti posti usualmente sui pannelli posteriori delle auto negli anni 70...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non paghi di cotanta tristezza alcuni di noi si sono alla fine recati alla ricerca del locale punto vendita max mara in previsione del presidio aip del prossimo 23 c.m. Devastante per il nostro animo osservare vetrine con più pelo sugli abiti di quanto se ne possa trovare nel letto di lucio dalla al mattino! Ma ci sentiranno...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ringrazio personalmente tutti coloro che, presenziando, hanno assorbito quanto me il freddo di como portando in cambio calore e solidarietà nei confronti dei milioni di animali torturati e massacrati per la vanità di giovani e meno giovani lobotomizzati dalla moda imperante. Alla prox!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: arial; font-size: 13px; "&gt;Skrondo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-9181070622339839398?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/9181070622339839398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=9181070622339839398' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/9181070622339839398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/9181070622339839398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2008/11/como-sostegno-alla-manifestazione.html' title='Como: Sostegno alla manifestazione nazionale contro le pellicce di Roma'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-2327022762103706961</id><published>2008-09-17T09:49:00.001+01:00</published><updated>2008-09-17T09:50:05.920+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideologia del dominio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Articolo'/><title type='text'>Riarmati e contenti - di Eva Melodia</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana; font-size: 10px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Quasi trenta anni fa ormai, con infiniti sforzi, con grande sudore di menti - per quanto assurdo fosse dover faticare tanto nel tentare di ottenere un simile banale vantaggio per l'intera umanità - una grande determinazione, quella di disarmare il mondo dal flagello delle armi nucleari era arrivato ad essere quasi una realtà. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Dopo la "guerra fredda", - un fenomeno che gli esseri veramente senzienti osserverebbero come demenziale -, la paura di finire vaporizzati a fungo indipendentemente dalla barricata, era tanta, e la pressione pubblica quindi coerente, tanto che il processo di riduzione era giunto al suo sostanzioso inizio. &lt;br /&gt;Nel 1991 si era arrivati ad un trattato chiamato START, tra USA e Unione Sovietica, in cui veniva firmato il processo di riduzione degli armamenti nucleari con smantellamento degli impianti e ovvia conseguente dichiarazione di non proliferazione ulteriore, che doveva appunto rappresentare l'intenzione di tutta l'umanità di rinunciare alle atomiche per tornare a vivere senza l'incubo di quella terribile paura. &lt;br /&gt;Bene. Sorpresa. Come non si sa, ma sta di fatto che il 1991 è stato spazzato via, - lui e gli accordi bilaterali - come non fossero mai esistiti, e che la corsa agli armamenti è invece aumentata esponenzialmente negli ultimi anni, non solo in termini di quantità, ma anche di "qualità", laddove la qualità rappresenta solo quanto più alto sarà il prezzo da pagare per chi subisce le decisioni di una manica di potentissimi pazzoidi al potere. &lt;br /&gt;Le armi atomiche attualmente sul pianeta sono (i numeri non sono certi) tra le 30.000 e i 50.000 la cui testata è mediamente da un megatone (cioè mille volte il quantitativo della bomba "Little Boy", l'atomica che spazzò via Hiroshima, la quale ne conteneva una da un solo kilotone) e si sa, potrebbero polverizzare l'intero pianeta 50 volte. &lt;br /&gt;A differenza di allora poi, ora sono in mano a diverse nazioni, queste "entità Stato" che tanto ci stanno a cuore, le quali - volendo ogni tanto essere sinceri bisogna ricordarlo -, vivono una vita propria e decidono della vita di miliardi di persone (umane ma purtroppo non solo) quasi sempre facendone il danno e non l'interesse, ma sopratutto mai rispettandone la volontà. &lt;br /&gt;Tra queste nazioni, Usa, Cina, Russia, Corea, India, Pakistan, Francia...insomma un numero improbabile, da qualche anno si può registrare una partita a scacchi in corso. &lt;br /&gt;Pedine che si moltiplicano, mosse e contro mosse, dichiarazioni e minacce, nulla di comprensibile come quadro nella sua interezza ai comuni mortali come noi, uomini e donne che lavorano tutto il giorno, pagano tasse, si sforzano di avere comportamenti civili e che nella loro infinita ingenuità si aspetterebbero, anzi vogliono dare per scontato, che in cambio non gli si riconosca solo la promessa di una atomica a testa. &lt;br /&gt;Sì, forse l'errore commesso è stato questo: abbiamo dedicato e creduto talmente tanto nel limitarci a fare la nostra brava parte nel fare funzionare il sistema, abbiamo creduto talmente tanto in quel trattato firmato e talmente tanto gioito dell'incubo finito, che ci siamo dimenticati di controllare se qualcuno lo rispettasse davvero, con il risultato che attualmente siamo di nuovo ad un passo dall'olocausto, ma non ne parla nessuno. &lt;br /&gt;Nel 2007 il presidente Putin ha semplicemente annunciato (il che significa che non si può cantare la segretezza di questi eventi), un grandioso piano di riarmo per la sua nazione, e nessuno ha detto nulla. Non una protesta. Non un dubbio. Non un sospiro. &lt;br /&gt;Quando venti giorni fa navi da guerra americane si sono schierate nel Mar Baltico con la scusa degli aiuti umanitari, noi tutti non siamo neppure stati in grado di capire. &lt;br /&gt;Quando ci parlano di scudi spaziali e nuove basi, non siamo più in grado di associarli a fenomeni che ci coinvolgono direttamente, perché quasi non sappiamo più di cosa parlano e la verità è che gli anniversari delle esplosioni atomiche in Giappone passano senza che nessuno dedichi più loro un minuto di riflessione. Di disarmo non si parla più, di atomiche si parla solo per dare un po' più di verve a qualche servizio TG, con la volontà palese di farle recepire come spauracchi per bambini. &lt;br /&gt;Ed ancora...le petizioni contro le basi militari che aumentano, raccolgono pochissimi consensi fuori dai confini in cui andranno a sorgere perché all'esterno di questi, quasi nessuno è in grado di comprendere e quindi di voler contrastare ciò che sta accadendo. &lt;br /&gt;Stupirsi mi rendo conto, non ha alcun senso. &lt;br /&gt;Denunciare forse sì, forse andrebbe fatto più spesso, forse bisognerebbe urlare ai quattro venti tutte le sante mattine che quello che ci attende è una infinita guerra fredda, gelida di morte, quando non talmente calda da fare una bella nuvoletta di tutti noi. &lt;br /&gt;Tutti quelli che continuano a fare finta di nulla dopo avere recepito tale denuncia, sono da considerare complici. &lt;br /&gt;Il disarmo nucleare era una promessa ed un dovere di ogni essere umano passibile di intelligenza e volontà, ma attualmente solo pochissimi si stanno sforzando di mantenerle fede. &lt;br /&gt;Al momento invece, le armi atomiche ricoprono questo pianeta come tante luci pronte a brillare, nel silenzio attonito, direi assurdo di tutti. &lt;br /&gt;La loro pericolosità potenziale aumenta, perché migliora il controllo degli effetti radioattivi, così che ne risulti meno "impensabile" l'uso. Le nuove generazioni di bombe infatti, comportano una esplosione "pulita", bombe termobariche che con la loro onda d'urto creano una pressione che risucchia l'aria fuori dai polmoni di tutti i viventi uccidendoli all'istante. E non lascia scorie. &lt;br /&gt;Questa è la "ricerca" spesso apostrofata come scientifica ed in cui tutti poniamo più fede che in Dio. Questo è il mondo che abbiamo costruito. Questo è ciò che verrà. &lt;br /&gt;Non posso fare a meno allora di chiedermi, come possiamo essere così silenti e ciechi. &lt;br /&gt;Quale persona, sia essa cristiana, musulmana, buddista, o atea, sia cinese o sudafricana, sia comunista o anarchica, sia &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LmV2YW1lbG9kaWEuaXQvYW50aXNwZWNpc21vL0FudGlzcGVjaXNtby5waHA=" target="_self" title="Approfondimento sull'ideologia" style="font-weight: bold; font-family: Verdana; color: rgb(0, 51, 153); text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;antispecista&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;, ecologista, nonviolenta, pacifista, animalista, umanista, sia rossa o verde, sia in qualsiasi forma e di qualsiasi consistenza, non è in grado di capire o non ha le basi per comprendere che non c'è nulla al mondo in questo momento che vada immediatamente combattuto con tutte le proprie forze, come questo delirio che ci portiamo dietro proprio mentre il rischio di conflitti sale a causa della scarsità di risorse e della impreparazione umana ad affrontare le crisi in maniera collaborativa? &lt;br /&gt;A quando una qualsiasi reazione nel nome se non dell'etica, della morale, o di qualsiasi elevato potenziale umano, anche solo dell'istinto di sopravvivenza? &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eva Melodia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-2327022762103706961?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/2327022762103706961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=2327022762103706961' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/2327022762103706961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/2327022762103706961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2008/09/riarmati-e-contenti-di-eva-melodia.html' title='Riarmati e contenti - di Eva Melodia'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-6829505227555297332</id><published>2008-09-14T17:38:00.002+01:00</published><updated>2008-09-17T09:49:05.780+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Animalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Caccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attivismo'/><title type='text'>Presidio contro la Fiera Venatoria di Seveso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da buon giramondo, dopo gli ultimi presidi a Roma mi son ritrovato in una mattinata uggiosa e particolarmente fredda a recarmi in quel di Seveso, cittadina resa famosa negli anni passati dall'Icmesa e dalla sua diossina per un presidio che credevo fosse uno dei tanti a cui ho partecipato in passato. Solo che stavolta l'ho fatto in veste di &lt;acronym title="Animali della Camùna (Lombardia)"&gt;ADC&lt;/acronym&gt; insieme a Nemi che, nonostante gli impegni, ha ritagliato del tempo per unirsi al gruppo di manifestanti. Mi sarei aspettato a dire il vero una partecipazione più numerosa dai "milanesi" ma devo dire che i presenti erano agguerriti e dotati di una verve particolare...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parcheggiato lo scooter mi son ritrovato a dover attraversare praticamente tutti gli stand degli espositori/venditori per giungere al luogo fissato per il raduno. Ed ho avuto subito un assaggio della cultura imperante in queste zone, dedite alla caccia forse più che in Toscana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma quel che mi ha colpito è stata la forte presenza di famiglie con bimbi al seguito, ho davanti agli occhi l'immagine di una mamma che acquistava un panino per suo figlio noncurante delle 4 teste di cinghiali e cervi appese sopra di lei in bella mostra ad esemplificare il tipo di strage che forniva cibo per gli astanti. Il resto della camminata è stato un susseguirsi di tartarughe, uccelli da richiamo, cani di sessanta/settanta giorni, vitelli, pecore, equini, pollame di ogni sorta...tutti ammirati dai visitatori come si fosse allo zoo. E tutti a commentare la loro bellezza...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Angosciante a mio avviso lo stand dei "falconieri" in cui erano esposti due gheppi (incappucciati ed incatenati) ed un gufo (logicamente stralunato dal casino e dal fatto che lui di giorno dormirebbe volentieri invece di stare incatenato in uno stand). I "padroni" erano particolarmente fieri di detenere quegli animali come se quello fosse il loro destino. Nati per vivere incappucciati in attesa di cacciare per "riporto" e nulla più.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma più generalmente si trattava non solo della "fiera venatoria" bensì della "fiera della sottomissione degli altri animali". Non si spiegherebbe la presenza di alcune specie che con la caccia hanno ben poco a spartire.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Veniamo al presidio/protesta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La presenza di Oltrelaspecie, della Lav e di altri piccoli gruppi nonchè di alcuni (splendidi) cani sciolti ha permesso di creare notevole disturbo alle cerimonie che si svolgevano sul palco allestito davanti al palazzo del Comune. Premiazioni che riguardavano le gare di canto per uccelli da richiamo, cani da caccia e da esposizione sono state disturbate a suon di megafoni, campanelle, coperchi in acciaio abilmente percossi ed urla di accusa contro il palco. Le Forze dell'Ordine hanno avuto qualche momento di sbandamento non riuscendo a capire se dovevano tentare di sedarci o proteggerci, dato che alcuni "facinorosi" cacciatori si sono avvicinati ripetutamente con fare minaccioso..cmq è rimasto (almeno fino alla mia partenza) tutto nell'ambito dell'insulto e nulla più.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Sindaco è stato seguito fino al bar dove si stava recando con tutta la schiera di lecc...lecc....lecchesi durante una pausa. In quel frangente, mentre mi rivolgevo al condottiero con varie amenità, un educatissimo e signorile assessore di cui non faccio il nome ma solo cognome e ruolo (Ass. Tallarita, consigliere per sport, commercio e politiche giovanili) mi ha pacatamente mandato a fare in c*** dimostrando l'elevato spessore culturale e tentando un approccio fisico che lo avrebbe visto sicuramente vincitore. Anzi, a dire il vero, a ripensarci mi spiace che non sia passato alle vie di fatto col sottoscritto...probabilmente avrei risolto parte delle problematiche economiche che mi attanagliano al momento! Ed invece mi son ritrovato ad essere difeso dai Carabinieri che si son frapposti...esilarante!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La pausa pranzo ha visto un "cessate il megafono" indi, dopo stretto consulto tra i partecipanti siamo ripartiti più forti e più tenaci che pria, fino al sopraggiungere dell'ora del mio rientro alla magione che mi ospita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se domani non leggerò nulla sui giornali locali pazienza, ma chi c'era ci ha visto eccome... &lt;img src="http://www.evamelodia.it/antispecismo/forum/images/smiles/icon_smile.gif" alt="Smile" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per le foto abbiate pazienza, vista la riluttanza della mia fotocamera dovrò aspettare l'acquisizione di documentazione visiva dagli altri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla prossima!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;   &lt;span class="gensmall"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-6829505227555297332?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/6829505227555297332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=6829505227555297332' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/6829505227555297332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/6829505227555297332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2008/09/presidio-contro-la-fiera-venatoria-di.html' title='Presidio contro la Fiera Venatoria di Seveso'/><author><name>skrondo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11412108322267429580</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-5024246509358370656</id><published>2008-08-07T12:47:00.006+01:00</published><updated>2008-08-11T10:45:23.456+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Report'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Toscana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attivismo'/><title type='text'>Animali della Tosca all'Urla Padula Festival 2008</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;Dal 23 al 27 luglio 2008, si è tenuto a Carrara un festival musicale giunto alla sua quinta fortunata edizione, presso il quale il nostro gruppo è riuscito a tenere un banchetto altrettanto fortunato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'iniziativa, che di per sé é meritevole, a partire dallo sforzo organizzativo, finendo con la scelta tematica impegnata in ambiti quali i diritti umani e la sicurezza sul lavoro con ospiti e dibatti, è stata per noi un successo ed un vero divertimento.&lt;br /&gt;Il team AdT, per l'occasione formato da Telin e Nice con il costante supporto di Randagia (e Massimo) e la partecipazione di Caitli accompagnata da pulciosissima canetta "figlia delle stelle", è riuscito ad usare questa lieta occasione per parlare di antispecismo con la gente, distribuire moltissimo materiale informativo, e fare conoscere la cucina vegana attraverso l'offerta di dolcetti vegan fatti in casa, rigorosamente variati di sera in sera.&lt;br /&gt;I numeri, di cui possiamo dirci orgogliosi si attestano intorno ai 500 dolcetti e 600 volantini (vari), distribuiti, compresi circa 200 copie di Veganzetta.&lt;br /&gt;I benefici evidenti si possono valutare sulla base del fatto che abbiamo rafforzato la nostra affidabile immagine in quel di Carrara (tutti sanno chi siamo ormai), diffondendo riflessioni su veganesimo e antispecismo tra conoscenti e non.&lt;br /&gt;Partite col piede sbagliato a causa di una serie di complicazioni organizzative, siamo andate recuperando durante le giornate, tanto che ben 3 sere su 5 ci hanno viste esibire un fatidico TUTTO ESAURITO, nonostante si arrivasse per ultime e si andasse via per prime. Purtroppo, le forze fisiche ci abbandonavano presto e il numero di dolcetti di cui avevamo capacità di produzione era limitato.&lt;br /&gt;Nonostante questo, il pubblico si è mostrato entusiasta dei dolcetti, interessato agli argomenti, raramente stizzito (anche se ci è capito di dover discutere), spesso semplicemente concorde, suo malgrado ;).&lt;br /&gt;Ringraziamo tutti i nostri degustatori, e li rimandiamo ad altre ludiche iniziative.&lt;br /&gt;Un particolare ringraziamento ai ragazzi di UP! Festival (&lt;a href="http://www.contattoradio.it/"&gt;Contatto Radio Popolare Network&lt;/a&gt;), che ci hanno accolto, e che ogni giorno fanno un ottimo lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Foto saranno presto ONLINE!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-5024246509358370656?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/5024246509358370656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=5024246509358370656' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/5024246509358370656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/5024246509358370656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2008/08/animali-della-tosca-allurla-padula.html' title='Animali della Tosca all&apos;Urla Padula Festival 2008'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-7430026489721187996</id><published>2008-07-28T17:23:00.002+01:00</published><updated>2008-07-28T17:24:54.478+01:00</updated><title type='text'>Presidio contro la Giostra dell'Orso di Pistoia 25 luglio 2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SI3yva9O-KI/AAAAAAAAABc/fgfv1aWsGTU/s1600-h/Giostra+2008+1.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SI3yva9O-KI/AAAAAAAAABc/fgfv1aWsGTU/s400/Giostra+2008+1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228101638950942882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SI3yvlLlOLI/AAAAAAAAABk/srxeOlsABRE/s1600-h/Giostra+2008+2.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SI3yvlLlOLI/AAAAAAAAABk/srxeOlsABRE/s400/Giostra+2008+2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228101641695475890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SI3yvz7jVWI/AAAAAAAAABs/yASPVBamqQk/s1600-h/Giostra+2008+3.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SI3yvz7jVWI/AAAAAAAAABs/yASPVBamqQk/s400/Giostra+2008+3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228101645654775138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SI3yvzJGWTI/AAAAAAAAAB0/GVhA-2fTxgo/s1600-h/Giostra+2008+4.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SI3yvzJGWTI/AAAAAAAAAB0/GVhA-2fTxgo/s400/Giostra+2008+4.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228101645443160370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;   Report della protesta contro la Giostra dell'Orso di Pistoia del 25 luglio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consci delle difficoltà e delle asperità poste da una cittadinanza pistoiese alquanto nevrotica e disinteressata, alcuni volenterosi attivisti si sono recati in prossimità dell'ingresso alla manifestazione per proporre valide alternative allo sfruttamento dei cavalli nel Palio in questione.&lt;br /&gt;Ovviamente il numero dei partecipanti era ridotto a causa del periodo estivo ma la presenza di PVV e U.N.A. nonchè di alcuni singoli sensibili alla questione ha permesso un presidio ottimo.&lt;br /&gt;La distribuzione dei circa 600 volantini preparati per l'occasione fatta all'ingresso è stata solo parte della protesta ed il tutto si è svolto senza raccogliere neanche un insulto! In seguito i baldi giovini si sono prodigati nel ruolo di astanti protestanti mostrando dei cartelli all'uscita in cui si segnalava l'ennesimo abuso di esseri senzienti per il piacere (in verità effimero) degli umani. Anche in questo caso accoglienza variegata, tra passanti che riflettevano ed altri che controbattevano con le solite amenità da quattro soldi (tipo: vabbè, se un cavallo muore lo mangiamo). I soggetti in questione non sono stati neanche lapidati dai nostri coraggiosi che hanno mostrato il lato pacifista delle proteste a favore dei diritti animali.&lt;br /&gt;Immancabile l'interesse della Digos nella persona dell'ennesimo nullafacente in borghese che, evidentemente attratto dalle bellezze toscane, ha chiesto loro i documenti al fine di poterne stabilire provenienza, età e professione.&lt;br /&gt;Infine essendo stato duramente provato in questo periodo, colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che si son recati a tale appuntamento nonostante l'assenza del sottoscritto che, come si sa, è un attrattore di folle. (Folle nel senso di pazzo...).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-7430026489721187996?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/7430026489721187996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=7430026489721187996' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7430026489721187996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7430026489721187996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2008/07/presidio-contro-la-giostra-dellorso-di.html' title='Presidio contro la Giostra dell&apos;Orso di Pistoia 25 luglio 2008'/><author><name>skrondo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11412108322267429580</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SI3yva9O-KI/AAAAAAAAABc/fgfv1aWsGTU/s72-c/Giostra+2008+1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-4727780284319989077</id><published>2008-07-23T19:23:00.002+01:00</published><updated>2008-07-26T16:15:17.068+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Report'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Impatto Ambientale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideologia del dominio'/><title type='text'>Report del Presidio presso l'Ambasciata Islandese di Roma del 21 luglio 2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIs8pUO3tQI/AAAAAAAAAA0/cGA5wqCzwBw/s1600-h/1+prima+della+cura.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIs8pUO3tQI/AAAAAAAAAA0/cGA5wqCzwBw/s400/1+prima+della+cura.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227338472996975874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIs8p0YYrvI/AAAAAAAAAA8/DCa-9v27tqE/s1600-h/2+dopo+la+cura.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIs8p0YYrvI/AAAAAAAAAA8/DCa-9v27tqE/s400/2+dopo+la+cura.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227338481626820338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIs8qRzigKI/AAAAAAAAABE/nYND2aa0BLY/s1600-h/Presidio+1.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIs8qRzigKI/AAAAAAAAABE/nYND2aa0BLY/s400/Presidio+1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227338489525338274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIs8qhjdPHI/AAAAAAAAABM/Ye51CuzuNZ4/s1600-h/Presidio+3.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIs8qhjdPHI/AAAAAAAAABM/Ye51CuzuNZ4/s400/Presidio+3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227338493752851570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIs8rW1oLZI/AAAAAAAAABU/gMh0_NY58T8/s1600-h/Presidio+9.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIs8rW1oLZI/AAAAAAAAABU/gMh0_NY58T8/s400/Presidio+9.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227338508056145298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Reduci dall'impegnativo Presidio del giovedi precedente presso l'Ambasciata Coreana, i baldi &lt;acronym title="Animali dell'Aurora (Lazio)"&gt;ADA&lt;/acronym&gt; uniti ad un manipolo di attivisti provenienti da ogni parte della capitale si sono presentati in tarda mattinata davanti all'Ambasciata Islandese tenuti d'occhio da uno sparuto esercito di poliziotti e carabinieri. Incuranti delle nefaste condizioni meteorologiche, gli eroici difensori del pianeta hanno preparato uno striscione ad hoc che annunciava l'intenzione di sostenere le azioni atte alla strenua difesa della Terra dalle devastazioni a fini commerciali.&lt;br /&gt;Megafonando ripetutamente anche durante l'uscita per la pausa pranzo ed il successivo rientro degli impiegati (ben due), abbiamo ribadito la posizione dei sottoscritti e di buona parte della popolazione islandese in merito alla devastazione ambientale provocata dalla costruzione delle dighe in questione. Ben 275 specie tra animali e vegetali, sviluppatesi in quelle terre da millenni, ora sono a rischio di estinzione...per produrre energia elettrica destinata esclusivamente ad un'azienda (l'Alcoa) che detiene una grossa fetta del mercato dell'alluminio.&lt;br /&gt;Oltretutto il 30% di codesto metallo è prodotto per usi militari (cluster bombs e componenti aereonautiche) e ciò stona con la bandiera della pace che l'Ambasciatore ed i suoi subalterni continuano ad esporre da una delle poche finestre sane della palazzina che li ospita in via San Saba 12 a Roma.&lt;br /&gt;Il volantinaggio ha prodotto effetti positivi, alcune persone si son fermate a chiedere notizie in merito al perchè di tale mobilitazione, automobilisti e viandanti hanno ricevuto il volantino appositamente studiato e stampato.&lt;br /&gt;Al Sig. Ambasciatore ed ai suoi impiegati sono giunti vari slogan nonchè un comunicato letto dal sottoscritto che recitava più o meno così:&lt;br /&gt;"Anche l'Islanda, come molte altre nazioni sta cadendo nella trappola tesa dalle multinazionali svendendo la sua terra, i suoi luoghi ed i suoi abitanti umani ed animali per il classico piatto di lenticchie o poco più.&lt;br /&gt;Vogliamo ribadire l'impossibilità morale di accettare uno scambio iniquo: da una parte centinaia di specie viventi a rischio di estinzione, dall'altra profitti economici per pochi eletti, sempre gli stessi, facenti capo alle grandi imprese che troviamo ovunque si parli di scempio del territorio.&lt;br /&gt;Agli Islandesi rimarrà ben poco anche sotto il punto di vista economico, le briciole degli ingenti ricavi e qualche disoccupato che finalmente troverà il suo posto di lavoro in cui essere sfruttato per poter sopravvivere.&lt;br /&gt;Diciamo no a tutto questo, presidiando l'ambasciata islandese a Roma come in molte altre città europee per portare la voce del dissenso, appoggiando la gran parte della popolazione islandese che non vuole una manipolazione del territorio e delle sue risorse.&lt;br /&gt;I lavoratori all'interno dell'Ambasciata hanno il dovere di riportare al loro governo queste proteste per non divenire a loro volta complici di questa ennesima aberrazione.&lt;br /&gt;Il rispetto e l'amore per luoghi rimasti immutati per millenni, immuni dall'attacco delle moderne macroeconomie globali: questo rispetto è ora più che mai necessario ed impellente."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima della dipartenza del sottoscritto avvenuta verso le 16.00 una voce si è alzata da un palazzo retrostante quello puntato dai manifestanti. Distintamente tutti abbiamo sentito la frase "mo' c'avete rotto li coj***" ma mi sorge tuttora un dubbio: l'accento era marcatamente islandese.&lt;br /&gt;La nostra esperienza in quel giorno, unita alle altre mobilitazioni in Italia e nell'Europa civile ed incivile tutta, porterà forse ad un ripensamento delle politiche devastanti del Governo attualmente in carica in Islanda. Il nostro "NO" sarà ripetuto ogni volta che ne avremo l'occasione...&lt;br /&gt;Rimandiamo i lettori alle prossime iniziative ed auguriamo buoni presidii a tutti!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Skrondo per Gli &lt;acronym title="Animali dell'Aurora (Lazio)"&gt;ADA&lt;/acronym&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-4727780284319989077?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/4727780284319989077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=4727780284319989077' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/4727780284319989077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/4727780284319989077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2008/07/report-del-presidio-presso-lambasciata.html' title='Report del Presidio presso l&apos;Ambasciata Islandese di Roma del 21 luglio 2008'/><author><name>skrondo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11412108322267429580</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIs8pUO3tQI/AAAAAAAAAA0/cGA5wqCzwBw/s72-c/1+prima+della+cura.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-7946615129748937749</id><published>2008-07-19T18:27:00.004+01:00</published><updated>2008-07-26T16:15:57.527+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Report'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideologia del dominio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='veganesimo'/><title type='text'>Report relativo al presidio contro gli abusi sui cani a scopi alimentari del 18 luglio 2008 presso l'Ambasciata Coreana di Roma.</title><content type='html'>Le foto del presidio sono qui di seguito:&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIIloBGgvKI/AAAAAAAAAAM/T6CGeg8ciLE/s1600-h/Attivisti+roma-ntici%21.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIIloBGgvKI/AAAAAAAAAAM/T6CGeg8ciLE/s400/Attivisti+roma-ntici%21.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224779887123938466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIIloXTljMI/AAAAAAAAAAU/6yq24_tTGLQ/s1600-h/L%27uomo+col+megafono+parlava...parlava....JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIIloXTljMI/AAAAAAAAAAU/6yq24_tTGLQ/s400/L%27uomo+col+megafono+parlava...parlava....JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224779893084359874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIIloRckpII/AAAAAAAAAAc/-q0CTMH9y6M/s1600-h/nun+me+te+magno+mica%21.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIIloRckpII/AAAAAAAAAAc/-q0CTMH9y6M/s400/nun+me+te+magno+mica%21.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224779891511436418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIIlojx1jjI/AAAAAAAAAAk/4jxn82TQeTc/s1600-h/those+dogs+are+not+food%21.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIIlojx1jjI/AAAAAAAAAAk/4jxn82TQeTc/s400/those+dogs+are+not+food%21.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224779896432463410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIIlopKlnhI/AAAAAAAAAAs/FmeDZtFmseU/s1600-h/Preparazione+alla+lotta%21.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIIlopKlnhI/AAAAAAAAAAs/FmeDZtFmseU/s400/Preparazione+alla+lotta%21.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224779897878453778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giuntaci la segnalazione di cotal iniziativa nei confronti dell'establishment coreano ai fini di sensibilizzare il governo e la popolazione tutta del noto paese asiatico,&lt;br /&gt;gli &lt;acronym title="Animali dell'Aurora (Lazio)"&gt;ADA&lt;/acronym&gt; e numerosi altri attivisti provenienti anche da remote regioni (Piemonte e Toscana) si sono uniti al presidio organizzato da RAN RAI Roma e Associazione Canili Lazio di fronte all'Ambasciata Coreana sita ai Parioli.&lt;br /&gt;Evitando accuratamente di passare sotto casa di Maurizio Costanzo, ci siamo trovati davanti all'Ambasciata, riconoscibile per le numerose bandiere della LAV ed un paio di cartelloni con foto trucide piazzate appositamente per strappare il cuore ai passanti.&lt;br /&gt;E ovviamente la zona era talmente deserta che avremmo potuto organizzare un torneo di curling ghiacciando la sede stradale.&lt;br /&gt;L'intervento di un &lt;acronym title="Animali dell'Aurora (Lazio)"&gt;ADA&lt;/acronym&gt; col megafono ha cmq attirato l'attenzione delle Forze dell'Ordine presenti in massa (2, 3 al max) e dei dipendenti dell'Ambasciata stessa (che fino ad allora non avevano dato peso alla protesta). L'addetto stampa dell'ambasciata invitato all'interlocuzione con i sottoscritti ha preso visione dei cartelloni ed ha dimostrato estremo interesse per il benessere dei nostri amici a 4 zampe tentando inutilmente di accarezzare un cane. Dopodichè si son tutti riuniti in pausa pranzo, sfruttando l'odore del cane accarezzato per preparare delle bruschette.&lt;br /&gt;Noi abbiamo seguito l'esempio abbandonando il luogo dopo aver ringraziato senza alcuna ironia le Forze Armate per la protezione ed il supporto donatoci, per recarci in una Aranceria in centro.&lt;br /&gt;Parlando un pò più seriamente, occorre riconoscere la civiltà e la disponibilità degli addetti dell'Ambasciata che in qualche caso ha sfiorato la solidarietà.&lt;br /&gt;Ringraziamo le associazioni che ci hanno invitato e coinvolto nel presidio, attendiamo con fiducia un riscontro dalle autorità coreane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-7946615129748937749?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/7946615129748937749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=7946615129748937749' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7946615129748937749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7946615129748937749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2008/07/report-relativo-al-presidio-contro-gli.html' title='Report relativo al presidio contro gli abusi sui cani a scopi alimentari del 18 luglio 2008 presso l&apos;Ambasciata Coreana di Roma.'/><author><name>skrondo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11412108322267429580</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_E7ZeZvTnQes/SIIloBGgvKI/AAAAAAAAAAM/T6CGeg8ciLE/s72-c/Attivisti+roma-ntici%21.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-4841572269460085034</id><published>2008-06-19T13:18:00.002+01:00</published><updated>2008-06-19T13:22:18.601+01:00</updated><title type='text'>Comunicato di solidariertà  con gli attivisti austriaci</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esprimiamo la nostra totale solidarietà agli attivisti arrestati in Austria il 21 maggio 2008 con un'azione repressiva della Polizia e del governo austriaco.&lt;br /&gt;La Democrazia, vanto di un'Europa unita e solidale solo per il mantenimento dei privilegi di alcune lobby, è stata nuovamente calpestata,&lt;br /&gt;le libertà di espressione e di pensiero vengono cancellate, abolite in nome di interessi specisti che nulla hanno a che vedere con la sicurezza dei cittadini.&lt;br /&gt;Coloro che tengono alta la bandiera del rifiuto all'omologazione di pensiero vengono imprigionati, spesso subiscono torture fisiche o psicologiche&lt;br /&gt;nel vano tentativo di fermare le loro idee e ciò avviene nell'Europa unita e (in)civile che molti indicano come esempio di democrazia.&lt;br /&gt;Grazie a queste persone l'Austria stava assumendo la connotazione di una nazione attenta ai diritti Animali, pensiamo all'abolizione di allevamenti di&lt;br /&gt;animali da pelliccia, al divieto di uso di animali nei circhi, ad altre iniziative che hanno portato ad un'attenzione nei confronti degli altri esseri senzienti che nel nostro Belpaese è ancora una chimera. Il loro arresto ha distrutto con un solo atto l'immagine di paese civile.&lt;br /&gt;L'Austria e l'Italia si somigliano sempre di più....cambia un numero:&lt;br /&gt;per l'Austria è il 278, per l'Italia il 270bis.&lt;br /&gt;Ma il concetto è lo stesso: prigione per chi attacca gli interessi economici degli sfruttatori, nel vano tentativo di ridurre al silenzio il crescente movimento in difesa degli Animali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, il pensiero dei ragazzi austriaci è anche il nostro e non può essere ingabbiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo al loro fianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Animali della Tosca&lt;br /&gt;Animali della Camùna&lt;br /&gt;Animali dell'Aurora&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-4841572269460085034?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/4841572269460085034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=4841572269460085034' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/4841572269460085034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/4841572269460085034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2008/06/comunicato-di-solidariert-con-gli.html' title='Comunicato di solidariertà  con gli attivisti austriaci'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-7719335768628500969</id><published>2008-06-05T14:21:00.006+01:00</published><updated>2008-06-05T22:18:50.315+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ecologismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicato'/><title type='text'>Comunicato a sostegno di Paola</title><content type='html'>I firmatari di questo comunicato, attivi nei gruppi liberi “Animali della Tosca” e “Animali della Camùna”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;desiderano esprimere la piena solidarietà nei confronti di Paola Gori, la "nostra Paoletta”, arrestata il 29 maggio scorso con accuse poco chiare e pericolosamente coerenti con il clima terrifico che di questi tempi si vuole costruire attorno ai movimenti spontanei in difesa dei diritti e/o del territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo fortemente convinti che la "nostra" Paola non sia quella che i magistrati dipingono, ma al contrario una ragazza che lotta quotidianamente per difendere i diritti di tutti gli Animali umani e non, attraverso un impegno visibile e nonviolento, alla luce del sole, poiché chi lotta per l'&lt;a href="http://www.evamelodia.it/antispecismo/Antispecismo.php" target="_self" style="font-size: 14px; font-weight: bold;" title="Approfondimento sull'ideologia"&gt;antispecismo&lt;/a&gt; non ha bisogno di nascondersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra Paola agisce ogni giorno contro soprusi e violenza, contro la logica dell’economia devastante e fine a se stessa, opponendosi fermamente anche alla realizzazione dell’impianto rigassificatore così detto “Off-Shore” di Livorno, per la difesa dei diritti di tutti compresi i reclusi e l'organizzazione di benefit per chi non può vantare avvocati nel proprio partito, per dare voce agli altri animali quelli che voce non hanno, sostenendo in maniera partecipe ogni realtà ed organizzazione antagonista che si faccia portatrice di valori coerenti con l’&lt;a href="http://www.evamelodia.it/antispecismo/Antispecismo.php" target="_self" style="font-size: 14px; font-weight: bold;" title="Approfondimento sull'ideologia"&gt;antispecismo&lt;/a&gt; e il rispetto della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce di tutto questo, con la fiducia di riabbracciare presto la nostra amica, possiamo solo unirci al coro che reclama:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LIBERTA’ PER PAOLA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firmatari:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eva Melodia&lt;br /&gt;Paola Rizzante&lt;br /&gt;Vincenzo Farrone&lt;br /&gt;Xpolpex&lt;br /&gt;Ilaria Nannetti&lt;br /&gt;Gabriele Falaschi&lt;br /&gt;Marco Reggio&lt;br /&gt;Irene Fabbri del Serra&lt;br /&gt;Alessandra Conte&lt;br /&gt;Silvana Origgi&lt;br /&gt;Superman&lt;br /&gt;Giulia Testa&lt;br /&gt;Alice Tambellini&lt;br /&gt;Valeria Lorenzi&lt;br /&gt;Marco Maurizi&lt;br /&gt;Piero Carlotti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiunque voglia apporre la propria firma può contattarci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-7719335768628500969?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/7719335768628500969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=7719335768628500969' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7719335768628500969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/7719335768628500969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2008/06/comunicato-sostegno-di-paola.html' title='Comunicato a sostegno di Paola'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-8337598217194354467</id><published>2008-05-27T16:20:00.005+01:00</published><updated>2008-05-27T16:30:49.471+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Efficacia Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Impatto Ambientale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti Umani'/><title type='text'>Un futuro incerto, anzi no, incenerito - di Eva Melodia</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Napoli brucia, Napoli combatte, Napoli soffre, in un momento che improvvisamente ci svela quanto sia profondo il disagio vissuto a più livelli da ogni strato della popolazione Italiana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Vige la regola della confusione, del tutti contro tutti, tra balletti e can-can di politici che senza troppo pudore mentono pur sapendo in quanti non si berranno cotante menzogne, al solo scopo di far cassa con quelli che pur di semplificarsi la vita vorranno credere, non fosse altro che non hanno il tempo materiale, tra un pannolino e un mutuo da pagare, di indagare meglio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma cominciamo dall'alba del 25 maggio. Si susseguono filmati e testimonianze che giungono solo a chi spulcia, attraverso canali di fortuna, talvolta youtube, talvolta google, sicuramente non grazie alle tv nazionali che mantengono il regime di omertà come strumenti di mafia. E' di rigore l'abito scuro, cioè imbellettare tutto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ciononostante, presto affiorano le testimonianze di chi ha visto le forze dell'ordine, manganellare due ragazzi e spingerli giù da un dirupo di &lt;st1:metricconverter productid="10 metri" st="on"&gt;10 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;. Uno di questi, ieri, veniva citato come "grave ferito", mentre invece per fortuna così grave non è. Si è spaccato un piede ed è già pronto a denunciare l’accaduto riportato da più testimoni, secondo i quali, mentre tentava di salvarsi dal salto nel vuoto aggrappandosi alla sporgenza da cui dondolava, è stato oltremodo manganellato sulle mani senza troppe remore, come nei film. E come nei film è volato di sotto rischiando di rompersi il collo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Molti italiani in queste ore, protestano mentre ricevono labili notizie, imprecando contro napoli e contro i viziati napoletani che si oppongono - creando gran scompiglio! -, ai siti di stoccaggio del pattume. Motivo del fastidio è sicuramente la sensazione di ingiustizia nel leggere questa resistenza da parte degli abitanti di Chiaiano, quando al contrario buona parte del resto della popolazione&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;italiana si è dovuta inghiottire in silenzio la sua bella dose di discariche e senza neanche lamentarsi troppo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non si voglia qui sminuire il problema dei rifiuti, né negare la nobile accettazione di talune popolazioni rispetto ad altre, ma solo rilevare che i problemi non vengono mai da soli, e che una cattiva gestione di un problema, normalmente comporta una catena di eventi nefasti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Così, mi verrebbe da invitare coloro che borbottano sul dovere dei napoletani di ingollarsi a loro volta il “loro” pattume, ad un atto di sana preoccupazione anche in merito al fatto che quando una protesta viene repressa con la forza, (violenza fisica, quando non diretto attentato alla vita), significa che gli strumenti democratici sono già diventati carta straccia, ventaglio per aria calda, qualsiasi sia la ragione con la quale si giustifica tale comportamento, rendendo di fatto la nostra democrazia solo un vestito, da tirare fuori nelle serate di gala.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La democrazia infatti è uno strumento, comunemente accettato, la cui efficacia è dimostrata in situazioni ordinarie, ma sopratutto in quelle straordinarie e non un plaid per le scampagnate della domenica da mettere da parte quando butta male. Negare questo significa semplicemente non avere alcuna cultura democratica, non essere democratici (o non vivere in uno stato democratico), e sarebbe bene quantomeno prenderne atto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Oggi tocca ai napoletani con i siti di stoccaggio, domani chissà...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Certo è difficile immaginare qualche lobby intenta in una protesta democratica nella rivendicazione di un qualche diritto di classe, quindi la puzza di bruciato ovviamente vola veloce soprattutto verso il ceto medio basso, ma nella vita non si può mai dire, così come di sicuro non si sarebbe detto dell'Italia, che fosse possibile un simile scivolone repentino (per quanto annunciato) verso la detra estrema, l’intolleranza, la xenofobia, la corruzione dilagante e quanto di meglio ci si possa ricordare di avere letto anche solo in questi ultimi giorni sulla stampa ordinaria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;D’altra parte, a destra e a sinistra, i comandanti dell'armata Branca Leon, per lo più politici, e tanti (ma tanti) imprenditori, tuonano per la "tolleranza zero nel rispetto della legalità contro gli ostruzionisti". &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tra il pietoso ed il ridicolo, detto da gente le cui condanne non si contano più sul pallottoliere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In prima fila la Signora Emma Marcegaglia che sbandiera sostegno al governo, su tutti i quotidiani nazionali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Al lavoratore e contribuente medio probabilmente è pure sfuggito chi sia questa signora, che scopriamo essere stata eletta presidente di Confindustra, nonché amorevolmente chiamata dai colleghi "Signora di ferro". Ella infatti è stata eletta pochi giorni fa, portando una ventata di femminilità alla triste e grigia economia italiana. Noi "malfidenti di sinistra" però, ci siamo subito stupiti del lieto avvento e non credendo per nulla alla quota rosa, né tanto meno all'efficacia del completino Armani indossato dalla vincente, abbiamo minimamente indagato, chiedendoci chi fosse realmente la nuova, potentissima, donna, che guiderà il copioso flusso di denaro nazionale: ebbene, abbiamo scoperto che costei è portatrice di buoni consigli ed esperienza, ma soprattutto nel campo della combustione dei rifiuti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Incredibile. Una coincidenza straordinaria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La Marcegaglia&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;SPA infatti è una azienda operativa nel settore degli acciai e della costruzione di impianti per la produzione di cdr e successivi termovalorizzatori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non è motivo di stupore quindi, che coerentemente, - come ogni industriale che si rispetti, in un mercato libero che si rispetti -, la Signora Confindustria si sia fin da subito lanciata nella difesa e promozione dei propri interessi e quelli di categoria (non sarebbe altrimenti motivabile una presa di posizione così amorevole nei confronti della linea dura del governo, o quantomeno altre motivazioni suonano poco probabili), nella speranza di una veloce rimozione degli ostacoli frapposti tra gli interessi degli industriali del pattume e quelli dei territori coinvolti dalle soluzioni teorizzate; allo stesso tempo però, ci si domanda come possa accadere che tutti gli altri interessi in campo, quelli anche ben più leciti e di valore collettivo e sociale, non vengano neppure considerati, e come il fine di favorire una sola fetta di mercato libero, possa andare a scapito dell'interesse pubblico violando le semplici regole della logica in maniera tanto evidente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il problema dei rifiuti in Italia è divenuto tale, solo quando ci si è resi conto di quanto fosse facile - e si ha ottenuto l'autorizzazione a - specularci sopra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nonostante l'assurdità implicita della speculazione su ciò che non è affatto un bene di consumo ma un interesse sociale, oggi il business del pattume fa girare soldi per ben 20 miliardi di euro (due terzi di sudata finanziaria), con tutto ciò che questo dato può comportare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sembra assurdo, eppure questa è esattamente l’Italia di oggi, che sopravvive mangiandosi letteralmente i rifiuti e morendo per essi: una nazione piegata dalle bugie dove si racconta con entusiasmo che si cercherà di applicare le 3R (dichiarazioni del Ministro Prestigiacomo di ritorno dal Giappone), dimenticandosi del fatto che le R del protocollo di Kyoto citate dal Giappone sono quattro, ed infilandoci la pratica dell'incenerimento che invece in una ottica orientata alla soluzione del problema, non è neppure lontanamente considerabile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Al bar, i cittadini medi, con il quotidiano medio sotto il braccio, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;si raccontano vicendevolmente assurdità come la felice coesistenza nella stessa catena risolutiva del problema, riciclaggio e incenerimento i quali invece, in nessuna maniera, possono convivere sensatamente, il tutto coronando di insulti e diffamazione ogni voce eccelsa fuori dal coro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma come stupirsi di questo: secondo il nostro ministro dell’ambiente, dimostratosi subito all’altezza, i parametri richiesti da Kyoto in relazione alla CO2 sono semplicemente troppo alti per l’Italia, motivo per cui pagheremo le nostre brave multe, non faremo nessuna riforma ad esempio in campo agricolo e continueremo così, in allegria, mangiando pizza alla diossina e respirando gas intestinali e di scarico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La verità invece è che le 4R (riciclaggio, con riuso, riduzione e recupero), in pochi mesi comportano tranquillamente (in civiltà normodotate si intende), tra il 60% e 80% della produzione di rifiuti di una collettività, vanificando completamente la creazione di nuovi inceneritori. Non solo. Ovviamente la "termovalorizzazione" “termovalorizza” solo materia “termovalorizzabile”, che in soldoni significa “roba che brucia”, come carta e plastica. Anche solo per questo, le 4R rappresentano un processo in antitesi con la smania presa ai soliti noti di bruciare tutto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mentre le 4R fanno parte del ciclo di produzione, l'incenerimento rappresenta la fine di un non-ciclo, dove lo spreco in termini di energia è assoluto poichè il 20-35% di energia che un termovalorizzatore produce dalla combustione di materia non riciclata, non sarà mai pari all'energia richiesta per ricreare ex-novo i materiali bruciati, né tanto meno a quella sprecata in tutto il processo di smaltimento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E ancora, ovviamente l'incenerimento è un processo inquinante. Anche con la favola delle nuove generazioni di inceneritori, la verità è che la materia non si distrugge con i fuoco (come si può crederlo? suona tanto di rito voodoo di purificazione), ma si trasforma (come invece sostengono fisica e chimica per principianti) in sostanze in questo caso tossiche, volatili, di cui si riesce a trattenerne solo una parte (l'altra verrà assimilata direttamente dai nostri polmoni e tessuti molli), e che andranno nascoste sotto lo zerbino (scorie da stoccare tanto per cambiare in siti, ma questa volta così tossiche da essere parificate alle scorie nucleari, e quindi non in comuni siti urbani), insieme a tutte le restanti schifezze che ci concediamo pur di continuare questo stile di vita a dire poco improbabile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In ultimo, ovviamente, i termovalorizzatori e affini non impiegano praticamente nessuno, poichè si tratta di giganteschi robot, quasi completamente automatizzati, che trangugiano cubi di pattume, a 80/100 euro a tonnellata tutti destinati alla tasche degli azionisti di queste società che si vuole spacciare per salvifiche della nostra economia e che invece fungono da veri inceneritori di denaro pubblico. Al contrario le 4R, proprio perché fanno parte del ciclo di produzione, generano da subito &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;lavoro, impiego, crescita economica reale, soprattutto nella zona di origine dei rifiuti, cosa assolutamente importante da ogni punto di vista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sarà per questi motivi banali, che anche se da anni ci raccontano quale salasso sia la spedizione in Germania dei nostri rifiuti dalla Campania a 250 euro a tonnellata per bruciarli (sottintendendo che avrebbe più senso bruciarli in casa, tenendoci tutti quei bei soldini), la Germania semplicemente nega in via ufficiale questa affermazione, dichiara di non bruciare quasi nulla di ciò che le inviiamo e spiega che al contrario, recupera pressoché l'intero pattume attraverso l’invenzione dell’acqua calda che sono le 4R. Alla fine, ci rivende pure il materiale recuperato dimostrando empiricamente quanto è stupido il nostro sistema.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sarà sempre per queste banalità, che praticamente più nessuno costruisce termovalorizzatori, nessuno al mondo, tranne appunto l'Italia poiché l'intera costruzione per una produzione che è comunque sconveniente in termini economici, ambientali, lavorativi è completamente a carico dei cittadini grazie alle tasse per le finte energie rinnovabili imposteci dall’Enel con il bene assenso dei vari governi altalenanti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sarà forse sempre per questi motivi che il mondo ride di noi ed al contempo ci guarda con occhio seriamente preoccupato (basta leggersi qualche quotidiano straniero per capire realmente in che situazione versiamo), sopratutto l’Europa che in una ottica di gestione dei rifiuti, ritiene l’Italia il fanalino di coda, il peso morto, la zavorra ostinata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ristabilito l’ordine delle cose che vede i napoletani redenti almeno in parte, gli amministratori e la mentalità dell’”Italietta” da condannare, Resta il problema di Napoli, un delirio, una emergenza. “Che fare se non piantare tutto almeno per un po' dentro dei grossi buchi?” si chiede con apprensione la maggior parte di noi. Anche se infatti la nostra nazione di regge sulle gambe di volenterosi non avvezzi al facile sputar sentenze su quanto sia colpa di questo e quello, gente disposta a soffrire, a combattere, a difendere quel poco di giustizia che conosce, lo stesso ci si trova in uno stato di sconforto e perplessità che parrebbe paralizzarci.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Eppure la risposta viene spontanea! Che ne dite di cominciare subito con le 3/4 R che dir si voglia, come qualsiasi paese governato da gente dotata di intelletto farebbe?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I napoletani ed in particolare i quartieri coinvolti da questo disastro annunciato, non protestano - come invece molti credono e vorrebbero farci credere - per scampare il loro piccolo paradiso di "monnezza" sotto casa, ma perché sanno che Napoli non è Milano (e non è un demerito), che gli amministratori di Napoli non sono quelli di Torino, che i politici a Napoli, hanno le mani in pasta con qualcosa che si chiama Camorra. Sono 16 anni che ne hanno le prove, non ci tengono a sperimentare ancora al buio. Molleranno solo quando avranno le garanzie che anche a loro verrà riconosciuto il diritto alla salute, a siti di stoccaggio fatti bene, nell’interesse pubblico mentre ora sanno solo che una discarica è quasi garanzia di malagestione, speculazione, diritti violati, silenzio stampa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sicuramente non tutti i campani, non sempre, hanno lottato per cambiare, alle volte taluni avranno contribuito a questa degenerazione, ma di fatto se la responsabilità gestionale deve ricadere esclusivamente sui cittadini, allora significa che gli amministratori non servono a nulla e che possiamo direttamente passare all’anarchia perché sarebbe uguale, se non, come suggerisce qualche modello teorico, addirittura meglio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A Napoli hanno chiesto la differenziata da anni (è tutto documentato! Basta volersi informare!), gli rispondono picche da anni, come peraltro in moltissimi altri luoghi in Italia, dove il favorire gli interessi personali ci ha portati ad essere tutti fuori dai parametri Europei, e fermi ad una raccolta differenziata media che rasenta la vergogna. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per questo a Napoli protestano. Protestano perché i siti scelti non sono adatti, sono posti sopra falde acquifere e fatti di materiali come il tufo, altamente permeabile, e benché si siano impegnati nello svolgere un eccellente lavoro per suggerirne altri con l'aiuto di emeriti esperti, tale lavoro, tali siti, non sono neppure stati presi in considerazione, a quanto pare per motivazioni "private" tra le quali è facile scorgere il nome di qualche boss. E invece prendono botte, vengono insultati, denudati della minima dignità, spacciati per terroristi ostruzionisti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Insomma, non si capisce perché, non ci si spiega il per come.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Come è possibile che non si voglia vedere. Che si voglia credere senza informarsi. Che si voglia zittire così tanti civili che difendono i diritti sanciti dalla costituzione tra i quali il diritto alla salute, anche addirittura usando la forza in una nazione dove la democrazia è stata così sudata e i diritti così tristemente conquistati a suon di lotte e sangue.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E poi si scopre, che “bipartiINsanamente”, colui che era a capo della polizia durante il famigerato G8 di Genova (quelli che c'erano come me, hanno nel bene o nel male un ricordo indelebile come una cicatrice dolorosa impressa nella mente al sol dominare luoghi, fatti e persone), colui che incredibilmente era poi stato trasferito proprio a Napoli a fare il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti (già di per sé una meraviglia), il Dott. De Gennaro, è stato nominato capo dei servizi segreti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Due giorni fa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il tutto dopo pochi giorni dalla firma di un decreto legge che sancisce la possibilità di apporre l'etichetta "Segreto di Stato" ad ogni cosa lontanamente coinvolta da interessi energetici, di cui non avremo quindi più alcun controllo, la cui garanzia di efficienza non sarà obbligo di nessuno riferirla ai cittadini, facendo di fatto cadere una coltre di fumo nero su nomi come ENEL, IMPREGILO, ITALCEMENTI e compagnia cantante. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E il cerchio si chiude. E il futuro è incerto, anzi no, se continuiamo così è già incenerito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A conclusione, per chi come me cerca il bandolo di una matassa grossa ormai quanto una luna, si rende evidente ancora di più come una cultura ossessivamente specista non sia altro che la matrice dell’origine di tutti questi assurdi fenomeni, così palesi anche in semplici fatti di attualità, nel come evolve la società.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A partire dal concetto di “rifiuto” che solo esseri convinti di vivere nell’etere potrebbero avere teorizzato, a seguire con l’idea di stoccaggio del rifiuto, convinti che la terra e i suoi abitanti siano oggetti da usare per il proprio comodo immediato, per finire con il dilagare della violenza, tipico di esseri viventi sotto stress, le cui architetture sociali poggiano su ideologie falsate e alienate,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;è facile ritrovare il filo conduttore di una Umanità che si è persa, la cui occupazione continua è quella di trovare soluzioni a problemi che si è auto-inflitta usando sempre lo stesso modo di pensare antropocentrico che li ha causati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’evidenza di questo è sotto gli occhi di tutti, peccato che non sappiamo più vedere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non sappiamo neppure vedere che Chiaiano è una delle poche zone verdi rimaste a Napoli, e solo per questo andrebbe protetta con le unghie e coi denti, e non avvelenata di schifezze solo per non fare lo sforzo di riconoscere i propri errori concettuali o per avidità personali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:12;"  &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Così come non sappiamo vedere quanto siamo specisti e quanto solo questa sia la vera causa dell’apocalisse che ci stiamo tirando addosso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Eva Melodia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1710544703142148151-8337598217194354467?l=adbblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adbblog.blogspot.com/feeds/8337598217194354467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1710544703142148151&amp;postID=8337598217194354467' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/8337598217194354467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1710544703142148151/posts/default/8337598217194354467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adbblog.blogspot.com/2008/05/un-futuro-incerto-anzi-no-incenerito.html' title='Un futuro incerto, anzi no, incenerito - di Eva Melodia'/><author><name>Telin (Admin AD*)</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17164974665184597645</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1710544703142148151.post-6756257291814044496</id><published>2008-04-18T23:07:00.004+01:00</published><updated>2008-04-18T23:17:10.748+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Animalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antispecismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Report'/><title type='text'>Conferenza: Etica e animali – per una corretta comunicazione</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path extrusionok="f" gradientshapeok="t" connecttype="rect"&gt;  &lt;o:lock ext="edit" aspectratio="t"&gt; &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" style="'width:493.8pt;" ole=""&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:/DOCUME~1/Telin/IMPOST~1/Temp/msoclip1/01/clip_image001.emz" title=""&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;Pubblichiamo, come da autorizzazione dei protagonisti, la trascrizione della conferenza tenutasi a Milano, il 1 marzo 2008, dal titolo &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:verdana;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT"&gt;“Etica e animali – per una corretta comunicazione”&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:verdana;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Casa della cultura, Milano, 1° marzo 2008.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:verdana;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Relazioni del convegno&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;“Etica e animali – per una corretta comunicazione”&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Massimo Terrile (Presentatore e moderatore).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Cari amici,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;oggi è un giorno importante!&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;E’ infatti la prima volta che viene chiesto ufficialmente ai media di non boicottare il vegetarismo e di avere più rispetto per gli animali, tramite una un’informazione completa ed equilibrata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Siamo infatti consapevoli, visti anche i documenti che lo confermano (v. il dossier allegato…),&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che l’adozione di una &lt;b style=""&gt;dieta vegetariana o vegana&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;è innanzitutto &lt;b style=""&gt;salutare&lt;/b&gt;; secondariamente, &lt;b style=""&gt;ecologica&lt;/b&gt;, e conseguentemente (permettendo di rispettare anche altri esseri viventi) &lt;b style=""&gt;etica&lt;/b&gt;, ossia altamente morale. Non potrebbe infatti essere per noi “morale” se non rispettasse anche i due primi principi, ossia l’essere &lt;b style=""&gt;ecologica&lt;/b&gt; , e ovviamente, &lt;b style=""&gt;salutare&lt;/b&gt;, pena il nostro danneggiamento in favore di altri esseri viventi. Il che sarebbe contraddittorio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; text-indent: 35.4pt;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Ciò sembra non essere stato affatto compreso dai media, ed in particolare da alcune testate editoriali (per non dire quasi tutte) che continuano a propagandare il consumo di carni quando ormai anche la FAO, oltre agli istituti sanitari nazionali ed internazionali, ed all’associazione dei dietologi americani e canadesi, lo sconsigliano apertamente. Per non parlare del Prof. Umberto Veronesi, il quale afferma che la carne è addirittura cancerogena. Ovviamente, ciò dipende anche dalle quantità, come per il fumo. Mi riferisco in particolare ad una recensione dell’ultimo libro di Peter Singer (Come mangiamo – Il Saggiatore, 2008) apparsa su “Libero”, del 22 febbraio 2008:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;“Mangi carne? Meriti la galera”, scritto ben “al di qua” di aver compreso le motivazioni globali del vegetarismo e del rispetto per gli altri esseri viventi. Senza scendere in ulteriori dettagli, troverete la recensione suddetta nella documentazione che vi è stata consegnata, accompagnata da una lettera al direttore di “Libero” scritta dal Prof. Fedi. Questo non è che un esempio di come certa stampa, (ed oserei dire quasi tutta) osteggi tali principi, nel momento stesso in cui essi diventano peraltro di interesse mondiale, e non riguardano più solo la vita privata, bensì la società in generale, dato l’impatto che il consumo di carni da allevamento ha sul pianeta dal punto di vista ecologico. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Lo stesso dicasi per l’abolizione dei “lager” nei quali gli animali sono sfruttati (zoo, circhi) a fini economici, o delle “sagre”, nelle quali sono utilizzati a fini religiosi. Magari oggi gli zoo sono chiamati in un altro modo, più gentile (es. bioparchi, ndr), ma ciò non significa che in essi gli animali siano felici e vivano in modo naturale. Per non parlare dei circhi e delle sagre con utilizzo di animali che sono state di recente “sdoganate” grazie all’ultima legge sui maltrattamenti (la 189 del 2004), dove addirittura si è arrivati all’assurdo di ammettere i maltrattamento ove la regione competente autorizzi la manifestazione in quanto di importanza “storica o culturale”! Mi riferisco ad esempio al palio di Siena, ed a chi trae voti da tale circoscrizione. Comunque, luoghi ed eventi utili solo a chi li gestisce, ma fortemente diseducativi per chi li visita o per chi assiste. Infatti istigano al disprezzo per la libertà degli altri esseri viventi, al dominio (oggi ascolteremo una interessante relazione su tale tema), alla “legge del più forte”, valida solo ove non vi siano alternative, ma non certo in una civiltà come la nostra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Concludendo, é un giorno importante in quanto ciò che diciamo è stato sottoscritto, oltre che da normali cittadini, anche da chi ha una certa notorietà come persona di cultura (v. allegato) e da numerosissime associazioni che rispettano la libertà di tutti gli esseri viventi. Rimandiamo peraltro, per chi volesse ulteriori assicurazioni, alle dichiarazioni di notissimi vegetariani quali il Prof. Umberto Veronesi, che non può essere stimato ed ascoltato solo quando parla do oncologia, ma dovrebbe esserlo anche quando esterna le sue visioni filosofiche ed etiche in tema di vegetarismo. O l’astronoma Margherita Hack, vegetariana dalla nascita e più volte campionessa in diverse specialità sportive. Per non citare le centinaia di intellettuali e scienziati che li hanno preceduti nei secoli, da Pitagora a Plutarco, a Leonardo da Vinci, a Tolstoj, ad Einstein, ecc... e che si sono convertiti al vegetarismo, pur senza avere le cognizioni scientifiche che abbiamo oggi nella scienza dell’alimentazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;                        &lt;/span&gt;E’ un giorno importante, infine, perché da oggi ciò che è stato scritto verrà diffuso sempre più fino a diventare un’onda d’urto alla quale nessun potere asservito ad interessi pubblici o privati potrà sottrarsi, per il bene di tutti gli esseri senzienti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Grazie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Passo la parola al &lt;b style=""&gt;dr. Edgar Meyer dell’Ufficio diritti animali della Provincia di Milano&lt;/b&gt; che ringraziamo per aver concesso il patrocinio a questa iniziativa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Dr. Edgar Meyer . &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Buongiorno, sono qui per fare un breve saluto, anche da parte dell’arch. Pietro Mezzi, assessore al territorio, ai parchi ed ai diritti degli animali della Provincia di Milano, che ha patrocinato questa iniziativa, e vi invia i suoi saluti. L’assessore Mezzi ha fortemente chiesto ed ottenuto una delega ai diritti degli animali, circa 3 anni e mezzo fa, con una piccola-grande rivoluzione. La Provincia di Milano è infatti stata la seconda provincia in Italia a istituire un assessorato ai diritti animali, ed a cascata un Ufficio diritti animali, (indegnamente) diretto da me e dalla dr.ssa Marina Spanò, qui presente. Piccola-grande rivoluzione in quanto è una rivoluzione in atto. Circa quarant’anni fa è stato il momento di istituire gli assessorati alla pubblica istruzione ed alla cultura, nelle istituzioni. Circa 30 anni fa gli assessorati all’ambiente ed all’ecologia. Oggi è il momento degli assessorati ai diritti degli animali. L’opinione pubblica si sta svegliando, preme, e le istituzioni più attente si attrezzano. La prima è stata la Provincia di Roma. Dopo di noi ne sono arrivate diverse altre. Oggi c’è un Ufficio diritti animali in provincia di Savona, e lo sta studiando la provincia di Novara. Insomma, si stanno muovendo molte cose. Tenete presente che le Provincie non hanno grosse competenze in materia di animali. Il movimento parte prevalentemente dai Comuni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Noi ci occupiamo di 189 Comuni, quindi immaginatevi la mole di lavoro che abbiamo… Tutti i giorni lasciamo purtroppo degli arretrati. Fin dal primo giorno siamo stati invasi da richieste di informazione. Facciamo prima di tutto front-office, ossia rispondiamo al telefono ed alle e-mail che ci pervengono (circa un’ottantina di telefonate ed un centinaio di mail al giorno). Questo indica la fame di informazione che c’è da parte dei cittadini che finalmente trovano un interlocutore istituzionale. Abbiamo anche dovuto mettere un numero verde… (interviene Massimo Terrile chiedendo notizie del numero verde istituito per gli abbandoni. Viene confermato che esiste tutt’oggi, e che non si tratta di un servizio relativo alla segnalazione degli abbandoni, quanto di un servizio dedicato a fornire informazioni sulle strutture ricettive disposte ad ospitare animali – in particolare nei periodi di vacanza – quali ristoranti, alberghi, campeggi, ecc..). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Abbiamo anche fatto il primo bando in Italia di finanziamento di progetti per i diritti animali, su cinque temi: l’istituzione degli uffici diritti animali all’interno dei comuni (ne abbiamo finanziato alcuni…), la progettazione di parchi-canili (come aree di transito), progetti di pet-terapy limitati ad animali provenienti da canili, lotta al randagismo (quindi sterilizzazione), e di educazione nelle scuole. (Interviene ancora Massimo Terrile per sottolineare quanto sia peraltro importante che la Provincia di Milano abbia dato il suo patrocinio a questa iniziativa dove non si parla solo di diritti animali relativi ai temi suddetti, ma principalmente di vegetarismo …Il dr. Meyer conferma, rimandando al sito &lt;a href="http://www.provincia.milano.it/animali"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;www.provincia.milano.it/animali&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; per altre informazioni). &lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;Ricordiamo inoltre come l’UDA abbia anche fatto una pubblicazione in merito a menù vegetariani - Il pranzo di Natale - distribuita&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;anche in questa sede, pubblicato già una prima volta nel 2005 e ripubblicato nel 2007 in quanto richiesto da molte persone. E’ stato distribuito come regalo di Natale dell’assessorato non tanto agli interessati all’Ufficio diritti animali, quanto agli utenti interessati ai parchi, al territorio, all’agenda 21, quindi non necessariamente animalisti. Con ciò raggiungendo quindi anche persone che già manifestano una sensibilità ambientale, ma magari non manifestano ancora sensibilità riguardo ai diritti degli animali. Il fatto che una istituzione si sia impegnata in un tale obiettivo mi fa quindi essere ottimista. Sulla comunicazione ci sarà comunque ancora molto da lavorare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Grazie per la vostra pazienza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span lang="IT"&gt;M. Terrile&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Ringraziamo Edgar Mayer. L’iniziativa è molto interessante! Un libretto del genere (Il pranzo di Natale), fatto da una istituzione, comincia a far capire che le cose stanno cambiando! E che il discorso non è puramente individuale, ma sta diventando un fatto realmente sociale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;A questo punto darei la parola al Prof. Bruno Fedi, il quale non credo abbia bisogno di presentazione. Il Prof. Fedi sono, oserei dire, decenni che si batte per i diritti degli animali. E’ stato uno dei fondatori delle principali associazioni italiane, ed anche svizzere. Ha un’esperienza vastissima sia in tema di vegetarismo, sia di medicina (dove ha diverse specializzazioni), sia di bioetica. E’ anche scrittore. Ha pubblicato diversi libri e saggi sull’antispecismo e sullo sviluppo. La sua notorietà ha quindi varcato anche i confini del nostro paese. Il Prof. Fedi ci introdurrà ora all’argomento più importante di oggi, che quello della “comunicazione”. Prego.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Prof. Bruno Fedi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:verdana;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Presentazione della “Lettera aperta su etica e vegetarismo – per una par condicio nella comunicazione”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Signore e signori buonasera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Vi ringrazio per la vostra presenza e vi chiedo scusa, perché le cose da dire sono tantissime, e non riuscirò a dirle tutte. Per cui cercherò di parlare rapidamente. Dirò anche molte banalità, perché dirò delle cose che “sono” banali, ma tutti sembrano averle dimenticate. La comunicazione è uno dei fattori fondamentali della civiltà. Senza la comunicazione, la civiltà non sarebbe nata. Se i preominidi&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;non avessero iniziato a comunicare tra di loro, non sarebbe infatti nata la nostra civiltà. Nessuna scelta, nessuna etica, può svilupparsi senza la comunicazione. Tantomeno può nascere la legge, né può esservi giustizia se non c’è il rapporto con gli altri. La comunicazione determina i grandi trend mondiali. Fino al dettaglio. Determina il consumo maggiore o minore di carni, e di ortaggi. Può servire a diffondere il panico. Come chi legge il giornale può vedere tutti i giorni. In questi giorni quasi tutti tendono a diffondere il panico … per ragioni elettorali! E così può provocare anche le guerre. Sarebbero state possibili le ultime guerre senza una comunicazione prima che le avesse preparate? Qualcuno si immaginerebbe la nascita del fenomeno Mussolini senza la sua ossessiva “comunicazione”? Insegnata poi a tutti quelli che sono venuti dopo… La comunicazione è padrona di tutto. Ci fa bere acqua minerale anziché acqua del rubinetto. Ci fa bere anche tutte le notizie manipolate. Quanti di voi non sarebbero vegetariani, o quanti fuori di qui sarebbero dei carnivori se vedessero quello che succede nei mattatoi? Quanti sarebbero vivisezionisti, se sapessero un semplice fatto: dopo aver fatto un esperimento su un animale, noi non sappiamo se sull’uomo darà lo stesso risultato, o un po’ diverso, o completamente diverso. Per cui va ripetuto sull’uomo. Sapendo che va ripetuto, quanti darebbero ragione ai vivisezionisti? Nessuno!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style=""&gt;            &lt;/span&gt;Oggi la comunicazione condiziona il nostro stile di vita. Il quale è basato sulla iperproduzione, sull’iperconsumo, sui prezzi crescenti. Dall’epoca degli eroi omerici ad oggi, dal “talento” fino all’euro, i prezzi sono sempre stati crescenti. Nonché sulla violenza – palese o manifesta – sui più deboli. Ma soprattutto è basato sulla disinformazione. Che nasconde il vero, e razionalizza invece ciò che c’è di falso. E il modo più semplice di fare disinformazione è quello di impedire a qualcuno di parlare… Dunque l’informazione è legata all’aspetto socio-economico-politico delle varie comunità. Ma il legame tra tutti gli addendi della società è dovuto all’informazione. I nostri bambini ricevono oltre 20.000 spot l’anno. Anche quelli che davanti alla televisione ci stanno poco. Cioè 200.000 in 10 anni, e nel corso della vita, molte decine di migliaia… Ovvio quindi che possano credere che i cow-boy siano buoni e gli apache siano cattivi. Ovvio che abbiano creduto tutto quello che l’informazione voleva che
